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31/10/2007
Il mito del servizio pubblico
Con colpevole ritardo segnalo la pubblicazione da parte degli amici dell' Institut Constant de Rebecque di Losanna di un interessante paper dal titolo "Il mito del servizio pubblico". Buona lettura a tutti.
14:13 Scritto in Filosofia politica | Link permanente | Commenti (0) | Manda | Tag: Servizio pubblico, Institut Constant, liberalismo, bene comune
24/10/2007
Concorrenza e antitrust: la conferenza di Enrico Colombatto
"Il concetto di concorrenza e i limiti dell'antitrust": è questo il titolo della conferenza che l'Associazione Liberisti Ticinesi ha organizzato martedì sera a Lugano. Ne approfitto qui per ringraziare l'oratore, Enrico Colombatto, professore di economia all'Università di Torino e tutti quelli che hanno partecipato alla serata. Non eravamo in molti, ma la discussione che ne è seguita è stata interessante e animata. Anche questa volta è stata confermato il fatto che gli assenti hanno sempre torto. Per tutti costoro l'amico Rivo Cortonesi (grazie!!) ha preparato una versione audio che potere ascoltare qui.
22:55 Scritto in Associazione Liberisti Ticinesi | Link permanente | Commenti (0) | Manda | Tag: Associazione liberisti ticinesi, concorrenza, antitrust, Colombatto
18/10/2007
“La rivolta di Atlante”: il capolavoro sconosciuto
Qui di seguito la lettera che Nathalie Beffa e il sottoscritto hanno inviato alla stampa ticinese a nome dell'Associazione Liberisti Ticinesi. Il titolo originale, “Atlas Shrugged”, non dice probabilmente nulla a nessuno, così come non deve dire molto nemmeno il titolo initaliano. Ciò non toglie che per un liberale, l’ottobre 2007 è un mese importante. Sono infatti passati 50 anni dall’apparizione nelle librerie americane del romanzo nel quale Ayn Rand ha elaborato la sua filosofia: l’oggettivismo. “Atlas Shrugged” è un capolavoro che ha contribuito a rilanciare il valore della libertà in un’America sedotta dalle spinte socialiste del New Deal, prima, e dai teorici della “società dell’opulenza”, poi. Se Friedrich von Hayek e Milton Friedman hanno ridato spessore teorico alla causa della libertà, Ayn Rand ha fornito un contributo essenziale con alcuni romanzi, tra i quali spiccano le oltre 1000 pagine de “La rivolta di Atlante”. Negli Stati Uniti è stato ed è tuttora un libro di grande successo. Basti pensare che da un’indagine condotta dalla Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti nel 1991, è emerso che “Atlas Shrugged” risulta essere, per gli americani, il secondo libro più letto e influente dopo la Bibbia. Sorprende quindi che quest’opera non sia mai uscita in Svizzera dalla semi clandestinità. Vero è che si tratta di un romanzo un po’ particolare. In “Atlas Shrugged”, l’autrice di origine russa (ha un’esperienza diretta del paradiso dei lavoratori di sovietica memoria) sferra un duro attacco alla filosofia collettivista ed esalta l’uomo libero, la sua intelligenza e la sua creatività. Esalta l’uomo che rispetta se stesso e gli altri. L’uomo libero è l’uomo che rifiuta di imporre a terzi di essere suo servo. E’ l’uomo che non pretende di possedere i frutti degli sforzi altrui. E’ l’uomo che riconosce che l’intelligenza è individuale. “La rivolta di Atlante” è un libro che elogia, cosa piuttosto rara, il capitalismo (“un sistema in cui gli uomini si rapportano gli uni agli altri non come vittime e carnefici, non come padroni e schiavi, ma come mercanti, attraverso lo scambio volontario per il mutuo beneficio”), che elogia la libertà di pensiero e che ci ricorda che la ricchezza non è semplicemente data, ma che va creata. Più di tante parole vale forse la pena citare un paio di passaggi tra i tantissimi che meriterebbero di essere