13/12/2006
Libertà e responsabilità sul blog
"Non si può pretendere di essere credibili se non si ha il coraggio di essere responsabili di ciò che si scrive." Finisce così questo interessante articolo di Fausto Carioti, in cui ci ricorda che anche sul web e nei blog non c'è libertà senza responsabilità.
22:07 Scritto in Società | Link permanente | Commenti (4) | Segnala | Tag: blog, web, responsabilità, libertà


Commenti
Ho letto l'articolo di Carioti, ma spero che non vorrai paragonare la mia responsabilità di blogger che scrive per hobby a quella di un giornalista retribuito e che si guadagna da vivere coi suoi articoli. Se mi metto a controllare tutte le notizie che mando in rete non posso far altro per tutto il giorno. Libertà e responsabilità stanno scritte in testa al mio blog, ma nell'ambito del tempo che ho da dedicarci.
Scritto da : Xavier | 14/12/2006
Ma ciao carissimo Lino. Come stai?
L'importante credo sia citare le fonti. Se attacchi qualcuno diffamandolo io creo che debba valere anche per i blog.
Scritto da : Pinocchio | 14/12/2006
Il problema è anche tecnico.
Tracciare ogni comunicazione è difficile, e una volta fatto mette nelle mani dei controllori un potere enorme.
Insomma, è una cosa leggermente da stato totalitario, infatti in Cina succede.
A meno che si abbia una fiducia cieca nella burocrazia, nei giudici e nello stato, cosa che io non ho.
La responsabilità è soprattutto sulle conseguenze concrete delle proprie azioni, una persona che scrive un blog è in partenza poco affidabile e credibile, solo lentamente puo guadagnare credibilità, quindi se in un blog si trovano scritte notizie false e ingiuriose, ma questo non viene creduto reale da nessuno, chi ha scritto non ha fatto nessun danno concreto.
O si pensa che la libertà di espressione edi pensiero siano facilmente limitabili?
Scritto da : pietro | 14/12/2006
Il problema sta nel rapporto di forze : se al tempo degli Egizi uno schiavo responsabile avesse firmato col suo nome una protesta formale contro il Faraone , il suo senso di responsabilità lo avrebbe portato semplicemente alla morte.
Chi usa il blog per insultare a gratis (e mentendo) un tizio dicendo che è scappato col bottino stuprando la badante rumena , di strada ne fa poca e anche di danni .
Se invece il piccolo blog Davide denunciasse qualche apparato dello Stato- Golia colpendo nel segno, verrebbe stritolato dai 200 avvocati che lo spazzerebbero via come lo schiavo egizio.
La responsabilità reciproca vale se c'è "un giudice a Berlino" , altrimenti, come in Italia, rischia di valere solo per qualcuno, come sempre. Certo la delazione va combattuta , ma in certi contesti (come anche nei blog) la possibilità di poter dire liberamente senza correre il pericolo di essere ingiustamente perseguiti non alimenta solo i delatori da bar dello sport, ma permette anche che qualcuno finalmente dica le cose che van dette e non , come nei giornali "ufficiali" in cui si firmano gli articoli ma poi si gioca di fioretto, si dice e non si dice, bisogna leggere tra le righe, si parla al genero perché intenda il suocero, si scrive bianco ma gli amici sanno che si parla del nero.... Le firme dei grandi giornali hanno le spalle coperte dai grandi avvocati della grande editoria ; il piccolo blog che a questo gioco non ci sta , non ha niente di tutto ciò e rischia davvero di suo. Solo che non tutti son disposti a fare il martire (come quel famoso schiavo egizio) e alla fine si chiudono nel silenzio, compressi dalle convenzioni e dalle "responsabilità" altrui. E tutto ciò anche per colpa di qualche pirla che usa il blog solo per insultare gratuitamente. Ma pazienza.
Scritto da : RadiconED | 09/01/2007
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