14/11/2007
L' "effetto serra" ha il suo "pentito"
Tramite "Salento Libero" ho scoperto aul sito de "Il Giornale" un interessante articolo che comincia così: «L’effetto serra è un bluff»; «Il pianeta non si sta riscaldando»; «I ghiacciai non si stanno sciogliendo»; «Le previsioni meteo sono inattendibili»; «La colpa dell’inquinamento non è dell’uomo». Firmato, professor John R. Christy, direttore dell’Earth System Science Center dell’Università dell’Alabama. Un colpo mortale per i professionisti della «difesa della Terra» che, sui fantasmi dell’emergenza ambientale, hanno costruito le fortune politiche ed economiche. Ma ora il professor Christy ci ha ripensato, diventando il primo Nobel «pentito». Una circostanza che, se da una parte lo farà entrare nella storia, dall’altra lo ha reso inviso ai suoi colleghi dell’Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change), la commissione Onu premiata dall’Accademia di Svezia insieme con Al Gore per avere denunciato i rischi di un’«apocalisse» prossima ventura, effetto dell’incombente global warming. Così il professor Christy ha deciso di fare outing. Tutto l'articolo è consultabile qui.
22:19 Scritto in Politica internazionale , politica svizzera , Società | Link permanente | Commenti (0) | Manda | Tag: riscaldamento globale, bugie verdi, effetto serra, nobel
19/09/2007
Effetto serra: 500 scienziati contestano
Copio e incollo l'articolo apparso sul Giornale del Popolo: "Pubblicato un saggio che raccoglie gli studi di 500 scienziati di fama internazionale secondo i quali il surriscaldamento globale non è prodotto dall’attività umana ma è un fenomeno ciclico che si ripete ogni 1500 anni. Il dibattito ormai ha assunto le dimensioni di un tornado e non sembra che a breve potrà esser declassato a “tempesta tropicale” come, dopo un po’, avviene con le perturbazioni reali. Stiamo parlando delle polemiche sulle teorie, ormai dominanti dal punto di vista mediatico e politico, secondo le quali il “surriscaldamento globale” dipende dall’attività dell’uomo e secondo le quali – se non si fermerà il trend – tra poche decine di anni saremo confrontati con immense catastrofi naturali. Se sulle prime pagine dei giornali e ai summit internazionali l’allarmismo e il catastrofismo sono ormai un atteggiamento consolidato, non è così invece all’interno della comunità scientifica, dove le posizioni sono assai più diversificate. A dimostrarlo è un saggio controcorrente pubblicato negli Stati Uniti dal celebre scienziato Fred Singer e dal noto analista Dennis T. Avery intitolato “Unstoppable Global Warming: Ever 1500 years”. Il testo raccoglie le osservazioni e le scoperte di quei 500 ricercatori che, pur essendo non meno titolati dei colleghi catastrofisti, affermano che non vi siano evidenze scientifiche che il surriscaldamento globale derivi dall’attività umana e che, anzi, è un fenomeno naturale. Secondo questo consistente corpus di studi il nostro pianeta non è stato solo teatro di quattro grandi glaciazioni, durante periodi che variano tra i 100mila e i 40mila anni, ma continua a oscillare tra fasi di riscaldamento e raffreddamento di circa 1500 anni. «Abbiamo a disposizione – dice Singer – una Teoria sull’Effetto Serra ancora senza prove definitive, se si accetta l’attuale moderato riscaldamento, che diventa catastrofico con simulazioni al computer che non sono mai state verificate da eventi naturali». «Ci sono forti evidenze – continua il professore di Sciente ambientali all’University of Virginia e “guru” di illustri agenzie americane (dalla NOAA alla NASA) – di un ciclo di 1500 anni che si ripete da centinaia di migliaia di anni». Gli argomenti a favore di questa teoria vanno da quelli più “glamour” e ad alto impatto mediatico a quelli più austeri, ma assai più convincenti dal punto di vista scientifico. Del primo tipo, ad esempio, è quello che chiama sul banco dei testimoni la presenza dei vigneti in Inghilterra. Gli antichi romani, che in Britannia sbarcarono nel 55 a.C., produssero buon vino per quasi 400 anni caratterizzati da un clima caldo. Le viti, nel frattempo scomparse per l’irrigidimento delle temperature, ricomparvero nel Medioevo, durante una seconda fase di riscaldamento tra il 950 e il 1300, per poi estinguersi ancora tra il 1300 e il 1850. Più decisivi dal punto di vista scientifico, invece, sono i dati racchiusi in una “carota” di ghiaccio estratta dall’Antartico e che indica in modo evidente il susseguirsi, negli ultimi 400 mila anni, del “ciclo dei 1500 anni”. A fare da “archivi del clima” ci sono poi altri campioni ghiacciati insieme con le alterazioni degli isotopi di ossigeno e degli ioni di berillio, oltre ai sedimenti marini e lacustri, alle stalagmiti, ai pollini fossilizzati, agli anelli degli alberi e alle avanzate e alle ritirate di foreste e ghiacciai. In sintesi: dalla fine dell’ultima era glaciale, 10mila anni fa, si sono susseguiti sei cicli e quindi una dozzina di periodi come quello che stiamo attraversando. Eppure da meno di un secolo l’uomo ha incominciato a produrre le emissioni che, secondo la vulgata, sarebbero responsabili del recente aumento della temperatura sulla crosta terreste. Sembra infatti più plausibile, secondo questi studi, che ad essere responsabile di questo surriscaldamento siano le variazioni dell’irradiazione solare e le sue conseguenze sull’atmosfera terrestre. Non l’uomo, dunque, ma il sole. Quelle esposte da Singer e da Avery sono modelli, teorie, non certezze, come del resto quelle su cui si fondano gli attuali allarmismi. Eppure a livello politico e mediatico le teorie catastrofiste sono spacciate per certezze tout court."
