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29/02/2008
Subprime, le banche centrali all'orgine della crisi
Copio e incollo l'articolo dell'amico Paolo Pamini, economista all’Università di Zurigo e ricercatore associato del Liberales Institut di Zurigo, pubblicato oggi sul Corriere del Ticino: "Ci risiamo un’altra volta. Ripartono le critiche contro il capitalismo selvaggio che ci avrebbe condotto alla crisi delle subprime americane. Ma chiediamoci: perché mai una grossa banca, per sua natura orientata alla fiducia a lungo termine dei propri clienti, avrebbe interesse a fiondarsi in un buco finanziaro e rischiare il fallimento? E per di più: come è possibile che praticamente tutte le banche ci siano cascate? Da sempre i mercati finanziari godono di una posizione privilegiata nella teoria economica. La ragione è molto semplice: nessun altro è più prossimo all’ideale del libero mercato. Altrove le reazioni di prezzo non sono dell’ordine di secondi, le informazioni non circolano così velocemente, ed i mercati non sono mondialmente così ben integrati. Chi dimostrasse che la finanza non funziona minerebbe la colonna portante del sistema capitalistico.Subprime come fallimento del mercato? Puntando tutti il dito contro le banche di investimento, nessuno si chiede con quali soldi sia stato possibile fare questi errori. Pochi notano che tra il 2000 e la fine del 2007 la Federal Reserve, la banca centrale statunitense, ha quasi raddoppiato la massa monetaria, che da un anno abbondante si rifiuta di comunicare! D’altra parte, è strano incolpare il libero mercato quando il denaro e l’emissione creditizia sono un monopolio statale. I tassi di interesse, o meglio il loro livello generale, sono in larga misura dei prezzi politici fissati dall’autorità monetaria. Che tenendoli negli ultimi anni artificialmente bassi ha indirettamente reso attrattiva anche l’elargizione di crediti ipotecari a persone praticamente insolvibili. Ecco la chiave di volta: l’espansione creditizia di un’autorità statale (la banca centrale americana) ha messo a disposizione la liquidità necessaria per far questo pasticcio. Altro che fallimento del mercato. D’altra parte, la natura inflazionistica del problema salta subito all’occhio se si misura il prezzo del greggio in once d’oro: essenzialmente costante negli ultimi 8 anni malgrado il boom cinese!
Purtroppo nulla di nuovo (cfr. la “Austrian Business Cycle Theory” ed in particolare gli scritti del Nobel liberale Friedrich August von Hayek). Già nel 2002, l’Equity Research Europe della Schroder Salomon Smith Barney aveva pubblicato un interessantissimo studio sulle bolle finanziarie, che migrano da un settore economico all’altro. Il mercato immobiliare (soprattutto giapponese) venne gonfiato dalla liquidità iniettata dopo il crash borsistico del 1987. Nei primi anni ’90 questa scoppiò in seguito al rialzo dei tassi in risposta a tendenze inflazionistiche. Si entrò in recessione, i tassi vennero tagliati e la liquidità alimentò la bolla (1992-93) sulle obbligazioni di stato, scoppiata nel 1994 (crisi messicana) quando i tassi vennero alzati in risposta al boom economico. L’economia rallentò in mezzo agli anni ’90, i tassi furono tagliati e partì così la bolla dei mercati emergenti, che scoppierà nel 1997-98 (crisi asiatica + LTCM) quando i tassi verranno rialzati. Dopo questa crisi altro abbassamento di tassi più iniezione monetaria per la paura del fenomeno dell’anno 2000, ed emergenza della bolla tecnologica scoppiata nel 2001. Il fenomeno ora si è ripetuto. Come nel passato, sempre sotto nuova veste, ma uguale nella sua essenza. I bassi tassi degli ultimi anni hanno artificialmente reso interessanti crediti ipotecari da far accapponare la pelle. È difficile capire alla luce di tutto questo dove stia il fallimento del mercato. Purtroppo anche il ’29 fu la conseguenza di un’enorme espansione monetaria negli anni ’20. Poi, con le stesse scuse che sentiamo oggi, la vecchia America della libera impresa morì sotto il socialismo di Roosevelt (New Deal)."
