<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?> <?xml-stylesheet type="text/xsl" href="/rss20.xsl" media="screen"?> <rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" version="2.0"> <channel> <title>Pinocchio - iraq</title> <description>Per la diffusione della libertà, contro l'ipocrisia dei socialisti di tutti i partiti</description> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/iraq/</link> <lastBuildDate>Thu, 22 May 2008 22:12:19 +0200</lastBuildDate> <generator>blogSpirit.com</generator> <copyright>All Rights Reserved</copyright>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/09/12/la-guerra-al-terrorismo-cinque-anni-dopo.html</guid> <title>La guerra al terrorismo, cinque anni dopo</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/09/12/la-guerra-al-terrorismo-cinque-anni-dopo.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Iraq</category>  <category>Politica internazionale</category>  <category>Stati Uniti</category>   <pubDate>Tue, 12 Sep 2006 21:45:00 +0200</pubDate> <description> &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Di Lino Bignotti:&lt;/strong&gt; Nel quinto anniversario dell'11 settembre il bilancio della guerra al terrorismo islamico non è positivo. La parte di islam che ha dichiarato guerra all'Occidente e usa ogni risorsa disponibile (dall'indottrinamento in moschea al terrorismo kamikaze e al ricatto petrolifero) è un'idra dalle cento teste, un nemico sfuggente. La difficoltà di ricostruirne la fisionomia è tale che molti osservatori arrivano a negare la sua esistenza. Più facile, e più rassicurante, è attribuire a cause locali, oltre che ad errori degli Stati Uniti, i molti conflitti in corso. Il ritiro dall'Iraq ha lasciato dietro di sé molto veleno. Per la nuova maggioranza siamo usciti da una guerra sbagliata in cui non saremmo mai dovuti entrare. Per la vecchia maggioranza, ora opposizione, invece, abbiamo concluso in malo modo, fuggendo, una missione di pace condotta sotto l'egida dell'Onu.&lt;br /&gt; Oppure si guardi al caso del Libano. E' di due giorni fa la notizia secondo cui il leader dell'opposizione, Silvio Berlusconi, si riserva di decidere se votare o meno a favore della missione poiché teme che essa non abbia come finalità il disarmo di Hezbollah e sospetta che il governo la usi per rinsaldare i legami con Siria e Iran. Infine, si consideri il caso dell'Afghanistan ove occorrerebbero molti più soldati per vincere la guerra. La sinistra massimalista minaccia di non votare nemmeno il prossimo rifinanziamento della missione. Così come è pronta, nella questione del contenzioso con l'Iran sull'energia atomica, a scendere - lo dice Oliviero Diliberto - dall'autobus dell'Onu, a prendere le distanze persino da quella visione o ideologia «onusiana» (per la quale l'Onu è la suprema autorità internazionale) che informa il programma del governo Prodi.&lt;br /&gt; Le polemiche sull'Afghanistan, come le incertezze di fronte all'Iran o a Hezbollah, smentiscono chi nega l'esistenza in Italia di correnti tese all’appeasement , a venire a patti con l'islamismo radicale. Quelle correnti ci sono e sono forti. La sinistra massimalista ne è solo la componente più visibile. Dunque, come acutamente osserva Angelo Panebianco sul Corriere della Sera, ci sono correnti politiche (non quattro scalmanati, ma vere e proprie correnti politiche) che pensano di andare d’accordo con l’islamismo radicale, in altre parole con la Siria e con l’Iran che prepara l’uranio al fine di usarlo per fini civili (come dicono gli ayatollah) o per fini militari (come temono gli Stati Uniti e l’Unione europea). Ma allora queste correnti non danno già l’Occidente per sconfitto di fronte all’Islam più intransigente? A me pare di sì. Tutti sotto la tutela di Ahmadinejad&amp;nbsp; allora? Non mi pare un roseo futuro ed una bella prospettiva. Tanto più che bisogna mettere in conto la distruzione di Israele e la fine di valori come libertà e democrazia per tutti.&lt;/p&gt; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/06/08/ucciso-al-zarqawi-un-piccolo-passo-avanti.html</guid> <title>Ucciso Al Zarqawi, un piccolo passo avanti</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/06/08/ucciso-al-zarqawi-un-piccolo-passo-avanti.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Iraq</category>  <category>Politica internazionale</category>  <category>Stati Uniti</category>   <pubDate>Thu,  8 Jun 2006 10:30:00 +0200</pubDate> <description> &lt;p&gt;Sarà anche la fine della vita di uomo, e gioirne è comunque eccessivo, ma notizie come questa sono estremamente positive per il processo di democratizzazione del Medio Oriente. Dimostrano la volontà degli Stati Uniti di portare a termine il lavoro iniziato e la volontà della maggioranza degli iracheni di non dare seguito ai progetti totalitari dell'ex numero 2 di Al Qaida. Nella guerra tutta interna tra musulmani jihadisti e musulmani &quot;moderati-nazionalisti&quot; i secondi hanno segnato oggi un punto a&amp;nbsp;loro favore.&amp;nbsp;Piccolo forse, ma comunque dall'alto valore simbolico.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Segnalazione:&lt;/strong&gt; per chi volesse uscire dall'attualità del momento e farsi un'idea della situazione generale del Medio Oriente segnalo il bellissimo libro di Carlo Panella&amp;nbsp; &lt;a href=&quot;http://www.bol.it/libri/scheda/ea978881701157.html&quot;&gt;&quot;Il libro nero dei regimi islamici. 1914-2006 oppressione, fondamentalismo, terrore&quot;.&lt;/a&gt; Cento anni di storia, per conoscere il passato e comprendere il presente. E per comprendere perché la strategia americana, con tutti i suoi difetti, è molto meno assurda di quanto si tenti di far credere.&amp;nbsp;Per comprendere&amp;nbsp;perché le teorie no global sulla povertà e lo sfruttamento sono campate in aria.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/03/31/sull-iraq-giornalismo-militante-antiamericano.html</guid> <title>Sull'Iraq giornalismo militante antiamericano</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/03/31/sull-iraq-giornalismo-militante-antiamericano.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Iraq</category>   <pubDate>Fri, 31 Mar 2006 09:00:00 +0200</pubDate> <description> &lt;p&gt;Ci sono pochi intellettuali francesi che come Guy Millière hanno uno sguardo così disincantato e ferocemente critico nei confronti della stampa francese ed europea in generale. L'autore de &lt;a class=&quot;undefined&quot; href=&quot;http://www.amazon.fr/exec/obidos/ASIN/2847640266/171-2422816-8213045&quot;&gt;&quot;Le&amp;nbsp;futur selon George W. Bush&quot;&lt;/a&gt; è un continuo fiume in piena contro quello che considera l'antiamericanismo dilagante.&amp;nbsp;Sul sito &lt;a class=&quot;undefined&quot; href=&quot;http://www.les4verites.com/articles/Geopolitique%20Irak+:+toujours+l%C2%92aveuglement+volontaire-995.html&quot;&gt;&quot;Les 4 vérités&quot;,&lt;/a&gt; Millière&amp;nbsp;è andato nuovamente all'attacco per contestare il modo in cui è stato tratto dagli organi di informazione il terzo anniversario della guerra in Iraq. &quot;&lt;em&gt;E' un insulto a quei milioni di uomini e donne che costituiscono il 95% della popolazione irachena pensare che non aspirino alla pace, al diritto e alla democrazia. Gli iracheni hanno votato tre volte in un anno, con dei tassi di partecipazioni elevati e crescenti. (...) E' un insulto nei confronti di tutte le vittime massacrate da Saddam Hussein, il sottintendere che si stava meglio&quot;&lt;/em&gt; quando si stava peggio. Millière, professore universitario e ricercatore presso alcuni think tanks negli Stati Uniti, accusa regolarmente la stampa di omissione e di cecità volontaria. &lt;em&gt;&quot;Tutte le informazioni sulla reale situazione dell'Iraq sono disponibili e consentono di avere un punto di vista più equilibrato e rispettoso della verità&quot;.