09:27 Scritto in Politica internazionale | Link permanente | Commenti (2) | Manda | Tag: surriscaldamento climatico, effetto serra, teoria
10/05/2007
Come l'ONU nuoce alla pace mondiale
"Come l'ONU nuoce alla pace mondiale" è il titolo del nuovo paper appena pubblicato dall' Institut Constant de Rebecque di Losanna. "A la lumière d’une analyse étayée, il apparaît que l’ONU est non seulement inefficace dans la poursuite de ses buts déclarés de par son mode de fonctionnement, elle a également été nuisible à la paix mondiale dès ses débuts en raison de son idéologie étatiste, de son relativisme moral et de son parti pris socialiste, qu’incarnent nombre de ses projets.", si legge nel comunicato di presentazione. La versione integrale la trovate qui
18:15 Scritto in Politica internazionale | Link permanente | Commenti (2) | Trackback (0) | Manda | Tag: ONU, socialismo, pace mondiale
06/05/2007
Sarkozy presidente
Ha vinto Sarkozy ed è quasi una non notizia. L'esito di queste presidenziali era scontato fin dall'inizio. Ora però viene il bello. Saprà "Sarko" essere la Margaret Teatcher di Francia? Qui lo speriamo, perché il nuovo presidente si ritrova alla guida di un paese che necessita di profonde riforme.
21:10 Scritto in Politica internazionale | Link permanente | Commenti (5) | Manda | Tag: Sarzoky, presidenziali francesi, Francia, Royal
06/12/2006
Surriscaldamento climatico: e se fosse il sole?
Faccio copia e incolla di un passaggio di questo articolo di Céline Philippe, direttore dell'Institut Economique Molinari e ricercatore presso il Center for the new Europe: "Cette responsabilité (quella dell'uomo, ndr) est aussi remise en cause par un certain nombre de chercheurs au Canada, en particulier par Ian Clark, professeur en hydrogéologie et paléoclimatologie à l’Université d’Ottawa. Ces chercheurs pensent, en effet, que le réchauffement serait principalement le résultat d’une activité solaire plus importante. Ils ont notamment montré que le cycle de réchauffement et de refroidissement de notre planète correspond avec un petit décalage au cycle de l’activité solaire. Il n’est pas facile de se lever contre ce qui confine aujourd’hui la climatologie à l’alarmisme." A quando un dibattito serio sul tema?
