03/06/2009

Lettera aperta a Manuele Bertoli, presidente del Partito socialista

Gentile signor Bertoli,

la lettera del deputato socialista Bill Arigoni a sostegno dell’azione violenta condotta venerdì scorso dai fascisti rossi a Lugano contro l’Hotel Pestalozzi e la libertà di espressione ci ha lasciati veramente estereffati. Mai ci saremmo aspettati di leggere sui quotidiani e siti internet del cantone un testo di esplicito elogio alla violenza. Il testo è stato stigmatizzato da più parti. Per tutti valga quando scritto dal sito Ticinolibero, che parla di “allucinante presa di posizione” e dal Corriere del Ticino, che nella sua edizione di mercoledì  definisce lo scritto di Arigoni  “l’espressione di un’intolleranza cieca e totalitaria - fondata sulla non conoscenza dei fatti”  e rileva come la posizione del vostro deputato rappresenti “la negazione dei principi che stanno alla base della nostra società.”  Di fronte a queste condanne, che sottoscriviamo, ci consenta di porgerle una semplice domanda. Il Parito socialista condivide quanto scritto da Arigoni o se ne distanzia con decisione? La ringraziamo sin d’ora qualora ci volesse dare una breve risposta.

Cordiali saluti

Gabriele Lafranchi
Presidente ALT

02/06/2009

Gravissimo attacco alla libertà di espressione, messo a tacere José Piñera

La vergognosa campagna denigratoria condotta dal Partito comunista, dalla gioventù comunista, dal SISA, e da altri gruppi della galassia comunista si è conclusa venerdì 29 maggio con l’annullamento della conferenza di José Piñera e Ignazio Cassis consacrata alle pensioni.
Uno o più fascisti rossi hanno reso inagibile la sala che avrebbe dovuto ospitare l’avvenimento. La civile Svizzera è ora un paese un po’ meno civile. La libertà di parola, un valore fondamentale di qualsiasi paese libero, è stata calpestata. Ci aspettavamo una condanna unanime della classe politica. Siamo rimasti delusi. Un esponente ben noto addirittura del Partito socialista non hanno trovato di meglio che prendere carta e penna per portare il proprio sostegno agli squadristi rossi. Un vero schifo. Noi esprimiamo qui la nostra profonda indignazione per i distinguo, le puntualizzazioni e l’aperto sostegno che alcuni hanno riservato ai fascisti rossi. Teniamo invece a ringraziare tutti coloro che con telefonate, SMS o e-mail ci hanno espresso il loro sostegno. Grazie.
José Piñera, apprezzato e stimato promotore di un progetto di riforma della pensioni, è stato vittima di una campagna mediatica indecente. L’abisso che separa l’uomo Piñera, il suo progetto, il suo comportamento e la sua azione concreta dal ritratto che ne è stato fatto da alcuni organi di informazioni lascia esterefatti. Che il progetto Piñera possa disturbare tutti quei collettivisti e comunisti che adorano governare la vita di altri essere umani lo possiamo ben comprendere. Questo però non può che accrescere in noi la volontà di continuare a promuovere i valori e le idee della libertà. Abbiamo assaporato il gusto del totalitarismo, nel 2009, in Svizzera. Ed è un gusto che non ci è proprio piaciuto.
Link sul tema:
L'ottima presa di posizione del Partito dei Liberisti Ticinesi ad opera di Rivo Cortonesi 
La mia intervista a Ticinolibero
E per la serie, documenti di cui vergognarsi, il testo pubblicato da Bill Arigoni, socialista e deputato, a sostegno dell'azione dei fascisti rossi.
Favoloso invece il testo del signor Maurizio Balestra sul GdP. Complimenti davvero. E complimenti al GdP per averlo pubblicato.
Grazie pure al sito del Mattino della Domenica della Lega dei Ticinesi (Mattinonline) che ha fatto da subito una scelta di campo, quella della difesa della libertà d'espressione e quindi dei valori fondamentali dell'ordinamento giuridico svizzero.