&lt;/em&gt; Ma allora perché i giornalisti dipingono ogni giorno continui scenari di una guerra civile che annunciano, con impazienza, da ormai più di un anno? La risposta di Millière non lascia spazio all'interpretazione: &lt;em&gt;&quot;ci sono giornalisti che sperano, per odio nei confronti dell'Occidente, nella vittoria dell'islam radicale. (...) Ma tutti coloro che accettano passivamente di farsi lavare il cervello dovrebbero riflettere seriamente (...) a quelle che potrebbero essere le conseguenze dell'intossicazione di cui si fanno, volontariamente o meno, complici.&quot;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/03/16/ma-guarda-un-po-se-lo-dice-tareq-aziz.html</guid> <title>Ma guarda un po'... se lo dice Tareq Aziz</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/03/16/ma-guarda-un-po-se-lo-dice-tareq-aziz.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Iraq</category>   <pubDate>Thu, 16 Mar 2006 14:26:27 +0100</pubDate> <description> Ecco perché Saddam Hussein non ha mai creduto alla possibilità di un intervento militare statunitense in Iraq: &lt;em&gt;“Francia e Russia guadagnavano milioni di dollari dai rapporti commerciali e dai contratti di servizio con l’Iraq e&amp;nbsp;questo implicava che il loro atteggiamento nei confronti delle sanzioni sarebbe stato a favore dell’Iraq. Per di più, la Francia voleva la sospensione delle sanzioni per salvaguardare i suoi commerci e i suoi contratti di servizio. In più, entrambe le nazioni volevano provare la loro importanza come membri del Consiglio di sicurezza: avrebbero potuto usare il loro potere di veto per mostrare che ancora avevano potere”.&lt;/em&gt; Tareq Aziz,&amp;nbsp;vicepremier di Saddam Hussein. &lt;strong&gt;Fonte:&lt;/strong&gt; &lt;a class=&quot;undefined&quot; href=&quot;http://www.ilfoglio.it/articolo.php?idoggetto=27195&quot;&gt;questo articolo&lt;/a&gt; de &lt;a class=&quot;undefined&quot; href=&quot;http://www.ilfoglio.it/&quot;&gt;&quot;Il Foglio&quot;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/01/14/a-saddam-piacevano-i-fanatici-islamici.html</guid> <title>Il legame Saddam-terrorismo che c'è, eccome!</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/01/14/a-saddam-piacevano-i-fanatici-islamici.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Iraq</category>   <pubDate>Sat, 14 Jan 2006 04:00:00 +0100</pubDate> <description> &lt;p&gt;Brutte notizie per paficisti, No Global e antiamericani di ogni risma e colore: &lt;em&gt;&quot;Saddam Hussein ha addestrato migliaia di terroristi islamici provenienti da tutto il mondo arabo nei quattro anni precedenti l’invasione angloamericana dell’Iraq, dal 1999 al 2002. (...) I campi di addestramento segreti erano tre, a Samarra, a Ramadi e a Salman Pak, ed erano diretti dalle unità d’elite dell’esercito iracheno.&quot;&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Fonte:&lt;/strong&gt; Christian Rocca e a questo &lt;a class=&quot;undefined&quot; href=&quot;http://www.ilfoglio.it/uploads/camillo/8milaterroristi.html&quot;&gt;suo articolo&lt;/a&gt; scritto su &lt;a class=&quot;undefined&quot; href=&quot;http://www.ilfoglio.it/&quot;&gt;&quot;Il Foglio&quot;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;. Sono sin d'ora aperte le scommesse sui tempi necessari alla &lt;a class=&quot;undefined&quot; href=&quot;http://www.rtsi.ch/prog/rtsi/welcome.cfm&quot;&gt;RTSI&lt;/a&gt;, ai giornali ticinesi e a &lt;a class=&quot;undefined&quot; href=&quot;http://www.swisstxt.ch/TSI/100-00.html&quot;&gt;SwissTXT&lt;/a&gt; per informare i loro lettori.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Aggiornamento: &lt;a class=&quot;undefined&quot; href=&quot;http://jimmomo.blogspot.com/2006/01/saddam-addestrava-i-terroristi.html&quot;&gt;JimMomo&lt;/a&gt; ne aveva già parlato due giorni fa...&lt;/p&gt; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/12/17/privatizziamo-giuliana-sgrena.html</guid> <title>Privatizziamo Giuliana Sgrena</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/12/17/privatizziamo-giuliana-sgrena.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Iraq</category>  <category>Società</category>   <pubDate>Sat, 17 Dec 2005 09:00:00 +0100</pubDate> <description> &lt;p&gt;Ognuno ha il diritto di pensare e scrivere quello che vuole, così come sono libero di pensare che chi scrive cose a mio avviso&amp;nbsp; vomitevoli sia una persona spregevole. Giuliana Sgrena, la giornalista comunista rapita in Iraq dai suoi amici resistenti, è quindi libera di simpatizzare per assassini e terroristi e di sostenere tutte le puttanate che vuole sulla situazione irachena. Cose, per intenderci, come questa: &lt;em&gt;&quot;chi lotta per la liberazione del proprio paese non è un terrorista, anche se usa mezzi inaccettabili e condannabili come il sequestro di civili o l'uso della violenza per imporre le proprie scelte&quot;&lt;/em&gt; ( &lt;a class=&quot;undefined&quot; href=&quot;http://www.ilmanifesto.it/&quot;&gt;&quot;Il Manifesto&quot;&lt;/a&gt; del 10 dicembre, grazie a &lt;a class=&quot;undefined&quot; href=&quot;http://freedomland.ilcannocchiale.it/&quot;&gt;&quot;Freedomland&quot;&lt;/a&gt; per la segnalazione). Veniamo ora al punto: che io provi disprezzo per una persona simile è in definitiva irrilevate. Molto meno irrilevante è che questa signora sia stata, e&amp;nbsp;probabilmente lo è ancora, una collaboratrice della &lt;a class=&quot;undefined&quot; href=&quot;http://www.rtsi.ch/prog/rtsi/welcome.cfm&quot;&gt;RTSI&lt;/a&gt;, la radio-televisione di Stato finanziata con i soldi sottratti con la forza della coercizione pubblica ai cittadini di questo paese. Finanziata quindi con i miei e con quelli delle persone (ne conosco più di una, ve lo assicuro) che condividono la mia opinione. Quando penso che il frutto delle mie fatiche professionali mi è stato o mi è&amp;nbsp;tuttora parzialmente sottratto per finire nelle tasche di questa giornalista, mi arrabbio e di molto. E' ora di abolire il canone, altro che distribuirlo alle TV private, e di privatizzare la &lt;a class=&quot;undefined&quot; href=&quot;http://www.srgssrideesuisse.ch/&quot;&gt;SRG SSR Idée Suisse&lt;/a&gt;. Voglio poter scegliere cosa fare di ciò che mi appartiene. Voglio poter destinare il mio denaro a chi lo ritengo meritevole, nell'ambito di uno scambio liberamente accettato. Ridatemi la mia libertà. E' chiedere troppo?&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;PS:&lt;/strong&gt; io di &lt;a class=&quot;undefined&quot; href=&quot;http://www.mariosechi.net/2005/12/16/i-fieri-resistenti-iracheni-uccidono-quattro-bambini/&quot;&gt;amici&lt;/a&gt; simili non ne voglio.&lt;/p&gt; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/12/13/saddam-hussein-in-cifre.html</guid> <title>Saddam Hussein in cifre</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/12/13/saddam-hussein-in-cifre.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Iraq</category>   <pubDate>Tue, 13 Dec 2005 09:40:00 +0100</pubDate> <description> &lt;p&gt;Più di due milioni di morti, 500'000 dispersi, 4500 villaggi distrutti, 1,5 milioni di persone rese disabili o torturate: sono queste le cifre che riassumono meglio di qualsiasi altra analisi di politica internazionale i 35 anni di regno di Saddam Hussein. Sono queste le cifre che fanno dell'ex rais di Baghdad uno dei più sanguinari dittatori del XX Secolo. Sono queste le cifre che giustificano moralmente l'intervento militare in Iraq. Sono queste le cifre che i pacifisti non dovrebbero mai dimenticare.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Fonte:&lt;/strong&gt; &lt;a class=&quot;undefined&quot; href=&quot;http://www.amazon.fr/exec/obidos/ASIN/2915056269/402-4927841-6232924&quot;&gt;&quot;Le livre noir de Saddam Hussein&quot;.