17/06/2009
Gesù era un dilettante
Si dice che Gesù sia figlio di Dio. Non proprio uno qualunque. Pare facesse dei miracoli. Roba seria. Si dice che moltiplicasse i pani e i pesci. Ci crede con fervente devozione un sacco di gente. Poi sono arrivati i critici, quelli razionali, quelli alla San Tommaso, e qualcuno ha espresso qualche dubbio. Potrebbe anche non essere vero, potrebbe anche essere una bufala. Magari era un cirlatano. Chissà poi chi avrà ragione. Una cosa in questi mesi però l’ho capita. Il Gesù che moltiplicava i pani e i pesci non regge il confronto al cospetto dei nuovi depositari della pietra filosofale: gli uomini dello Stato. I nuovi superman che prima l’hanno creata e che ora dalla crisi ci faranno uscire. Loro vanno ben al di là dei pani e dei pesci. Loro sanno persino rilanciare l’economia. Credevate fossero umani? Illusi, loro non lo sono. Loro giocano in un’altra categoria, magari in un’altra dimensione. Cercano di farvi credere che beni e servizi crescano, così, in abbondanza, sugli alberi. Da soli. Loro sono i depositari della pietra filosofale. Loro creano materia dal nulla e alcuni di voi, poveri illusi, continuano a credere che ci voglia fatica, rischio, anticipazione. E qualche volta non basta nemmeno. E’ lo spettro del fallimento. Ogni tanto vi ricordate dei consigli dei vostri nonni, quelli della nostra tradizione contadina, quella che “mai fare il passo più lungo della gamba”, quelli del “mettere fieno in cascina” che non si sa mai cosa ci riserva il futuro. Lo chiamate buon senso, comportamento sensato di persona previdente che sa pianificare sul medio-lungo periodo la sua vita. Che sa che il futuro è incerto. E che sceglie liberamente ponderando tra la gallina oggi o l’uovo domani. Bene, vi sbagliate. Loro, gli uomini dello Stato, stampano moneta dal nulla e si lanciano in keynesiani piani di stimolo del consumo, dopo aver manipolato l’ininmaginabile. Loro se ne infischiano delle vostre preferenze temporali. Negano le fondamenta della civiltà occidentale, ma loro possono, loro sono al di là della natura umana, quella natura umana confrontata ogni giorno con la scarsità, in primis del tempo. Tutti in riga quindi a consumaree ora, adesso, subito. Quel tal prodotto non vi serve, pigliatevi l’incentivo e consumate. (Che, detto per inciso, quando a dirlo sono quelli che pestano un giorno sì e l’altro pure contro il consumismo, fa anche ridere). Ci hanno regalato una crisi del capitalismo (la più grossa balla del millennio) a colpi di credito e debiti, e ci propongono droga per curare il drogato. Risparmiare? Tranquilli è superato, se serve carta moneta ci pensano loro. Rotativa. Delle due l’una: o sono ignoranti o in malafede. O forse si credono semplicemente onnipotenti, si credono Dio. Benedetto XVI non è mai arrivato a tanto e sì che lui, con Dio, ha una relazione speciale. Per non parlare poi di Gesù, che moltiplicava i pani e i pesci e se proprio esagerava trasformava l’acqua in vino. Bazzeccole. In confronto agli uomini dello Stato era un dilettante. Di quinta categoria.
22:16 Scritto in Politica internazionale, politica svizzera, Società | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: crisi finanziaria, capitalismo, moneta, keynesiani


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