 

11/10/2008

"Laissez-faire", l'isola che non c'è

Proviamo a lavorare di fantasia e a pensare all’isola che non c’è. Proviamo a immaginare un’isola sulla quale gli uomini sono liberi di produrre, vendere e acquistare liberamente dei beni e servizi, e sulla quale sono liberi di risparmiare e di gestire altrettanto liberamente questi risparmi. Proviamo a immaginare un’isola sulla quale il bene moneta è prodotto privatamente tanto che circolano monete diverse in concorrenza tra loro. Su quest’isola i tassi di interesse sono dettati dal libero mercato sulla base delle preferenze temporali (il rapporto tra consumo e risparmio) degli individui, e il capitale disponibile è frutto del risparmio reale di ogni singolo. Proviamo a immaginare un’isola sulla quale la moneta abbia un valore intrinseco e sia quindi sempre convertibile in uno o pù beni reali, ad esempio oro. Fermiamoci un attimo e chiediamoci? Un’isola simile potrebbe  produrre il disastro finanziario cui assistiamo impotenti in questi giorni? La risposta è semplicemente no, il che non significa che sarebbe un’isola perfetta. Sarebbe popolata da uomini con i loro pregi e difetti. In questo mercato totalmente libero la banca che assumesse rischi eccessivi si vedrebbe rapidamente costretta a ritornare sui suoi passi dagli istituti concorrenti. Questi ultimi, timorosi di ritrovarsi in mano carta straccia, chiederebbero di riconvertire, ad esempio in oro, la moneta emessa dalla banca biricchina. Grazie alla concorrenza, un’eccessiva esposizione non durerebbe a lungo. Quella appena descritta è l’isola sulla quale regna sovrana l’economia del “laissez-faire”, vale a dire quell’orrore, a sentire molti politici, giornalisti e economisti, che ci avrebbe portato al caos finanziario odierno.
Peccato che sia un’assoluta mistificazione, venduta a basso costo a una popolazione disorientata.
Non si può che sorridere amaramente di fronte a coloro che se la prendono con l’economia del “laissez-faire”e chiedono il “ritorno dello Stato” per stabilizzare quella stessa economia messa sotto sopra proprio dalle assurde politiche di stabilizzazione praticate dai novelli salvatori della patria. Ma che economia libera è un’economia in cui è vietato fallire? Che economia libera è un’economia sommersa da decine di migliaia di pagine di regolamentazione, da una quantità di istituti dediti all’interventismo statale, per non parlare di una tassazione che nel solo Occidente controlla tra il 40 e il 60% dei redditi individuali? (Senza contare quella vera e propria tassa che è l’inflazione). In queste settimane l’interventismo di una classe dirigente filosoficamente socialdemocratica ha semplicemente fatto un naturale e coerente passo avanti in direzione di un maggior socialismo, per non dire di socialismo “tout court.”. Altro che “laissez-faire”, altro che libero mercato.
È vero che la globalizzazione e il progresso tecnico hanno reso le ripercussioni globali e immediate, e in questo senso è innegabile che ci sia stato un salto di qualità, ma non dimentichiamoci  che le condizioni quadro sono sostanzialmente le medesime da molti, troppi anni: 1) lo Stato ha il monopolio sulla moneta, 2) lo Stato ha abbandonato la convertibilità di questa moneta con un bene scarso (come l’oro), 3) lo Stato manipola i tassi di interesse, 4) lo Stato droga il mercato con continue iniezioni di credito, 5) lo Stato crea inflazione a vantaggio di chi gli sta vicino (e riceve la nuova moneta appena emessa) a danno chi la riceve per ultimo (lavoratori dipendenti, dipendenti pubblici, piccoli imprenditori, anziani, ecc.). E questo sarebbe il mondo liberale del libero scambio dei legittimi diritti di proprietà?  Qualcuno crede veramente che in un mondo libero i tassi di interesse subirebbero variazioni “da montagne russe” come quelle registrate negli Stati Uniti per opera della Federal Reserve? Diciamolo: solo in un sistema piramidale come quello attuale, nel quale la banca centrale funge da prestatore di ultima istanza e da cartello della droga monetaria è possibile manipolare l’economia ad un punto tale da provocarne l’implosione. Solo in un mondo retto dallo statalismo selvaggio tutte le banche posso espandere contemporaneamente il credito e fingere di scambiarsi beni reali, quando invece cedono e scambiano carta straccia, ovviamente approfittando delle amicizie e degli agganci col potere per presentare poi il conto alla collettività.. 