15:47 Scritto in Società | Link permanente | Commenti (2) | Manda | Tag: Subprime, banche centrali, capitalismo
26/02/2008
Imperdibile: Pascal Salin a Lugano il 15 marzo
A pochi giorni dal concorso culturale "Giovani per la libertà", l'Associazione Liberisti Ticinesi ha il piacere di annunciare la conferenza (due i temi in programma) di Pascal Salin, il grande economista francese di orientamento liberal-libertario. L'invito lo trovate qu: Locandina_Salin.pdf oppure consultate il sito dell'ALT www.alt-ch.org . Per informazioni: associazioneliberisti@yahoo.fr
21:20 Scritto in Associazione Liberisti Ticinesi | Link permanente | Commenti (0) | Manda | Tag: ALT, Associazione liberisti ticinesi, Pascal Salin, liberalismo, Lugano, Ticino
24/02/2008
L'ALT lancia il premio "Giovani per la Libertà"
COMUNICATO STAMPA: Un concorso culturale per far riflettere e diffondere le idee della libertà. E’ questo lo scopo del premio culturale denominato “Giovani per la libertà” che l’Associazione liberisti ticinesi ha lanciato ufficialmente il 22 febbraio. Il concorso è rivolto ai giovani della Svizzera italiana di età non superiore ai 25 anni. Per la prima di quello che gli organizzatori auspicano diventi in breve tempo un appuntamento ricorrente del panorama culturale della nostra regione, l’ALT ha selezionato un passaggio del premio Nobel per l’economia Friedrich August von Hayek, uno dei massimi teorici liberali del XX Secolo.
Il tema da svolgere è un passaggio di “Legge, Legislazione e Libertà”. Lo scopo è quello di far riflettere sul concetto di giustizia sociale: “Ciò con cui si ha a che fare nel caso della "giustizia sociale" è semplicemente una superstizione quasi religiosa che si dovrebbe lasciar perdere finché essa serve unicamente a rendere contento chi la detiene, ma che si deve combattere nel momento in cui diventa un pretesto per costringere gli altri. La fede diffusa nella "giustizia sociale" è probabilmente al giorno d'oggi la minaccia più grande nei confronti della maggior parte degli altri valori di una civiltà libera.”
I partecipanti hanno tempo sino al 30 maggio 2008 per inoltrare i loro testi. I vincitori verranno selezionati da un’apposita giuria presieduta da Paolo Pamini, presidente del Circolo Battaglini e Associate Fellow del Liberales Institut di Zurigo, e composta da Carlo Lottieri, direttore del Dipartimento di teoria politica dell’Istituto Bruno Leoni, e dall’economista Enrico Colombatto, professore dell’Università di Torino. Ai primi tre classificati verrà offerto un soggiorno all’estero per partecipare a un seminario di approfondimento del pensiero liberale. L’ALT ringrazia la Banca Wegelin e Alberto Siccardi per il sostegno all’iniziativa. In concomitanza con l’avvenimento l’ALT organizza il 15 marzo una conferenza con il grande economista e teorico liberale francese Pascal Salin, dal titolo “fiscalità, giustizia e giustizia sociale”, e lancia sin d’ora un appello alla direzione delle scuole, ai docenti e ai comitati studenteschi dei vari istituti affinché segnalino e nel limite del possibile promuovano e diffondano i contenuti del Premio “Giovani per la libertà”. Chi desidera maggiori informazioni può consultare il sito dell’ALT (www.alt-ch.org) o scrivere al seguente indirizzo e-mail: associazioneliberisti@yahoo.fr.
10:10 Scritto in Associazione Liberisti Ticinesi | Link permanente | Commenti (0) | Manda | Tag: ALT, premio, liberisti ticinesi, ticino, hayek

