30/06/2006

I socialisti francesi, più statalisti che mai

A meno di anno dalle presidenziali il Partito socialista francese ha elaborato il suo programma economico. Ancora una volta a trionfare è lo statalismo, tanto che secondo alcuni calcoli l'applicazione di questo progetto di società potrebbe anche tradursi in un aumento annuo dell'intervento pubblico pari al 7% del PIL. Le spese statali raggiungerebbero il 61% del prodotto interno lordo. Tradotto in soldoni: aumento di 100-115 miliardi di euro per gli esponenti del centro-destra, "solo" di  35-50 miliardi di euro per la sinistra. Il progetto prevede tra l'altro l'estensione delle 35 ore a tutte le imprese, l'innalzamento dello SMIC (il reddito minimo), l'aumento delle tasse per le categorie benestanti, il rafforzamento dei servizi pubblici, la creazione di nuovi alloggi sovvenzionati e misure per rendere ancora più difficili i licenziamenti. Per l'economista liberale Pascal Salin "au-delà du chiffrage, il est clair que les socialistes français ne sont pas arrivés à se débarrasser d'un mode de pensée de type marxiste. Ils sont, en cela, des dinosaures de la pensée et de l'action politique. Dans leur vision dichotomique et simpliste de la société française, il y a les spoliateurs et les spoliés. A la première catégorie appartiennent évidemment les capitalistes dont les profits proviennent de l'exploitation des travailleurs. Il conviendrait donc que l'Etat rétablisse l'équilibre en protégeant les seconds et en pratiquant une politique de redistribution à grande échelle. Incapables de se renouveler, contrairement à tant d'autres, les socialistes français restent habités par les fantômes de Marx et de Keynes, ces deux auteurs à qui l'on doit certains des pires ravages du XXe siècle."  Difficilmente in Francia emergerà nei prossimi mesi un politico autenticamente liberale in grado di imporsi sulla scena. La candidatura di Nicolas Sarkozy dovrebbe costituire il male minore per impedire ai socialisti di andare al potere. Va detto che nelle ultime settimane Ségolène Royal, la favorite tra i potenziali candidati del PS, ha assunto posizioni divergenti rispetto a quelle del partito.Una sua vittoria alle presidenziali potrebbe anche non tradursi nell'applicazione di questo progetto economico. Affaire à suivre...dunque.

Informazioni sul programma le trovate qui, l'opinione di Pascal Salin qui. I calcoli di Jean-François Copé li trovate qui.

Commenti

Noi, in Italia, siamo messi male, ma mi pare che nemmeno i Francesi stiano molto meglio. Certo, leggere Salin è sempre un piacere:"les socialistes français n'ont rien appris, n'ont rien compris". Bellissimo. E vero.

Scritto da: Lino | 30/06/2006

Ciao Gab, grandi i socialisti francesi..... !!!
W Zidane
Bacio Pa'

Scritto da: Indy | 30/06/2006

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