&lt;/a&gt;&amp;nbsp;Una breve recensione delle 700 pagine dell'opera, che ha riunito una ventina di ricercatori e giornalisti occidentali, la trovate &lt;a class=&quot;undefined&quot; href=&quot;http://www.libres.org/francais/livre_semaine/kutschera_hussein_2005.htm&quot;&gt;qui&lt;/a&gt; .&lt;/p&gt; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/12/01/fosforo-bianco-gli-obiettivi-dell-operazione-mediatica.html</guid> <title>Fosforo bianco: gli obiettivi dell'operazione mediatica</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/12/01/fosforo-bianco-gli-obiettivi-dell-operazione-mediatica.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Iraq</category>  <category>Stati Uniti</category>   <pubDate>Thu,  1 Dec 2005 21:17:44 +0100</pubDate> <description> Ho apprezzato moltissimo in queste ultime ultime settimane il lavoro svolto dai blogger di &lt;a class=&quot;undefined&quot; href=&quot;http://www.tocque-ville.it/&quot;&gt;&quot;Tocque-Ville&quot;&lt;/a&gt; , in particolare &lt;a class=&quot;undefined&quot; href=&quot;http://wellington.ilcannocchiale.it/&quot;&gt;Wellington&lt;/a&gt;, &lt;a class=&quot;undefined&quot; href=&quot;http://herakleitos.ilcannocchiale.it/&quot;&gt;Herakleitos&lt;/a&gt; e &lt;a class=&quot;undefined&quot; href=&quot;http://ideazione.blogspot.com/&quot;&gt;The Right Nation&lt;/a&gt; (mi scuseranno gli altri),&amp;nbsp; sull' &quot;inchiesta giornalistica&quot; di Rainews24 circa l'uso del forforo bianco a Fallujia da parte dell'esercito americano. Sul tema interviene oggi anche l'esperto di questioni militari Gianandrea Gaiani, direttore del sito &lt;a class=&quot;undefined&quot; href=&quot;http://www.analisidifesa.it/&quot;&gt;Analisi Difesa&lt;/a&gt; , che conferma le tesi dei già citati blogger. Questa la conclusione dell'&lt;a class=&quot;undefined&quot; href=&quot;http://cca.analisidifesa.it/it/magazine_8034243544/numero64/article_584185534124257328235270057418_7505023515_0.jsp&quot;&gt;editoriale&lt;/a&gt;: &lt;em&gt;&quot;l’intera questione pare in realtà l’ennesima operazione mediatica tesa a delegittimare gli anglo-americani e la Coalizione mettendo sullo stesso piano i soldati statunitensi che combattono in Iraq e i guerriglieri e terroristi che finora hanno ucciso quasi 2.000 militari della Coalizione ma anche più di 20.000 civili iracheni, le armi di distruzione di massa di Saddam e quelle di Bush. Non ne siamo stupiti: dopo le speculazioni sulle vittime civili di ”Iraqi Freedom“, sul sequestro Sgrena e delle due Simone, su&amp;nbsp;Abu Ghraib, il caso Calipari e dopo le collette antimperialiste per finanziare la resistenza irachena abbiamo fatto il callo (e lo stomaco) a tutto.&quot;&lt;/em&gt; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/10/25/l-iraq-dice-si-alla-costituzione-la-liberta-avanza.html</guid> <title>L'Iraq dice sì alla Costituzione, la libertà avanza</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/10/25/l-iraq-dice-si-alla-costituzione-la-liberta-avanza.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Iraq</category>   <pubDate>Tue, 25 Oct 2005 17:38:44 +0200</pubDate> <description> L'Iraq ha una nuova Costituzione, approvata a larghissima maggioranza. E' un risultato storico. Il 63% della popolazione ha sfidato nuovamente i terroristi e i fedelissimi di un dittatore sanguinario per ribadire la volontà di costruire una società più rispettosa dell'Uomo. La Svizzera è un paese in cui si vota 3-4 volte l'anno su svariati temi. E' una paese dove ci si può esprimere per corrispondenza quasi ovunque. Eppure la partecipazione fatica a superare il 45%. Mi chiedo se noi europei, liberi e pantofolai, ci rendiamo veramente conto di cosa possa significare rischiare la propria vita per andare a votare. Qualche anno fa molta di questa gente non aveva nemmeno il diritto di parola. E vero che i problemi da superare sono ancora molti, ma la minoranza sunnita questa volta si è recata alle urne, esprimendo un &quot;no&quot; tanto legittimo quanto rispettoso del processo democratico che le ha consentito di esprimerlo. Che dopo decenni di una dittatura sanguinaria sussistano tensioni, diffidenze e paure mi sembra più che comprensibile. Ci vorranno anni per normalizzare del tutto la situazione. Chi crede nelle soluzioni rapide diffonde facili illusioni. Ciò che invece non è un'illusione è il successo parziale della strategia di George Bush. Sì, parziale, perché come ha giustamente scritto Ayn Rand: &lt;em&gt;&quot;l'invasione di un paese in cui vige la schiavitù è moralmente giustificata unicamente se l'invasore creerà un sistema sociale libero, vale a dire un sistema fondato sul rispetto dei diritti individuali&quot;.&lt;/em&gt; Malgrado tutti gli errori di percorso, ma chi non ne avrebbe commessi, la direzione è quella giusta. E gli iracheni lo hanno capito. Auguri. </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/08/23/costituzione-irachena-un-passo-decisivo.html</guid> <title>Costituzione irachena: un passo decisivo?</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/08/23/costituzione-irachena-un-passo-decisivo.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Iraq</category>   <pubDate>Tue, 23 Aug 2005 17:00:00 +0200</pubDate> <description> &lt;p&gt;&lt;em&gt;&quot;Molte notizie in una. La prima: in Iraq i parlamentari sciiti, curdi e sunniti democraticamente eletti hanno trovato l’accordo per una bozza di Costituzione. La seconda: lo Stato cessa di essere “arabo” e diventa invece federale. La terza: il tentativo di una forte caratterizzazione confessionale della legislazione è stato sconfitto perché “l’Islam è una delle fonti principali della legislazione e non vi può essere legge che confligga coi suoi principi”. “Una delle”, non “la” fonte, quindi. Questa definizione è molto più avanzata di quella della Costituzione dell’Egitto del 1980&quot;.&lt;/em&gt; &lt;a class= &quot;undefined&quot; href=&quot;http://www.ilfoglio.it/articolo.php?idoggetto=24138&quot;&gt;Qui&lt;/a&gt; la versione integrale dell'analisi de &lt;a class=&quot;undefined&quot; href= &quot;http://www.ilfoglio.it/&quot;&gt;&quot;Il Foglio&quot;&lt;/a&gt; di oggi, dalla quale traspare ottimismo per il futuro. Un ottimismo che non possiamo che condividere. Nonostante le bombe e gli attentatori-suicidi, la popolazione sembra aver infatti colto l'importanza storica della posta in gioco. Che sia questo il passo decisivo che segna la definitiva sconfitta dei fedelissimi di Saddam e dei terroristi islamici?&lt;/p&gt; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/08/19/c-e-chi-ha-compreso-la-strategia-di-bush-al-qaida.html</guid> <title>C'è chi ha compreso la strategia di Bush: Al Qaida</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/08/19/c-e-chi-ha-compreso-la-strategia-di-bush-al-qaida.