19/11/2008
La crisi finanziaria tra Stato e libero mercato
Non è sembrato vero al politico ave re potuto finalmente prendere il sopravvento sull’uomo della fi nanza. I segni di questa soddisfazione si sono manifestati parallelamente alle misure adottate dalle banche nazionali e dai governi a sostegno del settore fi nanziario e del credito e si sono tradot ti non solo in esternazioni e accuse ri volte al settore finanziario ma in richie ste esplicite che vanno dall’introduzio ne, rispettivamente, rafforzamento di normative regolanti l’attività finanzia ria, alla riduzione se non annullamen to della libertà di commercio in favore di una maggiore presenza dell’ente pub blico anche in questo settore. I segnali più recenti vanno dalle espressioni en tusiaste degli addetti di Obama (che di chiarano di finalmente avere «l’occasione di fare grandi cose», il che ci ricorda un po’ quanto abbiamo letto alcuni an ni fa in quel documento programmati co del governo ticinese che diceva che ai nostri governanti «non mancano le idee ma mancano i soldi») alle richieste di introdurre per decreto statale un tetto alle retribuzioni nelle imprese finanzia rie (il che equivarrebbe ad azzerare i principi del libero mercato basati sul l’autonomia e la concorrenza) alle «con statazioni » che oramai il libero merca to (chiamato erroneamente «liberismo», erroneamente in quanto il nostro siste ma economico può essere definito in tan ti modi fuorché «liberista») è morto a causa degli «errori» commessi, il che si gnificherebbe che il sistema socialista dei mezzi di produzione rimarrebbe l’unica soluzione possibile e inevitabile. Possia mo capire che tanti commentatori, an che nostrani, che non sono riusciti a li berarsi dallo schematismo marxista ac cumulato negli anni ruggenti del 68, fac ciano fatica a fare a meno di certi faci li teoremi ma ciò non giustifica che si possa procedere tranquillamente a di storcere la realtà dei fatti. Intanto il li berismo (nella sua accezione letterale di«assenza di vin coli statali») non c’entra proprio niente: gli ultimi decenni sono stati contrasse gnati in tutti gli Stati dell’ Occi dente da un au mento della quota di parteci pazione statale nell’economia e da continui interventi e regolamentazioni nel settore finanzia rio. Limitiamoci a citare l’aumento non solo delle leggi emanate in questo setto re ma anche soprattutto delle normati ve emanate dalle autorità preposte al controllo del settore finanziario e del set tore bancario (limitiamoci a ricordare le regole portate da Basilea II che han no condizionato la formazione dei bi lanci delle più grandi banche negli ulti mi anni), la politica delle banche cen trali, segnatamente quella americana, di tenere bassi i tassi di interesse e favo rire così l’aumento della massa dei cre diti, gli incentivi per l’accesso all’abita zione primaria emanati dalla presiden za Clinton, non certo questi un simbolo del liberismo, e causa prima della crisi dei «subprime»: gli incentivi statali ame ricani per l’accesso all’alloggio ha por tato a rendere a tutti accessibile il credi to immobiliare a livelli pari se non su periori al valore dell’oggetto e, con la sua cartolarizzazione, alla messa in circola zione di quei prodotti definiti «tossici» che hanno finito per intossicare tutto il settore finanziario. È vero che questa evo luzione è stata preceduta dalla creazio ne di innumerevoli prodotti di ingegne ria finanziaria sulla scia di una cresci ta esponenziale del settore finanziario le cui cause devono essere fatte risalire al l’abbandono della parità aurea intro dotta dagli accordi di Bretton Woods e, per quanto riguarda l’ Europa, dal fa moso «Big Ben» della piazza di Londra ed è vero quindi che senza questo svi luppo della finanza globale e senza le sue manifestazioni collaterali (tra cui dobbiamo