31/10/2008
E io lo devo ancora pagare?
Rapido appunto: sto guardando Micromacro sulla RTSI. Beh, qualcuno un giorno mi dovrà spiegare perché devo pagare un canone alla Billag per programmi di propaganda come questo. Penoso.
22:31 Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: micromacro, rtsi
11/10/2008
"Laissez-faire", l'isola che non c'è
Proviamo a lavorare di fantasia e a pensare all’isola che non c’è. Proviamo a immaginare un’isola sulla quale gli uomini sono liberi di produrre, vendere e acquistare liberamente dei beni e servizi, e sulla quale sono liberi di risparmiare e di gestire altrettanto liberamente questi risparmi. Proviamo a immaginare un’isola sulla quale il bene moneta è prodotto privatamente tanto che circolano monete diverse in concorrenza tra loro. Su quest’isola i tassi di interesse sono dettati dal libero mercato sulla base delle preferenze temporali (il rapporto tra consumo e risparmio) degli individui, e il capitale disponibile è frutto del risparmio reale di ogni singolo. Proviamo a immaginare un’isola sulla quale la moneta abbia un valore intrinseco e sia quindi sempre convertibile in uno o pù beni reali, ad esempio oro. Fermiamoci un attimo e chiediamoci? Un’isola simile potrebbe produrre il disastro finanziario cui assistiamo impotenti in questi giorni? La risposta è semplicemente no, il che non significa che sarebbe un’isola perfetta. Sarebbe popolata da uomini con i loro pregi e difetti. In questo mercato totalmente libero la banca che assumesse rischi eccessivi si vedrebbe rapidamente costretta a ritornare sui suoi passi dagli istituti concorrenti. Questi ultimi, timorosi di ritrovarsi in mano carta straccia, chiederebbero di riconvertire, ad esempio in oro, la moneta emessa dalla banca biricchina. Grazie alla concorrenza, un’eccessiva esposizione non durerebbe a lungo. Quella appena descritta è l’isola sulla quale regna sovrana l’economia del “laissez-faire”, vale a dire quell’orrore, a sentire molti politici, giornalisti e economisti, che ci avrebbe portato al caos finanziario odierno.
Peccato che sia un’assoluta mistificazione, venduta a basso costo a una popolazione disorientata.
Non si può che sorridere amaramente di fronte a coloro che se la prendono con l’economia del “laissez-faire”e chiedono il “ritorno dello Stato” per stabilizzare quella stessa economia messa sotto sopra proprio dalle assurde politiche di stabilizzazione praticate dai novelli salvatori della patria. Ma che economia libera è un’economia in cui è vietato fallire? Che economia libera è un’economia sommersa da decine di migliaia di pagine di regolamentazione, da una quantità di istituti dediti all’interventismo statale, per non parlare di una tassazione che nel solo Occidente controlla tra il 40 e il 60% dei redditi individuali? (Senza contare quella vera e propria tassa che è l’inflazione). In queste settimane l’interventismo di una classe dirigente filosoficamente socialdemocratica ha semplicemente fatto un naturale e coerente passo avanti in direzione di un maggior socialismo, per non dire di socialismo “tout court.”. Altro che “laissez-faire”, altro che libero mercato.
È vero che la globalizzazione e il progresso tecnico hanno reso le ripercussioni globali e immediate, e in questo senso è innegabile che ci sia stato un salto di qualità, ma non dimentichiamoci che le condizioni quadro sono sostanzialmente le medesime da molti, troppi anni: 1) lo Stato ha il monopolio sulla moneta, 2) lo Stato ha abbandonato la convertibilità di questa moneta con un bene scarso (come l’oro), 3) lo Stato manipola i tassi di interesse, 4) lo Stato droga il mercato con continue iniezioni di credito, 5) lo Stato crea inflazione a vantaggio di chi gli sta vicino (e riceve la nuova moneta appena emessa) a danno chi la riceve per ultimo (lavoratori dipendenti, dipendenti pubblici, piccoli imprenditori, anziani, ecc.). E questo sarebbe il mondo liberale del libero scambio dei legittimi diritti di proprietà? Qualcuno crede veramente che in un mondo libero i tassi di interesse subirebbero variazioni “da montagne russe” come quelle registrate negli Stati Uniti per opera della Federal Reserve? Diciamolo: solo in un sistema piramidale come quello attuale, nel quale la banca centrale funge da prestatore di ultima istanza e da cartello della droga monetaria è possibile manipolare l’economia ad un punto tale da provocarne l’implosione. Solo in un mondo retto dallo statalismo selvaggio tutte le banche posso espandere contemporaneamente il credito e fingere di scambiarsi beni reali, quando invece cedono e scambiano carta straccia, ovviamente approfittando delle amicizie e degli agganci col potere per presentare poi il conto alla collettività..
21:45 Scritto in Associazione Liberisti Ticinesi | Link permanente | Commenti (11) | Segnala | Tag: crisi finanziaria, oro, banche centrali, libero mercato, liberismo, gold standard