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Iraq</category>   <pubDate>Fri, 19 Aug 2005 18:30:00 +0200</pubDate> <description> &lt;em&gt;&quot;Questa volta il saggio da leggere, per capire in profondità il significato del “regime change” realizzato dagli americani nei palazzi di Baghdad e la nascita della nuova democrazia irachena, l’ha scritto un terrorista, affiliato ad al Qaida e intimo di Osama bin Laden. Il bello è che la tesi di fondo di tutto il libro è ineccepibile, anche se l’autore la considera con timore e orrore. E’ questa: “La macchina bellica degli Stati Uniti non dovrebbe essere la prima preoccupazione per i musulmani. Quello che invece minaccia l’islamismo, la sua stessa sopravvivenza, è la democrazia degli americani”. Il titolo, reperibile in formato digitale su internet, è “Il futuro dell’Iraq e della penisola arabica dopo la caduta di Baghdad”. (...) Il libro qaidista, anche se la sua pubblicazione risale all’agosto di due anni fa, mette a fuoco la situazione con esattezza. “La minaccia di gran lunga più pericolosa per l’islamismo è la democrazia”, molto più delle altre forme in cui la terribile e millenaria lotta tra fedeli e infedeli si è manifestata fino a oggi. La ragione, come è spiegato per l’intera lunghezza di un capitolo, sta nelle “capacità di seduzione del sistema democratico”. “Questo sistema degli infedeli persuade le persone che esse sono responsabili del loro destino e che, usando assieme la ragione, possono condurre una propria politica e approvare leggi come meglio sembra loro. Questo li porta a ignorare le leggi inalterabili promulgate da Dio per l’intero genere umano, e codificate nella sharia islamica fino alla fine dei tempi. La democrazia cancella l’autorità della sharia sulla società ed è in totale conflitto con la sua forma e la sua sostanza. Dio onnipotente ha stabilito che non c’è altro governo che non quello religioso. La democrazia, al contrario, dice che il governo è fatto dalla maggioranza del popolo”. “L’obiettivo della democrazia – il terrorista saggista si mette paura – è fare sì che i musulmani amino questo mondo, dimentichino l’altro mondo (quello ultraterreno dove le 72 vergini sono in attesa) e abbandonino il jihad. Se instaurata per un tempo ragionevolmente lungo in un qualsiasi paese islamico, la democrazia porterebbe alla prosperità economica”, e questo, egli teme, renderebbe i musulmani riluttanti a immolarsi nel martirio in difesa della loro fede. L’autore è Yussuf al Ayyeri, seguace e guardia personale di bin Laden in Afghanistan, (...) fu ucciso, nel giugno del 2003, in uno scontro a fuoco con le forze di sicurezza saudita. Nel saggio l’ideologo di al Qaida batte soprattutto, con lucidità crudele, su un punto: è vitale (per loro) prevenire la stabilizzazione e la normalizzazione dell’Iraq. I jihadisti devono a tutti i costi impedire che siano tenute libere elezioni (e qui hanno già fallito) e che sia creato un governo democratico (e qui stanno fallendo), perché “ se la democrazia arriva in Iraq, il prossimo bersaglio della democratizzazione sarà l’intero mondo islamico”. Sentite ancora: “Il destino dell’Iraq non sarà diverso da quello toccato all’Afghanistan. La corruzione del paese è là una tattica americana appoggiata fortemente dal governo. Per rafforzare la corruzione in Iraq, agli iracheni sarà insegnato come cooperare con le autorità e come migliorare le condizioni sociali e civili. Agli iracheni, in particolare alle donne, sarà offerta la possibilità di contribuire a prendere decisioni politiche in pubblico. Questo piano correrà lungo quattro assi. Il primo, per esempio, sarà quello di stabilire un sistema correttivo in Iraq che assicuri la libertà per tutti, risponda alle necessità di base del paese, migliori la sanità pubblica e combatta le malattie”. Non poteva essere detto meglio&quot;.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;Fonte:&lt;/strong&gt; &lt;a class=&quot;undefined&quot; href= &quot;http://www.ilfoglio.it/&quot;&gt;&quot;Il Foglio&quot;&lt;/a&gt; di venerdì 19 agosto, estratto dell'articolo di Daniele Raineri dal titolo: &lt;a class=&quot;undefined&quot; href= &quot;http://www.ilfoglio.it/downloadpdf.php?id=41233&amp;amp;pass=&quot;&gt;&quot;Al Qaida ha ragione&quot;.&lt;/a&gt; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/08/05/cresce-l-ottimismo-tra-gli-iracheni.html</guid> <title>Cresce l'ottimismo tra gli iracheni</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/08/05/cresce-l-ottimismo-tra-gli-iracheni.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Iraq</category>   <pubDate>Fri,  5 Aug 2005 19:30:00 +0200</pubDate> <description> &lt;p&gt;In Iraq va tutto male vero? La guerra civile è imminente! La Radio svizzera di lingua italiana ce lo ripete un giorno su due.&amp;nbsp;Strano però; se così fosse, come&amp;nbsp;spiegare i risultati di questo &lt;a class=&quot;undefined&quot; href= &quot;http://chrenkoff.blogspot.com/2005/08/whence-optimism.html&quot;&gt;sondaggio&lt;/a&gt;&amp;nbsp;condotto in aprile dall'International Republican Institute? &amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;Domanda: L'Iraq si sta muovendo nella giusta direzione?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; Il 67% ha risposto di &quot;sì&quot; (era il 54% nel maggio/giugno del 2004)&lt;br /&gt; Il 20% ha risposto di &quot;no&quot; (contro il 39% di un anno prima)&lt;br /&gt; Il 12% non sa (era il 9% a metà 2004)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;Domanda: Come pensa che saranno le sue condizioni di vita tra un anno?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; Migliori per l'82% (contro il 65% del 2004)&lt;br /&gt; Peggiori per il 2% (erano il 15% un anno fa)&lt;br /&gt; Le medesime per il 2% (in calo del 10% rispetto all'anno scorso)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La percentuale della popolazione sunnita convinta che l'Iraq stia andando nella giusta direzione è del 40%, contro il 33% del maggio/giugno 2004 e il 15% del dicembre 2004/gennaio 2005.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(Grazie a &lt;a class=&quot;undefined&quot; href=&quot;http://freethoughts.splinder.com/&quot;&gt;Free Thoughts&lt;/a&gt; per la segnalazione)&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/08/02/i-deliri-di-prodi-sull-iraq.html</guid> <title>I deliri di Prodi sull'Iraq</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/08/02/i-deliri-di-prodi-sull-iraq.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Iraq</category>  <category>Politica internazionale</category>   <pubDate>Tue,  2 Aug 2005 08:46:07 +0200</pubDate> <description> &lt;p&gt;Romano Prodi si candida a governare l'Italia. Le sue ultime uscite sulle forze italiane quali truppe di occupazione in Iraq hanno letteralmente mandato in bestia l'amico Gianandrea Gaiani, direttore di &lt;a class=&quot;undefined&quot; href= &quot;http://www.analisidifesa.it/&quot;&gt;Analisi Difesa&lt;/a&gt;. &lt;a class=&quot;undefined&quot; href= &quot;http://cca.analisidifesa.it/it/magazine_8034243544/numero4/article_674081124054684624004080058614_4772136123_0.jsp&quot;&gt; Qui&lt;/a&gt; trovate la versione integrale. Di seguito alcuni passaggi: &lt;em&gt;&quot;Sapevamo da un bel pezzo quale fosse lo spessore della&amp;nbsp; classe politica italiana e non pensavamo certo di poterci ancora stupire di fronte a dichiarazioni grossolane, imprecise, inadeguate e che soprattutto denotano assoluta mancanza di conoscenza del tema che si affrontano. A mandare a fondo il nostro cinico realismo ha pensato Romano Prodi (...)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;Sarebbe quindi il caso che il Professore studiasse un po’ meglio la materia specie se ha l’ambizione di diventare premier. (...)&lt;br /&gt; Le truppe italiane non sono mai state d’occupazione e, attualmente, vengono percepite come ”occupanti“ solo dai terroristi i quali sono peraltro incoraggiati a colpirci proprio da affermazioni gravi, gratuite e scorrette come quelle di Prodi, affermazioni che offendono lo stesso esecutivo di Baghdad. A meno che il leader dell’Unione, una volta premier, intenda non riconoscere come legittimo l’attuale governo iracheno che ci chiede di mantenere le truppe nel Dhiqar e a quel punto accreditare il nostro ambasciatore a Baghdad direttamente presso Zarqawi&amp;nbsp; o qualche nipote di Saddam alla testa della ”resistenza irachena“ ! (...)&lt;br /&gt; Permetta un consiglio, caro professore. A Ferragosto lasci a casa la bicicletta, rinunci per qualche giorno a mortadella e tortellini e si imbarchi su un C-130 dell’Aeronautica diretto a Tallil. (...) Se poi non si farà spaventare dal caldo torrido con qualche passeggiata in giro per il Dhiqar potrebbe anche scoprire che ” il compito di aiutare la ricostruzione del paese“ il contingente italiano lo sta svolgendo con successo e ampi riconoscimenti da oltre due anni !!