20:58 Scritto in Politica internazionale | Link permanente | Commenti (15) | Manda | Tag: surriscaldamento globale, effetto serra, protocollo di Kyoto
04/11/2006
Il "negazionista" Claude Allégre non cede
"Negazionista": così l'ecologista francese Yves Cochet ha definito Claude Allégre, reo di aver messo in dubbio le convinzioni di molti circa la catastrofe ecologica a cui staremmo andando incontro. Allégre non si è però lasciato intimorire e su "Le Monde" del 26 ottobre a scritto questo testo: "A-t-on le droit d'émettre des doutes sur une théorie scientifique "officielle", estampillée par les médias et les politiques ? A partir des années 1980, un groupe de scientifiques a défendu l'idée que l'augmentation de la teneur en gaz carbonique dans l'atmosphère allait conduire à un réchauffement généralisé du climat de la Terre, à partir d'un mécanisme physique bien connu, l'effet de serre. C'est-à-dire l'absorption par certaines molécules, dont le CO2, mais aussi l'eau et le méthane, des rayons infrarouges émis par la Terre chauffée par le Soleil. Ce groupe de scientifiques s'est organisé à l'échelon international sous l'égide des Nations unies pour rédiger des rapports officiels et promouvoir la recherche en climatologie. Sous-jacente à cette démarche, l'idée que l'homme est coupable et que nous courons à la catastrophe planétaire. Aujourd'hui, la climatologie est devenue une science à la mode, et ses budgets de recherche ont été multipliés par des facteurs importants (sans doute presque 10 aux Etats-Unis). Du point de vue médiatique et politique, cette théorie est devenue pour certains une certitude, une vérité incontestable. L'idée de réunir des experts pour connaître l'état de la science et permettre ensuite aux politiques de décider paraît logique. Malheureusement, lorsqu'on se trouve dans un domaine où la science est en pleine évolution, où les découvertes se succèdent, où rien n'est simple, les interprétations sont variées, et variables. La "vérité" scientifique - si tant est que cette expression ait un sens - ne s'établit que petit à petit, disons après une génération. La science est un processus de démocratie différée ! Or, aujourd'hui, on assiste à la mise en place d'un consensus s'appliquant à tout, à tous, et tout de suite ! Tous les quatre ans, un premier panel international de scientifiques réalise un premier rapport. Celui-ci est transmis à un second panel composé de représentants des gouvernements (certains sont scientifiques, d'autres non) qui établit le consensus sur un scénario. Le premier rapport, très volumineux, contient des points de vue assez nuancés, mais il n'est guère lu. C'est le second rapport, plus court, plus politique, plus affirmatif, quidevient de fait la vérité officielle. On imagine les effets de la même procédure appliquée aux OGM ou aux cellules souches ! Cette manière de faire ressemble à celle qui eut lieu autrefois dans certains régimes et qu'on ne veut pas revoir dans le monde libre. L'épisode actuel n'est qu'une petite manifestation de cette pratique de dictature intellectuelle. On nous dit que 99 % des scientifiques sont d'accord ! C'est faux. Quatre-vingts scientifiques canadiens, dont beaucoup de spécialistes du climat, ont écrit au premier ministre pour le mettre en garde contre le prétendu consensus. En France, des scientifiques et ingénieurs m'écrivent pour dire que, mettant en doute la vérité officielle, ils ont été empêchés de s'exprimer. Enfin, l'article publié dans le Wall Street Journal du 12 avril, "Climat de peur", écrit par l'un des plus grands météorologues mondiaux, professeur au MIT, Richard Lindzen, raconte comment des scientifiques de talent ont perdu leur poste pour avoir contesté la vérité officielle, et comment d'autres ont perdu leurs moyens de recherche. Il ne parle pas de la campagne de calomnie que l'on a orchestrée pour le salir, l'accusant d'être à la solde des compagnies pétrolières, ce qui est infâme ! Heureusement, en France, on n'en est pas encore là ! Alors pourquoi ces réactions violentes face à mes doutes et mes questions ? Ces mêmes attaques que la médecine développait contre le chimiste Pasteur, ou que les géologues développaient contre le climatologue Wegener ! La raison de tout ce tintamarre est la peur. Car plus les recherches climatologiques avancent, plus la vérité officielle apparaît fragile. L'eau est le principal agent de l'effet de serre, 80 fois plus abondant que le CO2 dans l'atmosphère, or on arrive difficilement à modéliser le cycle de l'eau, notamment parce qu'il est difficile de modéliser les nuages, de déterminer la proportion de cirrus (qui contribuent à réchauffer) et celle de stratus (qui refroidissent). Le rôle des poussières naturelles, industrielles et agricoles est également mal compris, notamment dans la nucléation des nuages. De la même façon, on constate que les teneurs en composés soufrés dans l'atmosphère ont décru depuis trente ans, mais on connaît mal leur rôle, alors qu'ils sont des agents potentiels de refroidissement. Il apparaît aussi que le rôle du Soleil a été sous-estimé. Sans parler des effets possibles du rayonnement cosmique galactique, comme viennent de le proposer, avec expériences à l'appui, des scientifiques danois. Mon collègue Le Treut lui-même soulignait dans son discours devant les cinq Académies (Le Monde du 25 octobre) combien les modèles étaient