annoverare un sistema di in centivi retributivi troppo impostato sul bonus e non sul malus) non vi sarebbe ro stati gli effetti della crisi o gli stessi non si sarebbero manifestati in questa forma. Ma tutto ciò ci deve portare a di re che accollare a un sistema economi co (che liberista però non è mai stato) o all’operatività di banche e società finan ziarie la responsabilità della crisi risen te o di ignoranza o di malafede. Tanto più che dei vantaggi portati dallo svi luppo economico dell’ultimo ventennio hanno potuto beneficiare tutti, non da ultimo lo Stato stesso che ha incassato la sua parte sotto forma di imposte (di rette, sulla sostanza, sul plusvalore e di bollo) il che ha contribuito a solidifica re ed estendere la presenza dell’ente pub blico e ciò non solo nel settore degli in vestimenti ma anche con l’aumento del le spese di gestione favorendo il mante nimento di una struttura gonfiata e per certi versi inefficiente e fine a se stessa. Quali le conclusioni di questo ragiona mento? Dapprima che è quantomeno il lusorio volere con sicumera distribuire le colpe per quello che è successo iden tificando nell’uomo della finanza il so lo colpevole. Questo ragionamento ri sente, come detto, o di ignoranza o di malafede, ed è dettato da uno spirito di rivalsa da parte di quei settori, quello politico in generale, che ora si sente più libero ad impostare una sua naturale politica interventista che meglio si atta glia ai suoi diretti interessi che non sem pre sono quelli dell’economia nella sua generalità: differentemente dalle leggi del libero mercato queste misure vengo no però imposte per legge, senza valida contropartita e, per la loro rigidità, non sempre producono a medio e lungo ter mine gli effetti sperati. In questo ambi to non va dimenticata la naturale invi dia per le alte retribuzioni salariali del settore finanziario che certamente ha pe sato, fatte le dovute eccezioni, nelle rea zioni a volte piuttosto isteriche, sia del mondo politico che della stampa. Che è giusto che quei dirigenti della finanza che hanno facilitato il gonfiamento dei bilanci delle loro aziende aumentando la loro esposizione debitoria e confidan do colpevolmente nei vantaggi di certi prodotti debbano pagare dimissionan do dalle loro cariche e restituendo alle società i benefici loro corrisposti per ope razioni per le quali non stati sufficien temente valutati i rischi. Ma altrettanto giusto sarebbe che chi, dall’altra parte, da quella cioè di tutti i settori (statali, di controllo delle istituzioni e della po litica monetaria) che sono stati colpe volmente inattivi o hanno favorito l’in sorgere dei fattori di rischio che hanno provocato la crisi attuale debbano assu mersi pure le proprie responsabilità, evi tando per lo meno di tirarsi fuori adde bitando nell’uomo della finanza l’uni co originario responsabile. Sia detto per inciso che le misure adottate sinora dai singoli Stati, essenzialmente di natura protezionistica, a favore del proprio si stema bancario, provocando così uno squilibrio nel mercato finanziario e del credito, ha dimostrato che le misure del la politica possono essere controprodu centi per la risoluzione della crisi attua le. E da ultimo diciamolo bene e chiaro: in un sistema economico del libero mer cato (che liberista non è ma che, per i pesanti condizionamenti statali, più op portunamente dovrebbe essere definito dell’«economia sociale del mercato», la «soziale Marktwirtschaft» dei tedeschi) non è questa la prima e non sarà que sta l’ultima crisi. Noi personalmente pre feriamo queste esperienze che permetto no imparando di migliorare, che non quelle di un’economia dirigista e stata lista, le cui esperienze negative, a livel lo di fattori sia umani che economici, sono state sufficientemente illustrate nel la storia recente e passata.
