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10/10/2007
Rivalutiamo la responsabilità
La mia cara amica Nathalie Beffa, candidata dei Liberisti ticinesi alle prossime elezioni federali, ha scritto una bella lettera all'attenzione della stampa (che in gran parte l'ha ignorata, salvo la lodevole eccezione, almeno sinora, di Ticinonews). Riporto quindi qui di seguito la versione integrale: "Ci sono atti nobili e degni di rispetto. Aiutare un vicino o un amico in difficoltà, sostenerlo senza aspettarsi nulla in cambio, sono gesti bellissimi e moralmente degni della nostra ammirazione. Parole come “solidarietà” sono valutate positivamente da chiunque abbia un minimo di cuore, vale a dire la stragrande maggioranza dei ticinesi. Politicamente parlando sono invece diventate autentiche armi in mano agli statalisti di ogni colore politico. Dalla solidarietà sociale (un classico della sinistra) alla solidarietà nazionale (quella dei protezionisti di destra) l’uso del termine “solidarietà” miete vittime ad ogni dibattito politico. E’ l’arma letale. I pianificatori sociali hanno vita facile. Non devono far altro che accusare gli avversari politici di “non essere solidali” per mettere in palese difficoltà e screditare le loro tesi. Oltretutto è gratuito, il che non guasta mai. Il problema è intendersi: la solidarietà può essere spontanea, liberamente esercitata, o imposta con la forza dallo Stato, magari col sostegno di un voto di maggioranza. Ovviamente i professionisti della solidarietà, e anche da noi i politici che brillano in questo campo non mancano, spacciano per solidarietà quella organizzata dagli uomini dello Stato. A sentirli è come se i soldi fossero creati dal nulla. Come se la ricchezza cadesse dal cielo. Come se l’innovazione umana, le fatiche individuali, il rischio legato all’incertezza che caratterizza ogni azione non fossero riconducili o a carico del singolo. E così i nostri statalisti pretendono che la popolazione sia solidale e che aiuti anche chi, se potesse liberamente scegliere, non aiuterebbe mai. E se qualcuno dissente? uhmmm, preparatevi ai soliti insulti, razzista e egoista non vi saranno di certo risparmiati. La schiavitù non piace ovviamente a nessuno e tutti fanno a gara per condannarla, ma per un qualche strano motivo quando a praticarla sono gli uomini dello Stato essa diventa invece un atto di alto valore morale. Sembra il gioco delle tre carte. Su questa autentica truffa intellettuale gli individui responsabili che pianificano il loro futuro finiscono per essere ostaggi di chi opera scelte meno oculate; di chi se la spassa, legittimamente per carità, ma poi esige la solidarietà forzata degli altri. Non c’è nulla di etico e di morale nel costringere terzi a cedere parte dei frutti delle loro fatiche senza il loro consenso. Per quale ragione dovrei avere il potere di disporre della vita altrui? L’individuo etico è colui che sceglie l’indipendenza dagli altri individui. Per questo motivo, quale candidata dei liberisti al Consiglio nazionale, e non di meno quale madre di due figlie, posso sin d’ora assicurare che lavorerò per apportare delle autentiche modifiche strutturali alle nostre assicurazione sociali. E’ ora di uscire dai sistemi di ripartizioni, che consentono alle generazioni attuali di appioppare doveri e debiti a persone ancora non nate, quindi senza il loro libero assenso, a favore di sistemi detti di capitalizzazione, impregnati sulla responsabilità individuale."
11:44 Scritto in politica svizzera | Link permanente | Commenti (5) | Manda | Tag: Liberisti, elezioni federali, capitalizzazione, responsabilità
Commenti
Esisterà mai, in Italia, un politico con il coraggio di parlare così?! Speriamo :D
Scritto da : Alessandro Prioni | 13/10/2007
;o) caro Alessandro, per rispondere alla tua domanda, io dico di sì, esisterà, esiste già, sta arrivando, sta già facendo stragi con le sue videos su www.libertari.org e stanno creando un partito politico tutto Libertario... Un caro abbraccio a te :D
Scritto da : Nathalie | 13/10/2007
La lettera pubblicata è illuminante. Sono un imprenditore, per me la cosa più importante è l'utile e il mio benessere e della mia famiglia. Le persone che lavorano per me attraverso stratagemmi riesco a pagarle meno del "mercato" e chiedo che lavorino un pò più di tempo del normale orario. Parte delle tasse le eludo, pago anche troppo per i servizi che ricevo dallo "Stato". Parte dei prodotti che commercio provengono da una nazione del continente asiatico, il materiale semilavorato mi costa 20 volte meno di quello che costerebbe in Italia, gli asiatici lavorano per molto meno e molto più tempo, certo la qualità è quella che è, ma non è importante, se ho problemi ho anche un ottimo studio legale. Mi sono capitate due o tre cause ma sarebbero costate troppo ad alcuni miei clienti, una causa l'ho vinta e poi un altro cliente non è più in vita (ma avrei vinto ugualmente)
Indubbiamente il troppo Stato "ingrassa" i politici che per mia esperienza sono un costo non solo come istituzione ma anche per altri motivi che si possono immaginare visto come si devono fare certi affari nel nostro paese! Ci fosse più liberismo (penso alla mancanza di alcune imposizioni) e meno Stato da un calcolo approssimativo potrei abbattere almeno del 30% le mie uscite! Investirei il denaro in altre attività.
Scritto da : Alex | 14/10/2007
Bravo e grazie per la tua testimonianza Alex ;o) Le tasse sono un furto, non pagarle è legittima difesa (copyright Leonardo Facco)
La tua ultima frase è eclatante e come te ve ne sarebbero tanti altri...
Scritto da : Nathalie | 14/10/2007
leggi qua...
http://ch.indymedia.org/it/2007/10/53510.shtml
Scritto da : pff | 15/10/2007

