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20/01/2006

Chirac: il nucleare contro gli Stati terroristi

Jacques Chirac si è espresso ieri sulle necessarie modifiche dalla dottrina francese in materia di difesa, a seguito delle mutate condizioni strategiche. Il presidente, dopo aver ribadito l'intenzione della Francia di garantire tra l'altro il proprio approvvigionamento strategico, non ha escluso il ricorso alle armi nucleari nei confronti di quegli Stati che intendessero attaccare la Francia ricorrendo ad azioni terroristiche.  Questo il passaggio centrale: "La dissuasion nucléaire (...) n'est pas destinée à dissuader des terroristes fanatiques. Pour autant, les dirigeants d'Etats qui auraient recours à des moyens terroristes contre nous, tout comme ceux qui envisageraient d'utiliser, d'une manière ou d'une autre, des armes de destruction massive, doivent comprendre qu'ils s'exposent à une réponse ferme et adaptée de notre part. Cette réponse peut être conventionnelle, elle peut aussi être d'une autre nature." Se questa frase l'avesse detta ieri George Bush i giornali sarebbero pieni di commenti indignati. Bush verrebbe descrito come un pericolo per la pace nel mondo. Eppure, ogni volta che rileggo questo passaggio ho l'impressione che il discorso di Chirac non sia molto più morbido di quelli di Bush, anzi. Avrei persino tendenza a dire che è persino più duro, ma forse è solo una sensazione mia. Quando leggo però che "il appartiendrait au président de la République d'apprécier l'ampleur et les conséquences potentielles d'une agression, d'une menace ou d'un chantage insupportable" non possono non sorridere ripensando a tutte le belle parole della diplomazia francese di questi anni. Ma non doveva passare tutto dall'ONU? Non erano le Nazioni Unite l'unico legittimo organismo in grado di autorizzare il ricorso alla forza contro un singolo Stato? La Francia non era per il multilateralismo sempre e comunque? Quando sono in gioco gli interessi francesi le Nazioni Unite si evaporano dai discorsi ufficiali.

Commenti

Bonjour Pinocchio,
article interessant, ce soir j` écouterai les TG pour savoir quoi donc nos journalistes pensent des affirmations de Chirac.....éternel optimiste!

Roger

Scritto da : roger | 20/01/2006

Bonjour Roger! La nouvelle est déjà sur les journaux d'aujourd'hui..donc pas de TV ce soir.

Scritto da : Pinocchio | 20/01/2006

Grande Gabriele! Perfetto. ;)

Scritto da : semplicemente liberale | 20/01/2006

Daniele, tu che sei un esperto di queste cose..sei sicuro che sia perfetto? Io ci ho messo volontariamente un po' di demagogia giocando sul concetto di legittima difesa. O sbaglio?

Scritto da : Pinocchio | 20/01/2006

Gabriele, il tuo discorso fila. Eccome.
La Francia ha una tradizione lunga, in diplomazia, di c.d. "gallocentrismo". Ciò vale soprattutto negli affari Ue. Se una cosa è nell'interesse nazionale francese, per la Francia è automaticamente nell'interesse europeo. E viceversa.
Ma il discorso vale anche per gli affari extra-Ue. Ora, venendo al terrorismo, Chirac e i suoi hanno sempre sostenuto, con valanga di retorica mielosa, che il problema del terrorismo internazionale non può essere risolto senza attenersi al diritto internazionale. Tra le due, si deve salvare il diritto, insomma.
Questo sino a ieri. Le parole di Chirac, ora, sono la formulazione di una posizione, quella della Francia, che si palesa in tal modo del tutto contraria ad un principio del diritto internazionale, sancito in un parere della Corte Internazionale di Giustizia del 1996 sull'uso di armi nucleari. La Corte ha sancito che queste vanno utilizzate tenendo conto esclusivamente del principio di proporzionalità e ciò va fatto esclusivamente contro altri Stati.
Nel discorso di Chirac, c'è il più totale disprezzo sia del primo punto (proporzionalità rispetto all'attacco subito), sia del secondo (a quale Stato legare la responsabilità di attacchi terroristici?). Ecco la questione. Se la Francia dovesse confermare ufficialmente questa posizione, ciò equivalerebbe ad una esplicita sconfessione del diritto internazionale vigente.

Penosi.

Scritto da : semplicemente liberale | 20/01/2006

Tanto meglio allora. Grazie per le precisazioni. Buon fine settimana.

Scritto da : Pinocchio | 20/01/2006

Leggere le analisi di Daniele è sempre illuminante! A me verrebbe da pensare, molto banalmente e da ignorante in materia di diritto internazionale, che Chirac abbia voluto scimmiottare la frase standard delle Amministrazioni americane durante le fasi di tensione internazionale: "non si esclude l'utilizzo di armi non convenzionali", o equivalente. Naturalmente, l'asimmetria della confrontation di oggi, costringe a ripensare precetti pensati per i confronti tra stati.

Scritto da : Phastidio | 20/01/2006

Sono d'accordo con l'egregio Phastidio. Anche se le parole del presidente francese indicano un grande cambiamento nella politica di quel paese, per me Chirac ha voluto solo mostrare i muscoli copiando espressioni del governo statunitense. D'altra parte, non abbiamo proprio bisogno di ulteriori minacce nucleari, bastano quelle che abbiamo.

Scritto da : Lino | 20/01/2006

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