evidenziati: 1) "l'egoista è colui che ha rinunciato a servirsi in qualsiasi forma degli uomini, che non vive in funzione loro, che degli altri non fa il primo motore delle proprie azioni, dei propri pensieri e desideri, che non ripone in essi la fonte della propria energia (...) L'uomo può essere più o meno dotato, ma ciò che resta fondamentale è il grado di indipendenza al quale è giunto, la sua iniziativa personale (...) L'indipendenza è il solo metro con cui si possa misurare l'uomo. Ciò che un uomo fa di sé e da sé e non ciò che fa o non fa per gli altri (...) Il primo diritto dell'uomo è quello di essere se stesso e il primo dovere dell'uomo è il dovere verso sé stesso. Principio morale sacro è quello di non trasferire mai sugli altri lo scopo della propria vita. L'obbligo morale più importante dell'uomo è compiere ciò che desidera a condizione, prima di tutto, che quel desiderio non dipenda dagli altri". 2) “Ti sei mai chiesto quali sono le radici del denaro? Il denaro è un mezzo di scambio, che non può esistere se non esistono le merci prodotte e gli uomini capaci di produrle. Il denaro è la forma materiale del principio che se gli uomini vogliono trattare l'uno con l'altro, devono trattare scambiando valore con valore. Il denaro non è lo strumento dei miserabili, che ti chiedono il tuo prodotto con le lacrime, né dei pescecani, che te lo tolgono con la forza. Il denaro è reso possibile solo dagli uomini che producono. E' questo che tu chiami male?” La versione italiana del capolavoro di Ayn Rand è in corso di pubblicazione da Corbaccio. I primi due volumi sono già disponibili. Il terzo e ultimo uscirà in novembre. Fatevi un bel regalo di Natale. Leggetevi Ayn Rand.
22:15 Scritto in Associazione Liberisti Ticinesi | Link permanente | Commenti (3) | Manda | Tag: Ayn Rand, La rivolta di Atlante, oggettivismo, libertà
11/10/2007
"Il concetto di concorrenza e i limiti dell'antitrust"
"Il concetto di concorrenza e i limiti dell'antitrust": è questo il titolo della prossima conferenza organizzata dall'Associazione liberisti ticinesi. L'appuntamento è per il 23 ottobre alle 20h00 al Canvetto Luganese di Lugano. L'oratore è di quelli d'eccezione, di quelli insomma che da soli meritano di presenziare alla serata. L'oratore è Enrico Colombatto, professore di economia all'università di Torino. Siete tutti cordialmente invitati. Qui trovate la locandina promozionale: Locandina_Conf_Colombatto.pdf. Grazie a tutti quanti vorranno segnalare la serata ad amici e colleghi.
21:16 Scritto in Associazione Liberisti Ticinesi | Link permanente | Commenti (1) | Manda | Tag: Associazione Liberisti Ticinesi, ALT, concorrenza, antitrust
10/10/2007
Rivalutiamo la responsabilità
La mia cara amica Nathalie Beffa, candidata dei Liberisti ticinesi alle prossime elezioni federali, ha scritto una bella lettera all'attenzione della stampa (che in gran parte l'ha ignorata, salvo la lodevole eccezione, almeno sinora, di Ticinonews). Riporto quindi qui di seguito la versione integrale: "Ci sono atti nobili e degni di rispetto. Aiutare un vicino o un amico in difficoltà, sostenerlo senza aspettarsi nulla in cambio, sono gesti bellissimi e moralmente degni della nostra ammirazione. Parole come “solidarietà” sono valutate positivamente da chiunque abbia un minimo di cuore, vale a dire la stragrande maggioranza dei ticinesi. Politicamente parlando sono invece diventate autentiche armi in mano agli statalisti di ogni colore politico. Dalla solidarietà sociale (un classico della sinistra) alla solidarietà nazionale (quella dei protezionisti di destra) l’uso del termine “solidarietà” miete vittime ad ogni dibattito politico. E’ l’arma letale. I pianificatori sociali hanno vita facile. Non devono far altro che