&amp;nbsp;&quot;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/07/29/altre-buone-notizie-dall-iraq.html</guid> <title>Altre buone notizie dall'Iraq</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/07/29/altre-buone-notizie-dall-iraq.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Iraq</category>   <pubDate>Fri, 29 Jul 2005 14:35:00 +0200</pubDate> <description> &lt;p&gt;Ci sono altre cifre (ne avevamo parlato &lt;a class=&quot;undefined&quot; href= &quot;http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/07/07/iraq-le-notizie-ignorate-dal-mainstream-mediatico-non-parla.html&quot;&gt; qui&lt;/a&gt; ) che testimoniano della ripresa dell'attività economica in Iraq. Nonostante le bombe, i terroristi e i kamikaze, si moltiplicano i segnali che dimostrano come le condizioni economiche siano sin d'ora migliori rispetto al periodo precedente la guerra che ha rovesciato Saddam Hussein.&lt;br /&gt; a) Le ore di elettricità sono crescite da 10 a 13,3. Il sistema energetico non riesce a soddisfare la domanda passa da 110'000 a 160'000 mega watt l'ora.&lt;br /&gt; b) La disoccupazione ha subito un calo tra il 10 e il 30%&lt;br /&gt; c) prima della guerra gli abbonamenti telefonici erano 800'000, ora sono 3,8 milioni, pari a un incremento di oltre il 350%&lt;br /&gt; d) Il traffico di autombili è salito del 400%.&lt;br /&gt; e) Internet era una realtà per 4'500 persone prima della guerra, ora sono in 147.000 ad avere accesso alla rete (queste cifre non comprendono gli Internet Caffé)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(Grazie a &lt;a class=&quot;undefined&quot; href=&quot;http://www.bloggers.it/ispirati/&quot;&gt;&quot;Il motel dei Polli Ispirati&quot;&lt;/a&gt; per la segnalazione)&lt;/p&gt; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/07/26/l-altro-volto-dei-marines-in-iraq.html</guid> <title>L'altro volto dei marines in Iraq</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/07/26/l-altro-volto-dei-marines-in-iraq.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Iraq</category>  <category>Stati Uniti</category>   <pubDate>Tue, 26 Jul 2005 15:15:00 +0200</pubDate> <description> &lt;p&gt;&lt;a class=&quot;undefined&quot; href= &quot;http://www.sorvegliatospeciale.splinder.com/1122371009#5368636&quot;&gt;Immagini come queste&lt;/a&gt; le avete già viste alla RTSI? E sui giornali ticinesi? E su altri organi di informazione di massa? Grazie a &lt;a class=&quot;undefined&quot; href= &quot;http://sorvegliatospeciale.splinder.com/&quot;&gt;Il sorvegliato speciale&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/07/08/la-radio-svizzera-di-lingua-italiana-fa-disinformazione.html</guid> <title>Bugie firmate Radio svizzera di lingua italiana</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/07/08/la-radio-svizzera-di-lingua-italiana-fa-disinformazione.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Iraq</category>   <pubDate>Fri,  8 Jul 2005 12:07:38 +0200</pubDate> <description> Ripetere regolarmente una bugia non la trasforma in verit&amp;agrave;. Una bugia &amp;egrave; una bugia,&amp;nbsp;e&amp;nbsp;quella che ha&amp;nbsp;raccontato gioved&amp;igrave; mattina la&amp;nbsp;Radio svizzera di lingua italiana &amp;egrave; una bugia bella e buona.&amp;nbsp; Nel corso del&amp;nbsp;radiogiornale delle 08h00 ci hanno nuovamente propinato la teoria secondo&amp;nbsp;la quale&amp;nbsp;George Bush&amp;nbsp;ha mentito sulla vicenda Saddam Hussein - uranio - Niger.&amp;nbsp;Se lo dicono a Besso deve essere&amp;nbsp;vero, si dice l'ignaro ascoltarore.&amp;nbsp;E poi Bush non &amp;egrave; un cattivo guerrafondaio bugiardo.&amp;nbsp;Invece non &amp;egrave; cos&amp;igrave;.&amp;nbsp;Nel famoso discorso sullo Stato dell'Unione, il presidente americano non si sbagli&amp;ograve;. I fatti, quelli che alla RSI continuano a fingere di non conoscere, sono questi (copiamo &lt;a class=&quot;undefined&quot; href=&quot;http://www.ilfoglio.it/uploads/camillo/WILSONDAVANZO.html&quot;&gt;quanto scritto proprio oggi sul tema&lt;/a&gt; da Christian Rocca sul blog&lt;a class=&quot;undefined&quot; href=&quot;http://www.ilfoglio.it/camillo/&quot;&gt; Camillo&lt;/a&gt;): &lt;em&gt;la Comissione sull'11 settembre&amp;nbsp;e poi una commissione indipendente britannica guidata da Lord Butler ( &amp;quot;We conclude that the statement in President Bush's State of the Union Address of 28 January 2003 that `The British Government has learned that Saddam Hussein recently sought significant quantities of uranium from Africa' was well-founded&amp;quot;) e poi il Washington Post, il New York Times, il Financial Times, hanno confermato che la storia era... vera. Dunque: Bush inser&amp;igrave; 16 parole nel discorso sullo Stato dell&amp;rsquo;Unione, con le quali diceva che ai servizi inglesi risultava che Saddam aveva cercato di acquisire uranio arricchito in Niger (&amp;quot;The British government has learned that Saddam Hussein recently sought significant quantities of uranium from Africa&amp;quot;). Cheney mand&amp;ograve;, su suggerimento dell&amp;rsquo;agente Cia Valerie Plame il di lei marito Joseph Wilson a controllare. Wilson and&amp;ograve;, trov&amp;ograve; conferma che un ministro di Saddam aveva chiesto al premier del Niger di acquistare uranio ed anche che il premier del Niger gli spieg&amp;ograve; che era difficile farlo, viste le sanzioni ONU sull&amp;rsquo;Iraq. Wilson, quindi, torn&amp;ograve; scrisse un rapporto alla CIA (sulla base del quale Bush parl&amp;ograve; alla nazione), ma poi scrisse un articolo per il NYT nel quale fece attenzione a dire di non aver trovato la prova dell&amp;rsquo;avvenuta vendita. Attenzione: dell&amp;rsquo;avvenuta vendita, non del tentativo di acquisto, cio&amp;egrave; dell&amp;rsquo;accusa di Bush&amp;quot;.&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/07/07/titolo.html</guid> <title>Il terrorismo: massacri senza futuro</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/07/07/titolo.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Iraq</category>  <category>Politica internazionale</category>  <category>Stati Uniti</category>   <pubDate>Thu,  7 Jul 2005 22:50:00 +0200</pubDate> <description> &lt;p&gt;C'&amp;egrave; chi dice che abbiamo una strategia, e probabilmente &amp;egrave; vero. Essa ha per&amp;ograve; degli enormi limiti. Perch&amp;eacute;? Perch&amp;eacute;&amp;nbsp;&amp;egrave; a corto termine. Comincia e finisce con le vittime che riesce a provocare. Non ha nessuna prospettiva. Saranno anche bravi ad organizzarsi, ad eludere i controlli e a far perdere le loro tracce, ma sono e restano dei benemeriti idioti. Avete capito bene. Ho scritto idioti. Anche gli idioti possono compiere un massacro, ma ci&amp;ograve; non toglie che sono e rimangono degli idioti. Mettiamocelo bene in testa: non abbiamo a che fare&amp;nbsp;con&amp;nbsp;persone intelligenti. La ragione &amp;egrave; semplice: se cos&amp;igrave; fosse&amp;nbsp;non si comporterebbero da terroristi. Certo, riescono di tanto in tanto&amp;nbsp;a provocare molte vittime, ma restano degli imbecilli.&amp;nbsp;Non hanno, per fortuna, una visione a lungo termine. La loro &amp;egrave; una stategia perdente dal momento che passano all'azione. E' cos&amp;igrave; da sempre. Nel 1989, Edward Luttwak&amp;nbsp;pubblic&amp;ograve; un libro dal titolo:&amp;nbsp;&lt;a class=&quot;undefined&quot; href=&quot;http://www.libreriauniversitaria.it/BIT/8817869821/Strategia__La_logica_della_guerra_e_della_pace.htm&quot;&gt;&amp;quot;Strategia,&amp;nbsp;la logica della guerra e della pace&amp;quot;&lt;/a&gt;.&amp;nbsp;Il volume dell'analista strategico-militare americano &amp;egrave;&amp;nbsp;tornato nelle librerie&amp;nbsp;poco dopo gli attentati dell'11 settembre 2001, con una prefazione dedicata&amp;nbsp;agli attentati alle Torri Gemelle.