Testo di Stelio Presciallo pubblicato dal Corriere del Ticino di mercoledì 19 novembre
09:09 Scritto in Politica internazionale, politica svizzera, Società, Stati Uniti | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: crisi finanziaria, liberismo, subprime


Commenti
Buon anno. Sentiamo che il 2009, da diversi punti di vista, potrebbe diventare il primo anno di un determinato periodo di qualcosa simile a una riscossa. Il mondo non sara' piu', tra qualche settimana, nelle mani di un pericoloso e insano "fascismoderno" quale di stra certo e' stato George W Bush. Ossia costui che ci ha fatto conoscere i peggiori Stati Uniti di questi ultimi 250 anni. Stati Uniti che han sofferto si, un quasi da non credere, 9.11, ma che a fronte di quel ingiustissimo evento, han torturato, nazimaccartistato ( chiunque criticasse young Bush, little Bush, finiva in liste del Fbi e della Cia, come, addirittura, presunto terrorista; manco quella specie di animale assatanato similHitleriano che era J Edgar Hoover arrivo' a tanto), sequestrato, irriso, complottato, ucciso centinaia di migliaia di bimbi e anziani, portato quasi tutto il pianeta Terra sul ciglio della bancarotta. Il grande Obama Barack Hussein sta' per arrivare e infatti i mercati stan riprendendo a volare. Come profetizzato, un' altra volta, diciamolo pure, per la decima, consecutiva, volta, praticamente alla perfezione, da una persona che ammiriamo sempre piu': Michele "Michael" Nista. Un qualcuno con un intuito, una capacita' di visione, quasi soprannaturale. Che ha anticipato il grande crollo di Wall Street, indicando il suo, piu' o meno, livello di atteraggio, "8000", 17 mesi prima che esso si verificasse. Nell'agosto 2007, mentre il Dow Jones valeva quasi 14.000. Che alla perfezione ha indicato il timing del momentaneo seguente rialzo di Wall Street stessa ( il 10.10.08), la fase statica poi a seguire, e l'inizio del rialzo attuale. Un antiBerluscones al calor bianco, un eroe antiBerluscones, anzi, un fiero simileroe antiBerlusxuxluxclones, che, non per niente, Marco Mancini, Gaetano Saya e Riccardo Sindoca, quasi fecero uccidere, nel 2003, su ordine di Silvio Berlusconi e Giuliano Ferrara. Cio' ovviamente, essendo che la gang di Arco..r..leone, da decenni, strateme questo eroe anti nazifasciocamorristi Berluscones stessi: Michele Nista, che ora, da tipico "mai profeta in patria" sta' infatti avendo primi piccolisssimi momenti di rivincita all' estero. Prima di mostrare qui un post dedicato a lui e uno scritto da lui, una richiesta disperata a qualche pm italiano, che di certo, ancora ci sara', per quanto il mafascista Silvio Berlusconi stesso, sta' cercando di distruggere la categoria dei pm per bene, ossia anti lui, completamente. Magari per sostuirla con altri, come Silvio Berlusconi stesso sempre ama definire, a lui "fedelissimi", e quindi, ricordanti non poco, magari, i famosi pm dei "tribunali speciali" di Benito Mussolini. Specie alla luce del fatto che ultimamente tutte le inchieste son stranamente sempre e solo imbarazzanti per il centro sinistra. Ecco, comunque, la nostra richiesta disperata: "fateci sentire un po' di telefonate di Silvio Berlusconi, specie quella full of eros con la prostituta nazifasciochic Mara Carfagna". Silvio Berlusconi ha detto in settimana che in caso di qualche sua telefonata resa pubblica, lascera' l'Italia scappando ( alla Bettino Bottino, praticamente; cognome non citato per rispetto verso chi non e' piu' in vita). Sappiamo tutti che Silvio Berlusconi e' un falso viscido putrido vilissimo e sta', come suo solito, super stra mentendo, ma, se voi pubblicaste qualche sua telefonata, potremmo definirlo per l' ennesima volta, codardo e bugiardo, se, come di certo avverrebbe, egli non partirebbe, o potremmo darci alla pazza gioia, in caso egli smammerebbe per davvero.
Due posts qui riguardanti l'eroe antiBerlusxuxluxclones, Nista Michele, uno scritto si di lui, e uno da lui. Il 2009 sara' l'inizio della riscossa, smantelliamo il puzzone mafascismo dei Berluscones, all'attaccooooo, sveglia, moscioni del Pd, svegliaaaaaaaaaaaaaa.
