« Il laicismo che uccide l'Europa | Homepage | "Forza Svizzera": per ora solo fumo »

20/04/2005

Il nuovo Papa e il liberalismo

Caro Enzo, ho letto con molto interesse questo passaggio sul tuo blog: "il liberalismo è inserito da Ratzinger tra le correnti ideologiche che hanno contribuito al formarsi di quella dittatura del relativismo giustamente denunciata come uno dei più letali mali della società occidentale. Purtroppo è un passaggio-chiave e non si può far finta di non averlo letto.
Chi ha sempre considerato l'individuo come la misura laica (e per chi vuole perfino religiosa) di tutte le cose, valutando il grado di decenza di una società dal rispetto dei diritti e delle libertà personali (inclusa quella religiosa) e vedendo proprio nel liberalismo l'argine più solido contro relativismo e nichilismo, non può accettare la propria riduzione alla stregua di ideologie che l'individuo hanno costantemente annullato e umiliato". Devo riconoscere che la citazione di Ratzinger ha colpito anche me e che mi ha indispettito. Provo a spiegarti perché non l'ho ripresa nel post più sotto.
Prima di condannare definitivamente Ratzinger su questo passaggio mi piacerebbe sapere che cosa intende esattamente per liberalismo. Mi piacerebbe che mi fornisca una definizione chiara. Per quanto mi concerne il liberalismo si basa sull'applicazione concreta di tre principi, proprietà, libertà e responsabilità e si richiama ad autori con Friedrich von Hayek e Ludwig von Mises. Faccio fatica a credere che il nuovo Papa abbia qualcosa da ridire su questi principi. Certo Ratzinger vorrà integrarli con la sua visione dell'etica e la sua fede, ma ritengo che non li possa rifiutare a priori in quanto crollerebbe anche il suo castello teologico. Friedrich von Hayek distingueva tra individualismo vero e individualismo falso. Se parlando di liberalismo Ratzinger si riferisce al falso individualismo di Hayek, che è poi quello della ragione onnipotente che può trasformarsi nella presunzione fatale del socialismo e dell'interventismo statale sistematico, non posso che essere d'accordo. Se invece prende di petto il liberalismo che mi sta a cuore, non posso che essere profondamente scandalizzato dalla sua affermazione e vedere nel nuovo Papa un nuovo potenziale tiranno. Non essendo ancora riuscito a dirimere questa questione, ma non sono un vaticanista e non ho mai letto nessuno dei suoi libri, per ora gli e mi concedo il beneficio del dubbio.

I commenti sono chiusi