&amp;nbsp;Essa rimane valida&amp;nbsp;anche&amp;nbsp;oggi, a&amp;nbsp;poche ore dall'attacco terroristico contro la capitale britannica.&amp;nbsp;Scrive Edward Luttwak: il terrorismo &lt;em&gt;&amp;quot;potr&amp;agrave; procurare distruzione ed esultanza a coloro che si nutrono&amp;nbsp;di odio, forse soddisfazione a chi &amp;egrave; spinto da propositi di vendetta, o persino piacere fisico ai sadici, ma non pu&amp;ograve; conseguire la vittoria sotto alcun aspetto, si tratti della resa del nemico, della conquista materiale, o tramite concessioni estorte. (...) Il terrorismo finisce per danneggiare la causa che i terroristi affermano di sostenere, in una misura che varia da una distorta immagine pubblica fino all'annientamento della causa stessa. (...) E' inutile cercare esempi di vittorie dei terroristi. La ferrea logica della strategia ne determina la loro impossibilit&amp;agrave;:&amp;nbsp;la violenza di pochi non pu&amp;ograve; cambiare l'equilibrio delle potenze.&amp;nbsp;Anche se riescono a provocare morte e distruzione, i deboli che attaccano i forti rimangono sempre deboli, e i forti rimangono sempre forti. Ma il terrorismo stimola i forti a perseguire i terroristi e, se possibile, annientarli. (...) Quello che distingue il terrorismo e lo condanna alla sconfitta &amp;egrave; la professione della violenza. (...) Nessuna guerriglia pu&amp;ograve; essere condotta da un pugno di estremisti, cos&amp;igrave; come nessuna rivoluzione o colpo di Stato militare&amp;quot;. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/07/07/iraq-le-notizie-ignorate-dal-mainstream-mediatico-non-parla.html</guid> <title>Iraq: le notizie ignorate dal mainstream mediatico</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/07/07/iraq-le-notizie-ignorate-dal-mainstream-mediatico-non-parla.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Iraq</category>   <pubDate>Thu,  7 Jul 2005 09:00:00 +0200</pubDate> <description> &lt;p&gt;Riprendiamo la&amp;nbsp;&lt;a class=&quot;undefined&quot; href=&quot;http://jimmomo.blogspot.com/2005/07/good-news-sulliraq-bad-per-alcuni.html&quot;&gt;segnalazione &lt;/a&gt;di &lt;a class=&quot;undefined&quot; href=&quot;http://jimmomo.blogspot.com/&quot;&gt;Jimmomo&lt;/a&gt; e vi consigliamo di leggere &lt;a class=&quot;undefined&quot; href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=38296&quot;&gt;questo articolo&lt;/a&gt; scritto da David Frum per &lt;a class=&quot;undefined&quot; href=&quot;http://www.ilfoglio.it/&quot;&gt;&amp;quot;Il Foglio&amp;quot;&lt;/a&gt; del 6 luglio. I giornali ticinesi e svizzeri difficilmente ne parleranno. Di seguito uno dei passaggi centrali: &lt;em&gt;&amp;quot;Le statistiche economiche pi&amp;ugrave; recenti diffuse dal ministero delle Finanze iracheno mostrano che l'economia del paese sta crescendo a un ritmo annuale del 17 per cento. La disoccupazione si &amp;egrave; addirittura dimezzata, da circa il 60 per cento nel 2003 a meno del 30 per cento attuale. Il reddito pro capite sta registrando un incremento da meno di 700 dollari al momento della liberazione ai 1200 dollari previsti per il 2007. Circa 4,3 milioni di bambini iracheni sono attualmente iscritti a scuola. La retribuzione degli insegnanti &amp;egrave; salita di oltre il 600 per cento rispetto ai livelli precedenti il conflitto. Sono sorti mezzi di comunicazione indipendenti: circa 23 canali televisivi commerciali, 80 stazioni radio e 170 quotidiani e riviste. L'ambiente in Iraq sta diventando pi&amp;ugrave; vivibile, mano a mano che gli ingegneri americani fanno saltare le dighe che hanno prosciugato e avvelenato le paludi dell'Iraq meridionale e consentono pertanto alla popolazione dei Ma dan di fare ritorno alle antiche dimore. Per la prima volta, l'opinione pubblica irachena viene sottoposta a sondaggi secondo criteri scientifici. Maggioranze consistenti affermano ora che l'Iraq si sta muovendo nel la &amp;quot;giusta direzione&amp;quot;, e che, da qui a un anno, si attendono un miglioramento della loro vita rispetto ad oggi&amp;quot;.&amp;nbsp; &lt;/em&gt;&lt;/p&gt; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/07/05/iraq-quando-la-guerriglia-combatte-la-guerriglia.html</guid> <title>Iraq: quando la guerriglia combatte la guerriglia</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/07/05/iraq-quando-la-guerriglia-combatte-la-guerriglia.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Iraq</category>   <pubDate>Tue,  5 Jul 2005 10:30:00 +0200</pubDate> <description> C'&amp;egrave; un aspetto del conflitto iracheno tuttora poco conosciuto: quello degli &lt;a class=&quot;undefined&quot; href=&quot;http://www.telegraph.co.uk/news/main.jhtml?xml=/news/2005/07/04/wirq04.xml&amp;sSheet=/news/2005/07/04/ixworld.html&quot;&gt;scontri&lt;/a&gt; tra fazioni della guerriglia. Ne parla in questo &lt;a class=&quot;undefined&quot; href=&quot;http://www.ludovicmonnerat.com/archives/2005/07/irak_red_on_red.html&quot;&gt;interessante post&lt;/a&gt; l'analista di questioni militari Ludovic Monnerat, che tra l'altro scrive:&amp;nbsp; &lt;em&gt;&amp;quot;Il principale fattore di convergenza, vale a dire il rifiuto della presenza militare americana (porre fine alla presenza USA &amp;egrave; essenziale per gli uni per riprendere il potere, per gli altri per imporre il fondamentalismo islamico), &amp;egrave; diventato meno forte dei fattori di divergenza, come le differenze di nazionalit&amp;agrave; e di pratica religiosa&amp;quot;.&lt;/em&gt; Si tratta di una &amp;quot;&lt;em&gt;dimensione essenziale&amp;nbsp; dei confitti di bassa intensit&amp;agrave;&amp;quot;&lt;/em&gt; che gli eserciti &lt;em&gt;&amp;quot;tendono a dimenticare&amp;quot;.&lt;/em&gt; A termine &lt;em&gt;&amp;quot;&amp;egrave; pi&amp;ugrave; efficace sopprimere la ragioni di battersi che gli uomini pronti a battersi&amp;quot;.&lt;/em&gt;&amp;nbsp; L'obiettivo della coalizione dei volonterosi deve quindi essere quello di &lt;em&gt;&amp;quot;influenzare le intenzioni&amp;nbsp;e non i metodi di lotta&amp;quot;&lt;/em&gt;. </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/07/01/talabani_conferma_i_progressi_in_iraq.html</guid> <title>Talabani conferma i progressi in Iraq</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/07/01/talabani_conferma_i_progressi_in_iraq.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Iraq</category>   <pubDate>Fri,  1 Jul 2005 00:05:00 +0200</pubDate> <description> Pubblichiamo qui di seguito un estratto dell'intervista rilasciata dal presidente iracheno Jalal Talabani allo Spiegel Online, così come riproposta dal blog &lt;a href=&quot;http://liberopensiero.ilcannocchiale.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&quot;Liberopensiero&quot; &lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;SPIEGEL:&lt;/strong&gt; (...) Molti iracheni sostengono che anche se Saddam era un dittatore sanguinario, durante il suo regime l’aria condizionata funzionava tutto il giorno e loro potevano madare i figli a scuola senza temere per la lloro vita.&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Talabani:&lt;/strong&gt; Lei dipinge un quadro fuorviante. Quando perdemmo la guerra in Kuwait l’elettricità mancava in molte parti del paese e le acque di scolo di Baghdad si riversavano direttamente nel Tigri. Le condizioni di vita erano catastrofiche. Un medico guadagnava 15 dollari al mese; oggi ne guadagna diverse centinaia. Anche il salario degli agenti di polizia è cresciuto di più di dieci volte. L’Iraq non è fatto solo di Ramadi e di Fallujah. Noi possiamo vantare diversi successi.&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;SPIEGEL:&lt;/strong&gt; Ma non sul piano della sicurezza. Ci sono circa 70 attacchi al giorno. Solo nel mese di maggio sono state uccise 900 persone. La situazione si fa sempre più minacciosa.