18/01/2006
Blocher privatizza e la sinistra trema
E' dalle reazioni a notizie tutto sommato marginali che è possibile valutare l'importanza della presenza di Christoph Blocher in Consiglio federale. La decisione di privatizzare parte del settore informatico del Dipartimento federale di giustizia e polizia (60 dipendenti verranno trasferiti all'azienda che vincerà la gara d'appalto) è analizzata con preoccupazione da Silvano De Pietro sull'ultimo numero del settimanale "Area7" . E' una lettura molto istruttiva per capire cosa siano veramente oggi i socialisti. Un partito conservatore impegnato nella salvaguardia dei privilegi della propria base elettorale, sulla base di argomentazioni che sfuggono al buon senso e alla logica. L'azione del ministro UDC "si traduce ovviamente in una forte pressione sui suoi colleghi di governo affinché facciano altrettanto nei rispettivi dipartimenti". Non sia mai che a Berna qualcuno si ricordi che le tasse sono state sottratte con la forza della legge ai cittadini e che di conseguenza cerchi di limitarne, per quanto possibile, gli effetti negativi (interventismo, esplosione del debito pubblico, sperperi, ecc.), richiamando i colleghi alle loro responsabilità. Lo Stato, per sua stessa natura, non è in grado di destinare le risorse verso le attività più produttive. E questo non perché i funzionari siano persone poco intelligenti o dalle capacità limitate, ma per la natura stessa dello Stato, chiamato ad agire senza la possibilità di ricorrere al calcolo economico. Questo dato di fatto dimostra che è sempre possibile ridurre le spese, a maggior ragione nei paesi occidentali di oggi, dove la struttura statale è palesemente sovradimensionata. E' comprensibile quindi che i socialisti temano Blocher. Quanti politici si possono vantare di aver ridotto le spese del suo dipartimento in modo così consistente (-18% entro il 2008)? Con atti concreti, Blocher sta dimostrando che la retorica dell' "abbiamo ormai raschiato il fondo del barile" non è altro che una bella espressione ripetuta ad ogni occasione per raggirare parte della popolazione. Costretti a confrontarsi con questa nuova realtà i sindacati reagiscono con una serie di frasi fatte, anche perché non possono fare altrimenti. E così veniamo a sapere che "non si possono spostare le persone di qua e di là come mobili in una stanza". Come se i cittadini che creano la ricchezza e che rischiano licenziamenti e ristrutturazioni tutti giorni debbano pure subire la sottrazione di parte della loro ricchezza per assicurare ad altri il diritto all'immobilità e al salario garantito, sulla base di un servizio pubblico impossibile da definire in modo oggettivo. Per diritto quasi divino, insomma. A meno, ovviamente, di considerare come un bisogno dei cittadini tutti i vantaggio ottenuti da qualche lobby o le facilitazioni concesse a fine elettoralistici dell'esponente politico di turno. Non può quindi che farci sorridere la conclusione di De Pietro: "per un’amministrazione pubblica il principale referente non è il padrone, per compiacere il quale si deve risparmiare ad ogni costo, ma l’interesse collettivo, che va tutelato (questo sì) ad ogni costo." Avete letto bene...interesse collettivo. Chissà se un giorno ci spiegheranno come è possibile far emergere l'interesse collettivo all'interno di un'organizzazione statale gestita per definizione dall'alto. Aspetta e spera...
09:20 Scritto in politica svizzera | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | Tag: Swiss Blog


Commenti
Ciao Pinocchio,
articolo molto interessante.
Speriamo comunque che Blocher possa "spingere" anche i vari colleghi di governo ad un esame di coscienza e che si arriverà un giorno ad un amministrazione efficace e al servizio della popolazione.
Le mie esperienze in questi ultimi due anni (tasse e Suva) dimostrano il contrario e soprattutto una grande arroganza di persone che si sentono ben coperte dal sistema.
Il peggio è che tali persone sono pagate con le nostre tasse e contributi obbligatori!
Insomma finiamola con il sistema delle "quote", tot. dossier al mese giustificano il salario, come trent`anni fa, finiamola con l` assunzione di personale quando non c`è del lavoro per loro, etc, etc.
Da segnalare che il governo di Neuchâtel, prevalentemente di sinistra, ha annunciato una ristrutturazione dell` amministrazione, ma nessun sindacalista ha usato le solite frasi fatte!
Se fosse stato Blocher ad annunciare, tale ristrutturazione, chissà quali commenti avremmo potuto sentire e leggere.
Comunque se pure i governi di sinistra iniziano tali ristrutturazioni speriamo che pure a Berna, i loro colleghi, ne prendano atto e si lascino "influenzare".
Scritto da : loki | 18/01/2006
Gabriele, mandateci Blocher qui in Italia, appena finisce lì da voi...:)
Scritto da : semplicemente liberale | 18/01/2006
Daniele, quando ha finito in quel dipartimento lo dobbiamo spostare in un altro..e siccome ce ne sono sette...E poi dai..voi avete già Berlusconi. Per ora quindi ognuno si tiene il suo politico più odiato..a meno che non paghiate bene...
Scritto da : Pinocchio | 18/01/2006
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