entachés d'incertitudes. Ce qui est positif dans tout cela, c'est que l'Académie des sciences va organiser un débat contradictoire sur le sujet. Pour la première fois, il sera possible de comparer les opinions des uns et des autres. Ce débat entre scientifiques, et devant les autres membres de l'Académie, permettra dans la sérénité d'établir non pas la vérité, mais l'état des lieux. Ensuite, publication à l'appui, chacun pourra juger. J'ai connu des combats semblables lorsque, avec quelques collègues, je défendais la théorie de la tectonique des plaques, en France, au début des années 1970, face à une communauté scientifique majoritairement hostile. Je fus calomnié, accusé par certains d'être un agent de la CIA chargé de propager une théorie américaine d'autant plus qu'en même temps j'incitais les Français à publier en anglais dans les revues internationales ! Plus tard, j'ai défendu le rôle indispensable des observatoires volcanologiques pour prévoir les éruptions, plutôt que le secours des "gourous". J'ai mené d'autres combats dans ma spécialité, souvent seul ou presque, critiqué un jour, honoré dix ans après. J'ai donc une certaine habitude de lutter contre les majorités et de m'opposer aux "consensus", et je sais qu'historiquement la science n'a fait de grand progrès qu'à travers de grands débats. Je sais aussi que je peux avoir tort, et je n'aurai dans ce cas aucune peine à changer d'avis, mais je suis sûr que le doute est par essence porteur de progrès. Mais que personne ne se méprenne, je ne suis nullement un défenseur du productivisme. Je sais que l'homme malmène la planète, je sais que l'eau est un problème, que le CO2 acidifie l'océan, que la biodiversité est menacée, qu'il faut modifier nos pratiques, économiser la planète, respecter la Nature. Je dis, simplement, ne nous trompons pas de combat et prenons les mesures appropriées. Je revendique haut et fort l'écologie réparatrice par opposition à l'écologie dénonciatrice. Pour pratiquer la première, il faut séparer les problèmes et les résoudre un à un. Comme on l'a fait pour le plomb dans l'atmosphère, les chlorofluorocarbones pour la couche d'ozone, les composés soufrés pour les pluies acides, etc. Dans l'écologie dénonciatrice, on mélange tout : le réchauffement climatique, la biodiversité, la pollution des villes, la population mondiale, l'assèchement de la mer d'Aral, etc. Avec comme résultat de susciter la peur... et de ne finalement rien résoudre, écrasé par l'immensité des défis. Je revendique le droit de dire que j'émets des doutes sur le fait que le gaz carbonique est le principal responsable du changement climatique. Horreur, au pays de Descartes, je revendique le droit au doute !"
Segnalazione: pare che stia scricchiolando anche la teoria del rallentamento del Gulf Strem.
21:12 Scritto in Politica internazionale | Link permanente | Commenti (1) | Manda | Tag: ecologia, surriscaldamento climatico, effetto serra
28/10/2006
"Area7" sorprende, per una volta in bene
In più di un'occasione mi è capitato di critirare "Area7" il settimanale costruttivista e collettivista della sinistra ticinese. L'edizione online di questa settimana propone una difesa di Papa Ratzinger e del suo ormai famoso discorso tenuto in Germania sulla relazione tra fede e ragione. Complimenti a Marco Alloni.
20:02 Scritto in Politica internazionale | Link permanente | Commenti (4) | Manda | Tag: Razinger, Papa
25/10/2006
Al WWF
"Il prezzo delle palle raccontate è pagato non da chi le racconta, ma da chi ci crede." Questa citazione di Piera Graffer si addice benissimo a sparate come queste. Alberto Mingardi ci ricorda qui quanto questi fanatici siano molto ma molto poco credibili.
22:38 Scritto in Politica internazionale | Link permanente | Commenti (1) | Manda | Tag: WWF, ambiente, risorse
23/10/2006
A ognuno il suo bel organismo amministativo
In Francia, si sa, governa la destra, una destra talmente statalista che ha poco da invidiare ai socialisti ticinesi. Se non ci credete date un'occhiata alla lista degli organismi amministrativi che sono stati creati dal mese di giugno. Il link è qui. Non hanno il senso del ridicolo. In compenso dimostrano, se ce ne fosse ancora bisogno, che quando Friedrich von Hayek parlava della "presunzione fatale" dei costruttivisti non aveva sbagliato bersaglio.
22:20 Scritto in Politica internazionale | Link permanente | Commenti (2) | Manda | Tag: Burocrazia, governo francese, costruttivismo
19/10/2006
Come ti manipolo un premio Nobel
"Le Monde" e, ma non è una novità, "Libération" ne hanno combinata un'altra delle loro. Sono riusciti a far passare il Nobel per l'economia in uno di loro, un keynesiano. Non lo dico io, ma uno dei professori di riferimento del liberalismo francese (quel poco che ne è rimasto), Jacques Garello, che in questo articolo si chiede: "les grossières erreurs commises par les médias et les intellectuels de gauche procèdent-elles de l’ignorance ou de la propagande?"
Segnalazione: qualcosa di liberale si sta muovendo in Francia. Alternative Libérale, l'unico partito autenticamente liberale del panorama politico francese, presenterà un candidato: Edouard Fillias. E' meglio di "Sarko" ed è l'unica alternativa credibile allo statalismo imperante. Tanti auguri.
23:50 Scritto in Politica internazionale | Link permanente | Commenti (1) | Manda | Tag: Francia, nobel, presidenziali