&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Talabani:&lt;/strong&gt; Ma questo non prova che i terroristi stiano vincendo. E’ solo una prova della loro barbarica crudeltà. Effettivamente abbiamo grossi problemi con le autobomba, ma non è un fenomeno che nasce in Iraq. Mercoledì scorso i terroristi si vantavano di aver messo insieme il primo commando suicida composto interamente da iracheni. E’ la prova che questo tipo di terrorismo ci è imposto dall’esterno.&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;SPIEGEL:&lt;/strong&gt;Ha informazioni specifiche sulla provenienza dei mujahedin stranieri?&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Talabani:&lt;/strong&gt; E’ difficile fornire delle cifre, ma abbiamo arrestato gente di vari paesi, inclusi il Pakistan e l’Egitto, la Palestina e l’Algeria. Molti arrivano dall’Arabia Saudita. Il wahabismo estremista dell’Arabia Saudita è la maggior fonte di terrorismo.&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;SPIEGEL:&lt;/strong&gt; Gli Stati Uniti accusano anche l’Iran di mandare terroristi in Iraq.&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Talabani:&lt;/strong&gt; Non credo che sia vero. Di iraniani non ne arrivano. E perché dovrebbero, visto che i loro fratelli sciito governano il paese?&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;SPIEGEL:&lt;/strong&gt; Chi pensa che rappresenti il pericolo maggiore in Iraq – i jihadisti stranieri o i lealisti del partito Baath?&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Talabani:&lt;/strong&gt; I sostenitori di Saddam sono attivi solo in aree limitate, come il Triangolo sunnita, dove risiedevano in passato. Non sono loro il pericolo peggiore. Il nostro maggiore problema è al Qaeda e tutte le sue ramificazioni islamiste. Ma anche contro questi gruppi abbiamo avuto grandi successi. Fino a un anno fa controllavano intere città, tra cui Mosul, Fallujah, Samarra. Oggi le cose non stanno più così. Ne abbiamo arrestati a centinaia, tra cui molti capi terroristi. (…)&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;SPIEGEL:&lt;/strong&gt; Attualmente è in corso a Bruxelles una conferenza internazionale sull’Iraq. Non trova che eventi del genere siano esclusivamente simbolici, dal momento che la situazione impedisce la gente, persino agli uomini d’affari iracheni, di fare investimenti in Iraq? &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Talabani:&lt;/strong&gt; Questo riguarda solo gli uomini d’affari legati alla cricca di Saddam. Vada in Kurdistan o in altre parti del paese e vedrà un’economia in piena espansione. Vada nei mercati e vedrà cose che non esistevano sotto Saddam. Ho un amico che vende articoli elettronici all’ingrosso. Durante la dittatura vendeva merce per 100 dollari la settimana, oggi nello stesso tempo vende per 2 milioni di dollari. In Kurdistan investono persino gli stranieri.&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;La versione originale dell'intervista la trovate &lt;a href=&quot;http://service.spiegel.de/cache/international/spiegel/0,1518,362617,00.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;qui &lt;/a&gt;.&lt;/em&gt; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/06/23/kofi_annan_progressi_in_iraq.html</guid> <title>Kofi Annan: progressi in Iraq</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/06/23/kofi_annan_progressi_in_iraq.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Iraq</category>   <pubDate>Thu, 23 Jun 2005 15:00:00 +0200</pubDate> <description> La comunità internazionale si è chinata mercoledì a Bruxelles sul futuro dell'Iraq. Per l'occasione &lt;a href=&quot;http://www.lefigaro.fr/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&quot;Le Figaro&quot;&lt;/a&gt; ha pubblicato un lungo articolo del segretario generale dell'ONU Kofi Annan dal titolo: &quot;L'ONU et l'Irak: beaucoup de travail, peu de bruit&quot;. La versione integrale la trovate &lt;a href=&quot;http://www.lefigaro.fr/debats/20050622.FIG0277.html?085750&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;. Noi ci siamo limitati ad estrarre alcuni passaggi:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
a) &lt;em&gt;&quot;Il y a un an, dans sa résolution 1546, le Conseil de sécurité de l'ONU a fixé le calendrier que l'Irak, avec l'assistance des Nations unies et de la communauté internationale, était censé respecter&quot;.&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;Ultimo tentativo per ricordare agli antiamericani che l'ONU in Iraq già c'è.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
b) &lt;em&gt;&quot;Nous sommes conscients de tous les progrès qu'ils ont accomplis malgré toutes les difficultés qu'ils rencontrent&quot;. &lt;/em&gt;&lt;strong&gt;Progressi! Kofi Annan, quello che parlava di guerra illegale, ha pronunciato la parola &quot;progressi&quot;. Dedicato a tutti quelli che &quot;l'Iraq è un pantano&quot;.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
c) &lt;em&gt;&quot;Beaucoup de groupes et de partis sunnites font désormais le nécessaire pour avoir réellement voix au chapitre dans le processus de rédaction de la nouvelle Constitution et pouvoir participer pleinement au référendum d'approbation du texte.&quot;&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;Qualcuno lo dica alla Radio svizzera di lingua italiana che non perde occasione per parlarci di conflitto etnico imminente. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
d)&lt;em&gt; &quot;Mais ne perdons pas de vue le fait que partout en Irak, aujourd'hui, les Irakiens débattent de pratiquement tous les aspects de leur avenir politique&quot;. &lt;/em&gt;&lt;strong&gt;Ai tempi di Saddam c'erano le fosse comuni, ma Bush è uguale a Hitler.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
e) &lt;em&gt;&quot;L'ONU ne peut pas la rédiger pour eux, et ne le fera pas. Il n'y a d'ailleurs pas de raisons qu'elle le fasse, car ils sont parfaitement capables de le faire eux-mêmes. Ils souhaitent être conseillés, mais ils décideront eux-mêmes quels conseils valent la peine d'être suivis&quot;.&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;Se i consigli sono americani c'è sempre qualcuno pronto a spiegarci che abusano del loro potere per controllare il paese. Siamo comunque d'accordo con Annan. Gli iracheni sono perfettamente in grado di farcela da soli.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
f) &lt;em&gt;&quot;Pour faciliter la transition, l'ONU travaille, dans le pays et à l'extérieur, à la coordination de l'aide, au renforcement des capacités des ministères irakiens et des organisations de la société civile, ainsi qu'à la fourniture de services de base. Reconstruction des écoles, des stations d'épuration des eaux usées et de traitement des déchets, des centrales électriques et des lignes de transport, assistance alimentaire aux enfants, déminage et aide aux centaines de milliers de réfugiés et de déplacés qui rentrent chez eux : toutes ces activités sont menées au quotidien sous la houlette de l'ONU&quot;.&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;Questo è un vero scoop. Chissà se un giorno questi temi finiranno sui giornali svizzeri a grande diffusione. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