//////////////////////////////////////////////////////////////////////////////
Post dedicato a lui, tra l'altro da una persona di centrodestra, per quanto ripettabile e democratica
IL FIUTO DI UN AMICO
Qualche anno fa a Milano la borsa chiudeva poco dopo pranzo. Nel pomeriggio se un operatore istituzionale cercava titoli italiani sapeva dove andare...
Telefonava a Michele Nista.
Michele era un vero broker, altro che macchina telematica. E riusciva anche a trovare prezzi migliori della macchina stessa facendo felice sia il venditore che il compratore.
Anche con la chiusura dei mercati alle 17.30 Michele è sempre riuscito a trovare l'introvabile.
Non esisteva la "missione impossibile".
Un milione di generali? Bastavano pochi minuti e venivano trovate al giusto prezzo.
Poi Michele si è allontanato dal mercato, ma a Novembre l'ho incontrato dopo tanto tempo.
Abbiamo bevuto un caffè e abbiamo parlato del mercato...
Caro Michele, farai anche altre cose ora ma il fiuto, quello no...non ti manca.
Michele, non sarà forse un macroeconomista ne uno studioso di bilanci ma ha una particolare dote...il senso degli affari.
Pochi come lui si muovono nel mercato con la stessa spavalderia.
Anche a Novembre non si è sbagliato...mentre i molti urlavano al rally di Natale e il Dow Jones era intorno ai 14.000 il mio caro amico Michele mi ha guardato fisso negli occhi e mi ha detto "Ehi dottor....il Dow arriverà a 11.800 fra poco"
Caro Michele sei stato bravo, anzi bravissimo...
Ah dimenticavo di dirvi che la scorsa settimana ho incontrato Michele, questa volta non abbiamo preso un caffè...ma siamo passati a un pranzo 8anche se frugale)
Sapete cosa mi ha confidato guardandomi ancora una volta negli occhi? "ehi Doctor fra poco il dow Jones arriva a 10.800"
Sapete che vi dico...che se fossi Bernanke comincerei a preoccuparmi seriament, L'INIEZIONE DI DROGA DETTATA DAL TAGLIO DEI TASSI NON E' CHE UN ESTREMO TENTATIVO DI SALVARE UN MODELLO ECONOMICO ALLO SFASCIO.
Vai Michele, continua cosi'!!!
///////////////////////////////////////////////////////////////
Uno degli ultimi post scritti dal condottiero anti mafascisti antiBerlusxuxluxklones Michele "Michael" Nista. Scritto un mese e mezzo fa, e, alla luce di cio' che sta' succedendo in questi ultimi giorni, rilevatosi per l'ennesima volta, profetico.
//////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////
STA PER INIZIARE L'ERA DI OBAMA: BUY AND WAIT - MICHELE NISTA (ZIOMICHELE)
Io penso che i prossimi 4 anni sotto la guida Obama, saran intensissimi, passeran alla storia, e per davvero. Il mercato avra´ forti contrazioni, ma per me, tendera´a salire.
Vorrei provare a buttarmi nel fuoco anche qs volta, penso di poterlo dire, come mio solito, da 25 anni in qua. Nel settembre 2007, ripeto, 2 0 0 7 ( s e t t e), dissi chiaramente a Paolo B che il Dow, prima delle elezioni Us, avrebbe bucato l´8000.
In quei giorni valeva 13.500, circa. 24 ore dopo che gli dissi cio´, egli intitolo´un suo post ( piu´o meno) " e se crollassimo a 8000"?. Il 10.10.08, quindi parecchio prima delle elezioni Us, bucammo incredibilmente proprio quel 8000, che poi rimase, piu´o meno, una specie di media del bottom del Dow, degli ultimi due mesi, ossia a cavallo della data delle elezioni Us.
