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03/10/2007
Elezioni federali: pensieri sparsi sulla campagna
Se la vogliamo proprio dire tutta, la campagna elettorale in corso in vista delle elezioni federali del 21 ottobre è di una noia mortale. Se non ci fosse l’UDC, o forse sarebbe meglio dire, gli anti-UDC, sempre pronti ad alzare un polverone di polemiche su qualsiasi prevedibile cartellone pubblicitario del partito di Blocher, nessuno si accorgerebbe nemmeno che la campagna è in corso. Da quanto ho potuto vedere si conferma il generale clima di sterile rissa, ormai diventato una costante della campagna elettorale. Il dibattito di idee è sostanzialmente scomparso (se si esclude quello che cercano di portare avanti i miei amici del Partito liberista). Regna la confusione. E qua e là è colossale. Quando alla TV il presidente dei radicali svizzeri spiega che non si può certo lasciare al mercato e al privato la produzione di energia perché in questo caso la gente si rivolgerebbe al prodotto meno caro....è giunto il momento di cambiare canale. E pensare che tappezzato la svizzera-tedesca con cartelloni del tipo “Wir Liberalen”. Che delusione. Almeno i verdi ticinesi sono coerenti con se stessi. Di economia comprendono tutto sommato poco e così il loro nuovo leader può tranquillamente affermare che le 2070 o giù di lì l’uranio necessario per la produzione di energia nucleare sarà esaurito. Si sa, dice lui. Mai sentito parlare di Malthus ? E delle previsioni ovviamente mancate del Club di Roma? No. E del ruolo dei prezzi. Nemmeno D’altronde nessuno dei due giornalisti in sala ha avuto nulla da ridire. Così come nessuno ha avuto nulla da ridire quando il buonismo imperante ci propina l’equazione “più soldi pubblici per la ricerca = più sviluppo”. Se fosse così semplice lo si saprebbe. Mai nessuno che si chiede però come mai determinate richerche si concretizzano unicamente prelevando con la forza i fondi dalle tasche dei cittadini. Strano modo di procedere per investimenti dal futuro radioso. Su Ticinonews tutti i candidati si stanno sottoponendo al medesimo questionario. Una domanda è di principio e chiede una presa di posizione sul concetto di concorrenza. Gran parte delle risposte lasciano a desiderare (verificate di persona se non ci credete). Ho riempito come molti il questionario dello Smartvote. La mia massima affinità è con Nathalie Beffa dei Liberisti. Per fortuna. Nella vita sembrano esserci ancora alcune certezze. Tanto meglio. Ho una compatibilità di poco superiore al 40% con il presidente del Partito liberale radicale ticinese. Il che è piuttosto strano. Uno dei due è sicuramente fuori posto. Non rimane che da stabilire chi dei due. Secondo me l’ “usurpatore” è lui. Non mi spiego altrimenti come uno suo candidato al Nazionale riesce nella strepitosa imprese di fare peggio di un giovane comunista, Rodolfo “Dexter” Pulino. Non vi parlo del piazzamento di Chiara Simoneschi-Cortesi del PPD. Conferma solo la mia avversione per le posizioni politiche del personaggio, simbolo della generale deriva sinistra del PPD. Per fortuna esiste la socialista Marina Carobbio-Guscetti a ricordarci che la nostra libertà non è mai acquisita per sempre. Ma torniamo al PPD. Dice il detto che l’ “eccezione conferma la regola”. E’ così è proprio dal democristiani che emerge la sorpresa più piacevole (oltre ovviamente, ma è scontato, alla prima volta dei Liberisti), perché la più inattesa: Michele Moor, candidato del PPD al Nazionale. Ha scritto sul CdT che la flat tax è cosa buona giusta e sensata. Ha scritto che lo Stato deve smetterla di rendere impossibile la vita a chi crea la ricchezza. Pare che nell’UDC lo si consideri un “compagno” che ha sbagliato partito. Auguri direttor Moor. I liberali si sono inventati l’ALRA: sono i liberali per l’ecologia. Mi sento di consigliare loro la lettura di “Proprietari di sè e della natura” di Novello Papafava. Essere liberali e verdi si può. L’alternativa è statalisti e verdi. Alla fine la scelta è sempre tra libertà e statalismo (il verde è solo un colore di copertura). Il cosidetto centro non è solo incomprensibile, ma non porta neppure bene, chiedere a Bacchetta-Cattori che ne aveva fatto la fonte di ispirazione del PPD alle Cantonali. Auguri comunque a Massimo Mobiglia. Siamo stati a scuola assieme ed era molto più in gamba di me. Non può essere peggiorato tanto da diventa un pianificatore sociale. O almeno spero. L’ho visto in TV e qualche perplessità rimane. Agli Stati il conflitto tra Lega e UDC non porteranno a nulla di concreto, salvo l’essere riusciti a privare Rivo Cortonesi di quella visibilità che avrebbe fatto bene, intellettualmente, a tutta quella che viene definita destra. Non ci resta che attendere il 21 ottobre. Ci sono segnali che fanno pensare che questa volta il Wicht cattivo stratega possa essere quello stesso Bignasca che da mese si prende gioco di Paolo Clemente. Affaire à suivre…
20:30 Scritto in politica svizzera | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | Tag: elezioni federali, politica ticinese, partiti, liberisti


Commenti
Pinocchio,
ci fai un veloce glossario delle varie sigle e posizioni politiche in Svizzera?
Auguroni, Calca.
Scritto da : Calca | 03/10/2007
Ciao Calca, ci sono differenze cantonali, ma semplificando:
UDC, Unione democratica di centro, destra conservatrice, antieuropeo, con un ala liberale. E' il partito Christophe Blocher, il ministro ha fatto di questo partito agrario, 20 anni fa il quarto per importanza, il numero uno in Svizzera. Tendenza: stabile
PRD: partito radicale democratico. Di centro, vi trovi dei liberali autentici, pochi, molti mezzi liberali e mezzi socialisti. In costante perdita di consensi. Era il partito dell'economia. Alcuni dicono lo stia ridiventando. Staremo a vedere. Più liberali nella Svizzera tedesca, più socialisti in quella romanda. In continuo calo di consensi.
PPD: Partito democratico cristiano. Si rifanno alla dottrina sociale della Chiesa, e hanno un'ala sinistra piuttosto marcata. Tendenza, in leggera crescita.
PS: partito socialista. Il nome dice tutto. Non sono di ispirazione blairiana. Alcuni dicono che sono più arretrati che altrove in Europa.
I Verdi: i classici rossi travestiti. Dovrebbero essere i vincitori delle prossime elezioni (clima, CO2, ecc.) Si parla di un +3%. Dovremmo superare il 10%.
I Liberali: presenti in alcuni cantoni, collaborano sempre più con i radicali. Meno socialisti dei primi, ma comunque costruttivisti :-)
I verdi-liberali: sono la novità. Ex verdi stufi delle ricette unicamente staliste dei verdi tradizionali. Ho dei grossi dubbi sul fatto che siano veramente dei liberali.
Democratici Svizzeri, Partito della libertà: considerati di estrema destra sono per una limitazione dell'immigrazione, statalisti e liberali e seconda dei temi.
Questi sono i principali a livello nazionale.
Ciao e buona giornata.
Scritto da : Pinocchio | 04/10/2007
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