20/03/2005

Quando lo Stato crea disoccupazione

I locali pubblici del Canton Vaud stanno valutando l'ipotesi di introdurre, sull'esempio dell'Italia, il pagamento a parte del coperto, sinora integrato nel prezzo di vendita. L'idea è stata avanzata dopo che in questi primi mesi dell'anno la cifra d'affari è diminuita del 20%, e questo a causa della nuova norma che ha portato dallo 0,8 allo 0.5 per mille il tasso d'acolemia tollerato dalle autorità. Senza l'introduzione di questa tassa supplementare, che di fatto farà lievitare i prezzi, diversi locali saranno costretti a chiudere. I responsabili di quesi fallimenti e/o della relativa inflazione, vale a dire i politici e i funzionari di Berna, continueranno invece ad incassare il loro salario e ad avere i piedi al caldo. Nessun chiederà loro di assumersi la responsablilità delle chiusure, nessun chiederà loro di pagare per i periodi di incertezza che i proprietari stanno vivendo e vivranno. Nessuno chiederà loro, insomma, di assumersi la responsabilità delle loro decisioni. Nessun chiederà loro di risarcire personalmente i futuri disoccupati che stanno creando. I nostri brillanti funzionari hanno persino la convinzione di saper calcolare quante vite verranno risparmiate dalla diminuzione del tasso di alcolemia dello 0,3 per mille. Come se si potessero tranquillamente conoscere tutti i fattori alla base di un incidente e valutare oggettivamente il ruolo svolto da uno 0,1 per mille in più o in meno nel sangue. Tra gli uomini dello Stato la presunzione tocca livelli difficilmente eguagliabili. Quando tempo dovremo ancora attendere affinché principi come proprietà, libertà e responsabilità tornino ad essere i cardini dell'organizzazione sociale?

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