g) &lt;em&gt;&quot;Je ne crois pas que le renforcement des mesures de sécurité soit une réaction suffisante. Pour donner les résultats recherchés, ces mesures doivent s'inscrire dans une stratégie d'ensemble qui englobe la transition politique, le développement, les droits de l'homme, et la mise en place du cadre institutionnel nécessaire, pour que tous les Irakiens, quel que soit le groupe auquel ils appartiennent, se rendent compte qu'ils seront gagnants dans le nouvel Irak&quot;. &lt;/em&gt;&lt;strong&gt;Sveglia Kofi, è quello che si sta cercando di fare dal giorno in cui è caduto Saddam.&lt;/strong&gt; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/06/22/saddam-osama_il_legame_che_c_e.html</guid> <title>Saddam-Osama: il legame che c'è</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/06/22/saddam-osama_il_legame_che_c_e.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Iraq</category>  <category>Stati Uniti</category>   <pubDate>Wed, 22 Jun 2005 17:33:40 +0200</pubDate> <description> Grazie a &lt;a href=&quot;http://regimechange.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=556158&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Regime Change &lt;/a&gt;segnaliamo &lt;a href=&quot;http://www.frontpagemag.com/Articles/ReadArticle.asp?ID=18476&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;questa notizia &lt;/a&gt;che conferma l'esistenza dei legami tra Saddam Hussein e il terrorista islamico Osama bin Laden.&lt;br /&gt;
 &lt;em&gt;&quot; The number two of the al-Qaeda network, Ayman al-Zawahiri, visited Iraq under a false name in September 1999 to take part in the ninth Popular Islamic Congress, former Iraqi premier Iyad Allawi has revealed to pan-Arab daily al-Hayat. In an interview, Allawi made public information discovered by the Iraqi secret service in the archives of the Saddam Hussein regime, which sheds light on the relationship between Saddam Hussein and the Islamic terrorist network. He also said that both al-Zawahiri and Jordanian militant al-Zarqawi probably entered Iraq in the same period. (...) The Jordanian Abu Musab al-Zarqawi entered Iraq secretly in the same period,&quot; Allawi affirmed, &quot;and began to form a terrorist cell, even though the Iraqi services do not have precise information on his entry into the country,&quot; he said&quot;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;
Chissà se qualche giornale, radio o televisione svizzera darà questa informazione. Chissà... </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/06/21/se_non_e_americana_la_tortura_non_esiste.html</guid> <title>Se non è americana, la tortura non esiste</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/06/21/se_non_e_americana_la_tortura_non_esiste.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Iraq</category>  <category>Società</category>  <category>Stati Uniti</category>   <pubDate>Tue, 21 Jun 2005 11:25:00 +0200</pubDate> <description> &lt;em&gt;&quot;I marines hanno scoperto, in un edificio di Karabila, una «clinica della morte», attrezzato centro di tortura della guerriglia sunnita. Ne avevano trovati una ventina anche a Falluja, nel cuore del famoso triangolo. Ma quelli erano «freddi», abbandonati e ripuliti frettolosamente dai ribelli. Quest’ultimo laboratorio di violenza e sevizie per intimidire la popolazione era invece ancora «caldo», perché non c’era stato il tempo di nascondere gli strumenti della sofferenza, e di far sparire (o eliminare) le vittime delle torture.  Oltre a cavi elettrici, manette, cappi per simulare o eseguire impiccagioni, i soldati americani hanno trovato infatti quattro prigionieri ancora in vita: preziosi testimoni che, forse per la prima volta, stanno rivelando gli inconfessabili segreti della resistenza più violenta, senza tacere particolari agghiaccianti. (...) A parte un accurato reportage del New York Times, la scoperta della camera di tortura, nel villaggio di Karabila, si è diluita nella generale indifferenza. Come se fosse scarsamente rilevante, anche da parte di coloro che erano e sono rimasti contrari alla guerra all’Iraq, il ricorso a pratiche odiose e inaccettabili da parte di iracheni contro i loro fratelli.Il mondo era inorridito quando si alzò il sipario sulle torture e sugli abusi che alcuni soldati americani avevano inflitto agli iracheni, arrestati dopo la guerra e rinchiusi nella prigione di Abu Ghraib, che fu teatro delle orrende pratiche e delle brutali vendette che Saddam Hussein riservava ai suoi nemici.(...) Gli Usa hanno scoperto e denunciato le colpe di Abu Ghraib, e i loro soldati verranno puniti. Il silenzio sulla scoperta dei marines rasenta l’omertà ed è doppiamente colpevole: nei confronti dell’Iraq e di quei Paesi arabi, anche moderati, che continuano a tollerare il ricorso alla tortura, ritenendola necessaria pratica coercitiva, e magari giustificandola con la lotta al terrorismo internazionale. Eppure tutti sanno che non esistono torture veniali e torture mostruose, ma soltanto torture. Come non esistono dittatori buoni e dittatori cattivi, ma soltanto dittatori. &lt;/em&gt; (Dal Corriere della Sera, grazie a &lt;a href=&quot;http://liberopensiero.ilcannocchiale.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Libero Pensiero&lt;/a&gt;) </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/06/15/sequestri_quando_la_stampa_manca_di_coerenza.html</guid> <title>Sequestri: quando la stampa manca di coerenza</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/06/15/sequestri_quando_la_stampa_manca_di_coerenza.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Iraq</category>  <category>Politica internazionale</category>   <pubDate>Wed, 15 Jun 2005 13:31:23 +0200</pubDate> <description> Su &lt;a href=&quot;http://www.ilfoglio.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&quot;Il Foglio&quot;&lt;/a&gt; troviamo un interessante editoriale sulle richieste di chiarezza avanzate dalla stampa dopo la liberazione di Florence Aubenas. Questa la conclusione: &lt;em&gt;&quot;Tutti sanno che per ottenere risultati in vicende di questo tipo bisogna fare un lavoro sporco, e se si dice che bisogna fare di tutto si approva implicitamante che proprio questo venga fatto. L’alternativa è quella di affermare che non si scende a nessun compromesso con i criminali, che è meglio rinunciare a salvare un ostaggio per scoraggiare i delinquenti dal sequestrarne altri. E’ quello che si fa, o almeno si dovrebbe fare, in patria, dove vige uno Stato di diritto. Quello che invece è assolutamente ipocrita è chiedere che il lavoro sporco si faccia, per poi denunciarlo, esigendo “trasparenza” su temi che trasparenti non possono essere&quot;.&lt;/em&gt; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/06/03/iraq_il_fallimento_del_terrorismo.html</guid> <title>Iraq: il fallimento del terrorismo</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2005/06/03/iraq_il_fallimento_del_terrorismo.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Iraq</category>   <pubDate>Fri,  3 Jun 2005 15:10:00 +0200</pubDate> <description> Il titolo può indubbiamente lasciare perplessi. Non si leggono forse tutti i giorni notizie di decine di morti a causa di autobombe e di attentati suicidi? Certo, e nessuno vuole negare che esistano. Spesso però i principali organi di informazione non forniscono le analisi di fondo. I fatti vengono raramente messi in prospettiva. Vale quindi la pena leggere &lt;a href=&quot;http://www.ludovicmonnerat.com/archives/2005/06/irak_lachec_du.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;questo post &lt;/a&gt;di Ludovic Monnerat, che sul &lt;a href=&quot;http://www.ludovicmonnerat.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;suo blog &lt;/a&gt;riprende le conclusioni dell'analista Amir Taheri, pubblicate sul &quot;New York Post&quot;. Secondo l'esperto, gli insorti le hanno provate tutte, ma senza successo. Se la sono presa con gli americani, e non ha funzionato, hanno preso di mira gli aspiranti membri del nuovo esercito e della polizia, e non ha funzionato, se la sono presa con la popolazione sciita, e non ha funzionato. Il processo politico è continuato nonostante i loro sforzi. Oggi i terroristi si trovano in una situazione paradossale: &quot;&lt;em&gt;sanno come uccidere la gente, ma tra un po' non sapranno più chi uccidere&quot;.   &lt;/em&gt; </description>  </item>  </channel> </rss> 