01/09/2008

La socialità prima dello stato sociale

E' questo il titolo della conferenza che l'Associazione Liberisti Ticinesi organizza giovedì 4 settembre alle 20h30 al Palazzo dei Congressi di Lugano in collaborazione il Circolo liberale di cultura Carlo Battaglini. Il conferenziere è il professor Paolo Bernardini, direttore del Boston University Center for Italian and European Study, fellow del Ludwig von Mises Insitute e docente dell'Univeristà degli studi dell'Insubria di Como. Vi aspettiamo numerosi !

03/03/2008

La lezione del "Nevegate"

Siamo partiti per un nuovo giro di indignazione: è scoppiato il “Nevegate”. E allora sotto con le accuse alla classe politica e tra le varie tribù della classe politica medesima, con l’ormai immancabile appendice delle faide interne. I blogger si scatenano. I politici predicano il “mai più” accompagnato dal solito scarica barile sulle responsabilità. La prossima volta faremo meglio, dicono, controlleremo di più, spenderemo meglio i soldi dei cittadini, staremo più attenti, ovviamente serviranno più funzionari e nuovi studi di sviluppo. Questo sino alla prossima tornata di indignazione e di mea culpa collettivo. Non spetta a noi sentenziare sulle eventuali responsabilità personali e/o sulle eventuali violazioni di leggi o norme. Una cosa è però sicura. Questi spettacoli da repubblica delle banane non andrebbero in scena se lo Stato non distribuisse sussidi, incentivi e altro ancora. Non succederebbe, cioè, se si limitasse a tutelare la proprietà privata dei singoli, invece di ricorrere alla coercizione fiscale per poi distribuire secondo criteri “obiettivi”, ovviamente impossibili da definire, il denaro sottratto al suo legittimo proprietario. Ha ragione Raul Ghisletta a parlare di sistema basato sulla faciloneria e sull’irrazionalità, ma proprio per questo va rimesso in discussione il paradigma dominate, vale a dire la necessità dell’intervento statale. La ragione è tutto sommato semplice. In un sistema di libero mercato, vale a dire di libero scambio di legittimi diritti di proprietà,  i prezzi fungono da segnale circa la scarsità relativa dei prodotti. Sono il mezzo più semplice e rapido per far circolare l’informazione. Pur non essendo segnali perfetti, essi costituiscono la miglior opzione per coordinare scelte, progetti, tentativi e investimenti dei singoli individui. La concorrenza costituisce un continuo processo di scoperta. Il prezzo emerge come conseguenza dell’esistenza di un mercato. Esso non può mai essere stabilito in anticipo. Pretendere, come pretendono gli uomini dello Stato, di conoscere a monte quante risorse le persone desiderano destinare alla soddisfazione di questo o quel bisogno, per non parlare di cosa gli innumerevoli imprenditori potrebbero proporre di nuovo, è un colossale errore intellettuale, che si trasforma poi, del tutto logicamente, in un errore di fatto. Che di tanto in tanto emerga un nuovo “gate” non è quindi sorprendente. E’ semplicemente la punta dell’iceberg. Pur essendo comprensibile,  tutta questa indignazione popolare ha un che di irrazionale. Da un lato si ritengono i sussidi necessari e utili, dall’altro ci si lamenta perché vengono distribuiti con faciloneria e irrazionalità, dimenticando che è il fatto medesimo di sottrarre il denaro alla libera gestione del suo proprietario la causa del passaggio da una situazione di libero scambio e responsabilità ad una di arbitrio e privilegio, ovviamente concesso dal re di turno, a scapito delle masse costrette a passare alla cassa. Perché poi sorprendersi, allora, se a servirsi nelle casse sono i cortigiani più vicini al potere? Senza torta da spartire queste cose non accadrebbero. E’ solo una questione di volontà, volontà di cui per ora non si vede traccia. Purtroppo.

Questo testo è stato inviato agli organi di informazione a nome dell'Associazione liberisti Ticinesi

26/02/2008

Imperdibile: Pascal Salin a Lugano il 15 marzo

A pochi giorni dal concorso culturale "Giovani per la libertà", l'Associazione Liberisti Ticinesi ha il piacere di annunciare la conferenza (due i temi in programma) di Pascal Salin, il grande economista francese di orientamento liberal-libertario. L'invito lo trovate qu: Locandina_Salin.pdf oppure consultate il sito dell'ALT www.alt-ch.org . Per informazioni: associazioneliberisti@yahoo.fr

24/02/2008

L'ALT lancia il premio "Giovani per la Libertà"