accusare gli avversari politici di “non essere solidali” per mettere in palese difficoltà e screditare le loro tesi. Oltretutto è gratuito, il che non guasta mai. Il problema è intendersi: la solidarietà può essere spontanea, liberamente esercitata, o imposta con la forza dallo Stato, magari col sostegno di un voto di maggioranza. Ovviamente i professionisti della solidarietà, e anche da noi i politici che brillano in questo campo non mancano, spacciano per solidarietà quella organizzata dagli uomini dello Stato. A sentirli è come se i soldi fossero creati dal nulla. Come se la ricchezza cadesse dal cielo. Come se l’innovazione umana, le fatiche individuali, il rischio legato all’incertezza che caratterizza ogni azione non fossero riconducili o a carico del singolo. E così i nostri statalisti pretendono che la popolazione sia solidale e che aiuti anche chi, se potesse liberamente scegliere, non aiuterebbe mai. E se qualcuno dissente? uhmmm, preparatevi ai soliti insulti, razzista e egoista non vi saranno di certo risparmiati. La schiavitù non piace ovviamente a nessuno e tutti fanno a gara per condannarla, ma per un qualche strano motivo quando a praticarla sono gli uomini dello Stato essa diventa invece un atto di alto valore morale. Sembra il gioco delle tre carte. Su questa autentica truffa intellettuale gli individui responsabili che pianificano il loro futuro finiscono per essere ostaggi di chi opera scelte meno oculate; di chi se la spassa, legittimamente per carità, ma poi esige la solidarietà forzata degli altri. Non c’è nulla di etico e di morale nel costringere terzi a cedere parte dei frutti delle loro fatiche senza il loro consenso. Per quale ragione dovrei avere il potere di disporre della vita altrui? L’individuo etico è colui che sceglie l’indipendenza dagli altri individui. Per questo motivo, quale candidata dei liberisti al Consiglio nazionale, e non di meno quale madre di due figlie, posso sin d’ora assicurare che lavorerò per apportare delle autentiche modifiche strutturali alle nostre assicurazione sociali. E’ ora di uscire dai sistemi di ripartizioni, che consentono alle generazioni attuali di appioppare doveri e debiti a persone ancora non nate, quindi senza il loro libero assenso, a favore di sistemi detti di capitalizzazione, impregnati sulla responsabilità individuale."
11:44 Scritto in politica svizzera | Link permanente | Commenti (5) | Manda | Tag: Liberisti, elezioni federali, capitalizzazione, responsabilità
03/10/2007
Elezioni federali: pensieri sparsi sulla campagna
Se la vogliamo proprio dire tutta, la campagna elettorale in corso in vista delle elezioni federali del 21 ottobre è di una noia mortale. Se non ci fosse l’UDC, o forse sarebbe meglio dire, gli anti-UDC, sempre pronti ad alzare un polverone di polemiche su qualsiasi prevedibile cartellone pubblicitario del partito di Blocher, nessuno si accorgerebbe nemmeno che la campagna è in corso. Da quanto ho potuto vedere si conferma il generale clima di sterile rissa, ormai diventato una costante della campagna elettorale. Il dibattito di idee è sostanzialmente scomparso (se si esclude quello che cercano di portare avanti i miei amici del Partito liberista). Regna la confusione. E qua e là è colossale. Quando alla TV il presidente dei radicali svizzeri spiega che non si può certo lasciare al mercato e al privato la produzione di energia perché in questo caso la gente si rivolgerebbe al prodotto meno caro....