Fu un cerchio che si chiuse, una esperienza indimenticabile, un capire che esiste Lo Spirito, eccome, che bisogna crederci, che puo´fare anche l´impensabile. Andiam comunque oltre. Rimaniamo nel campo del business, che cosi´tanto, da sempre, accalora anche me. Prima che il Dow aprisse ( a 8.500 circa), quello stesso 10.10.08, scrissi qui ( ore 13 italiane, circa) che quel giorno vi era da ricoprire tutto e da andare il piu´possibile long, ossia vi era da comprare come dei folli.
Da li il Dow sali´del 25 per cento. Parlai anche di forte ripresa del dollaro, e ci fu. A seguito di mercato up and down, e ci fu. History, ma e´sempre meglio fare il riassunto delle precedenti puntate, come nei migliori sceneggiati dello scorso secolo. WHAT ABOUT NOW?? NOOOOOOOW BABY, NOW!!!!
Mi ributto nel fuoco, oggi, e davanti a tutti, again, and again; come al solito! Da qui alla fine della prima legislazione Obama ( sperando che nessun Xuxluxklanista lo faccia fuori nel frattempo, perche´sento, fortemente, che qualche animale ci stia gia´ pensando e non poco), il Dow risalira´fino a quota 14.000, ripeto, 14.000.
Se non fino a 14.300. E il dollaro buchera´ la parita´con l `euro, ossia, ci sara´un giorno, nei prossimi 4 anni, durante il quale per un euro ci vorranno non piu´di 95 centesimi di dollaro.
Qs potrebbe anche avverarsi in sol due anni, o un anno e mezzo, ma per prudenza ( diciamo meglio per non sbruffonismo che da sempre non adoro) preferisco stare " skiscio" come dicono " i Lumbardun" e dire che tutto qs potrebbe accadere da qui alla fine della prima legislatura Obama, ossia, da qui all´autunno 2012. I miei " friends of friends" mi stan dicendo che e´allo studio, se non la cancellazione, la fortissima attenuazione dell´embargo cu Cuba.
Obrigado, Lula da Silva, por isso. Qs cambiera´molto le cose nel mondo, si, nel mondo intero!! Anche i mercati finanziari avranno una fiammata in su in quei giorni. Insomma, con Obama Barack, il mondo e´ in potenziali ottime mani. La speranza e´che a) non gli facciano fare la fine dei suoi due ( per me) fantastici riferimenti principali, JF Kennedy e Martin Luther King, e b) che non si monti la testa e non decida di " imbianchirsi" alla Michael Jackson.
Ossia, che non perda coraggio, umilta´, senso di relaismo, ma anche ambizione, serieta', concentrazione, grinta, voglia di pacificare, VOGLIA DI ABBATTERE TUTTI I MURI DI QS MONDO, COME, PER ME, EGLI, FANTASTICAMENTE HA PROMESSO!!!!!!! Sarebbe anche bene che non vincesse un guerrafondaio in Israele, ma uno per bene, pacifico, serio, con la testa fortemente radicata sulle spalle, come per me era, Ehud Olmert ( e infatti lo hanno fatto fuori, che amarezza, che schifo, ma sempre la guerra si vuole in medio oriente? che pal.e) . This is my vision doctors, quindi, da qui allo storico 20.1.09, allorche´Obama Barack mettera´le mani ove dovran andar messe, sulla debolezza, comprerei, ma con vision di medio/lungo termine, son d´accordissimo con Antonio e il suo ultimo commento di oggi. L´uomo vincente e´ un uomo che sa´soffrire, a volte anche pazientare, che non si aspetta la frittatina pronta sempre. Saluti, duturuuuun. Michele "Michael" Nista
//////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////
NETWORK INTERNAZIONALE " SALVIAMO L'ITALIA DALLA MAFIA NAZIFASCISTA DI SILVIO BERLUSCONI" CON AFFILITATI, ORMAI, QUASI IN TUTTA EUROPA, STATI UNITI, CANADA, BRASILE, ARGENTINA, URUGUAY, CILE E CARAIBI, ALL'ATTACCOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
Scritto da : International Network "Salviamo l'Italia dalla mafia nazifascista di Silvio Berlusconi" | 02/01/2009
Scrivi un commento