COMUNICATO STAMPA: Un concorso culturale per far riflettere e diffondere le idee della libertà. E’ questo lo scopo del premio culturale denominato “Giovani per la libertà” che l’Associazione liberisti ticinesi ha lanciato ufficialmente il 22 febbraio. Il concorso è rivolto ai giovani della Svizzera italiana di età non superiore ai 25 anni. Per la prima di quello che gli organizzatori auspicano diventi in breve tempo un appuntamento ricorrente del panorama culturale della nostra regione, l’ALT ha selezionato un passaggio del premio Nobel per l’economia Friedrich August von Hayek, uno dei massimi teorici liberali del XX Secolo.
Il tema da svolgere è un passaggio di “Legge, Legislazione e Libertà”. Lo scopo è quello di far riflettere sul concetto di giustizia sociale: “Ciò con cui si ha a che fare nel caso della "giustizia sociale" è semplicemente una superstizione quasi religiosa che si dovrebbe lasciar perdere finché essa serve unicamente a rendere contento chi la detiene, ma che si deve combattere nel momento in cui diventa un pretesto per costringere gli altri. La fede diffusa nella "giustizia sociale" è probabilmente al giorno d'oggi la minaccia più grande nei confronti della maggior parte degli altri valori di una civiltà libera.” 
I partecipanti hanno tempo sino al 30 maggio 2008 per inoltrare i loro testi. I vincitori verranno selezionati da un’apposita giuria presieduta da Paolo Pamini, presidente del Circolo Battaglini e Associate Fellow del Liberales Institut di Zurigo, e composta da Carlo Lottieri, direttore del Dipartimento di teoria politica dell’Istituto Bruno Leoni, e dall’economista Enrico Colombatto, professore dell’Università di Torino. Ai primi tre classificati verrà offerto un soggiorno all’estero per partecipare a un seminario di approfondimento del pensiero liberale. L’ALT ringrazia la Banca Wegelin e Alberto Siccardi per il sostegno all’iniziativa. In concomitanza con l’avvenimento l’ALT organizza il 15 marzo una conferenza con il grande economista e teorico liberale francese Pascal Salin, dal titolo “fiscalità, giustizia e giustizia sociale”, e lancia sin d’ora un appello alla direzione delle scuole, ai docenti e ai comitati studenteschi dei vari istituti affinché segnalino e nel limite del possibile promuovano e diffondano i contenuti del Premio “Giovani per la libertà”. Chi desidera maggiori informazioni può consultare il sito dell’ALT (www.alt-ch.org) o scrivere al seguente indirizzo e-mail: associazioneliberisti@yahoo.fr.

22/01/2008

I video della conferenza sulle armi

Sul sito dell'Associazione Liberisti Ticinesi è possibile visionare i video della conferenza di giovedì scorso sul tema: "il diritto di essere armati". Ringrazio anche qui Pierre Lemieux e Michele Moor per il loro contributo.

10/01/2008

Il diritto di essere armati

Siete tutti cordialmente invitati alla conferenza che l' Associazione Liberisti Ticinesi organizza il 17 gennaio a Lugano sul tema "Il diritto di essere armati". La serata, che inizia alle 18h45 al Palazzo dei congressi, prevede gli interventi di Pierre Lemieux, canadese, autore del libro "Le droit de porter des armes" e di Michele Moor, candidato del PPD ticinese alle recenti elezioni federali. L'entrata è libera. La locandina promozionale la trovate Locandina_Lemieux_Moor.pdf. L'attualità di questi ultimi mesi ha riportato l'arma al centro del dibattito politico in Svizzera. La serata è quindi un'ottima occasione per riflettere su un tema tra i più controversi, come ho potuto constatare dalle reazioni all'invio della locandina a liste di potenziali interessati. Ai sospettosi, agli incazzati, a quelli che ci danno dei guerrafondai ci limitiamo a ricordare le parole del Presidente del Circolo Battaglini, Paolo Pamini, nella mail che a titolo personale ha inviato ai membri del Circolo: "Pierre Lemieux è un ospite che se avete l'occasione va ascoltato,  perché è eccezionale averlo a Lugano e non dovere andare a qualche conferenza internazionale per incontrarlo."

08/01/2008

Il sito dell'Associazione Liberisti Ticinesi

L'Associazione Liberisti Ticinesi ha un sito internet consultabile a questo indirizzo: http://www.alt-ch.org/ . Mancano ancora gli audio delle conferenze organizzate sinora. Verranno aggiunti entro la fine del mese.

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