è giunto il momento di cambiare canale. E pensare che tappezzato la svizzera-tedesca con cartelloni del tipo “Wir Liberalen”. Che delusione. Almeno i verdi ticinesi sono coerenti con se stessi. Di economia comprendono tutto sommato poco e così il loro nuovo leader può tranquillamente affermare che le 2070 o giù di lì l’uranio necessario per la produzione di energia nucleare sarà esaurito. Si sa, dice lui. Mai sentito parlare di Malthus ? E delle previsioni ovviamente mancate del Club di Roma? No. E del ruolo dei prezzi. Nemmeno D’altronde nessuno dei due giornalisti in sala ha avuto nulla da ridire. Così come nessuno ha avuto nulla da ridire quando il buonismo imperante ci propina l’equazione “più soldi pubblici per la ricerca = più sviluppo”. Se fosse così semplice lo si saprebbe. Mai nessuno che si chiede però come mai determinate richerche si concretizzano unicamente prelevando con la forza i fondi dalle tasche dei cittadini. Strano modo di procedere per investimenti dal futuro radioso. Su Ticinonews tutti i candidati si stanno sottoponendo al medesimo questionario. Una domanda è di principio e chiede una presa di posizione sul concetto di concorrenza. Gran parte delle risposte lasciano a desiderare (verificate di persona se non ci credete). Ho riempito come molti il questionario dello Smartvote. La mia massima affinità è con Nathalie Beffa dei Liberisti. Per fortuna. Nella vita sembrano esserci ancora alcune certezze. Tanto meglio. Ho una compatibilità di poco superiore al 40% con il presidente del Partito liberale radicale ticinese. Il che è piuttosto strano. Uno dei due è sicuramente fuori posto. Non rimane che da stabilire chi dei due. Secondo me l’ “usurpatore” è lui. Non mi spiego altrimenti come uno suo candidato al Nazionale riesce nella strepitosa imprese di fare peggio di un giovane comunista, Rodolfo “Dexter” Pulino. Non vi parlo del piazzamento di Chiara Simoneschi-Cortesi del PPD. Conferma solo la mia avversione per le posizioni politiche del personaggio, simbolo della generale deriva sinistra del PPD. Per fortuna esiste la socialista Marina Carobbio-Guscetti a ricordarci che la nostra libertà non è mai acquisita per sempre. Ma torniamo al PPD. Dice il detto che l’ “eccezione conferma la regola”. E’ così è proprio dal democristiani che emerge la sorpresa più piacevole (oltre ovviamente, ma è scontato, alla prima volta dei Liberisti), perché la più inattesa: Michele Moor, candidato del PPD al Nazionale. Ha scritto sul CdT che la flat tax è cosa buona giusta e sensata. Ha scritto che lo Stato deve smetterla di rendere impossibile la vita a chi crea la ricchezza. Pare che nell’UDC lo si consideri un “compagno” che ha sbagliato partito. Auguri direttor Moor. I liberali si sono inventati l’ALRA: sono i liberali per l’ecologia. Mi sento di consigliare loro la lettura di “Proprietari di sè e della natura” di Novello Papafava. Essere liberali e verdi si può. L’alternativa è statalisti e verdi. Alla fine la scelta è sempre tra libertà e statalismo (il verde è solo un colore di copertura). Il cosidetto centro non è solo incomprensibile, ma non porta neppure bene, chiedere a Bacchetta-Cattori che ne aveva fatto la fonte di ispirazione del PPD alle Cantonali. Auguri comunque a Massimo Mobiglia. Siamo stati a scuola assieme ed era molto più in gamba di me. Non può essere peggiorato tanto da diventa un pianificatore sociale. O almeno spero. L’ho visto in TV e qualche perplessità rimane. Agli Stati il conflitto tra Lega e UDC non porteranno a nulla di concreto, salvo l’essere riusciti a privare Rivo Cortonesi di quella visibilità che avrebbe fatto bene, intellettualmente, a tutta quella che viene definita destra. Non ci resta che attendere il 21 ottobre. Ci sono segnali che fanno pensare che questa volta il Wicht cattivo stratega possa essere quello stesso Bignasca che da mese si prende gioco di Paolo Clemente. Affaire à suivre…
20:30 Scritto in politica svizzera | Link permanente | Commenti (2) | Manda | Tag: elezioni federali, politica ticinese, partiti, liberisti

