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19/03/2005

Abbaglio a Cuba

Riprendiamo per intero l'editoriale de "Il Foglio" di sabato dedicato all'ennesimo abbaglio che colpisce gli intellettuali in visita a Cuba. "Un grande direttore d’orchestra, Claudio Abbado, ha visto la Cuba che il regime castrista presenta agli intellettuali di sinistra e l’ha raccontata. C’è il medico d’avanguardia che studia misure per combattere il cancro, le orchestre giovanili, la tradizione del balletto. Sono, secondo il maestro, gli “aspetti positivi” su cui bisogna soffermarsi, e che invece sarebbero ingiustamente trascurati. Molti intellettuali europei e qualche americano negli anni Trenta visitarono la Russia di Stalin e tornarono indietro fornendo descrizioni dello stesso tipo. Anche lì non mancavano i balletti, i cori, magari dell’Armata rossa, e gli scienziati d’avanguardia. Abbado ha visto anche che, per sottrarsi alla penuria alimentare, a Cuba si coltivano appezzamenti anche nelle città, più o meno sul modello degli “orti di guerra” di Benito Mussolini. Ma ne parla ammirato, come di una misura contro la speculazione edilizia, senza rendersi conto del loro reale significato. Le dittature hanno una particolare abilità nell’indurre artisti e intellettuali a leggere nella loro realtà il “positivo”, le sbandierate realizzazioni culturali e l’ordine sociale, presentato come spontanea adesione di popolazioni che invece sono sottoposte a rigide coazioni accompagnate da una martellante propaganda. Tutti questi valori “collettivi” largamente esibiti nascondono l’oppressione delle libertà individuali e di quelle di espressione e di organizzazione. Considerare un paese di questo tipo “all’avanguardia” è una dimostrazione, per bene che vada, di ingenuità disarmante. L’idea stessa di avanguardia, come concetto politico, non culturale è intimamente totalitario, il giornale dei giovani comunisti cubani si chiama La Vanguardia come i più accesi fautori del fascismo si chiamavano avanguardisti. Significa che c’è una strada segnata e decisa dal potere, e che solo su quella si può avanzare, senza tentennamenti che sarebbero considerati tradimenti. Forse Abbado sogna un mondo che segua l’esempio castrista, forse non sa davvero di che si tratti. E’ meglio la seconda ipotesi". Di Cuba, e del suo sistema sanitario, ha parlato recentemente 1972 segnalando questo articolo.

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