<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?> <?xml-stylesheet type="text/xsl" href="/rss20.xsl" media="screen"?> <rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" version="2.0"> <channel> <title>Pinocchio - politica_internazionale</title> <description>Per la diffusione della libertà, contro l'ipocrisia dei socialisti di tutti i partiti</description> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/politica_internazionale/</link> <lastBuildDate>Thu, 22 May 2008 22:11:29 +0200</lastBuildDate> <generator>blogSpirit.com</generator> <copyright>All Rights Reserved</copyright>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2007/11/14/l-effetto-serra-ha-il-suo-pentito.html</guid> <title>L' &quot;effetto serra&quot; ha il suo &quot;pentito&quot;</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2007/11/14/l-effetto-serra-ha-il-suo-pentito.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Politica internazionale</category>  <category>politica svizzera</category>  <category>Società</category>   <pubDate>Wed, 14 Nov 2007 22:19:57 +0100</pubDate> <description> &lt;p&gt;Tramite &lt;a href=&quot;http://www.salentolibero.ilcannocchiale.it/&quot;&gt;&quot;Salento Libero&quot;&lt;/a&gt; ho scoperto aul sito de &lt;a href=&quot;http://www.ilgiornale.it/&quot;&gt;&quot;Il Giornale&quot;&lt;/a&gt; un interessante articolo che comincia così: &lt;em&gt;«L’effetto serra è un bluff»; «Il pianeta non si sta riscaldando»; «I ghiacciai non si stanno sciogliendo»; «Le previsioni meteo sono inattendibili»; «La colpa dell’inquinamento non è dell’uomo». Firmato, professor John R. Christy, direttore dell’Earth System Science Center dell’Università dell’Alabama. Un colpo mortale per i professionisti della «difesa della Terra» che, sui fantasmi dell’emergenza ambientale, hanno costruito le fortune politiche ed economiche. Ma ora il professor Christy ci ha ripensato, diventando il primo Nobel «pentito». Una circostanza che, se da una parte lo farà entrare nella storia, dall’altra lo ha reso inviso ai suoi colleghi dell’Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change), la commissione Onu premiata dall’Accademia di Svezia insieme con Al Gore per avere denunciato i rischi di un’«apocalisse» prossima ventura, effetto dell’incombente global warming. Così il professor Christy ha deciso di fare outing.&lt;/em&gt; Tutto l'articolo è consultabile &lt;a href=&quot;http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=218055&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2007/09/19/effetto-serra-500-scienziati-contestano.html</guid> <title>Effetto serra: 500 scienziati contestano</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2007/09/19/effetto-serra-500-scienziati-contestano.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Politica internazionale</category>   <pubDate>Wed, 19 Sep 2007 09:27:34 +0200</pubDate> <description> &lt;p&gt;Copio e incollo l'articolo apparso sul &lt;a href=&quot;http://www.gdp.ch/&quot;&gt;Giornale del Popolo&lt;/a&gt;: &lt;em&gt;&quot;Pubblicato un saggio che raccoglie gli studi di 500 scienziati di fama internazionale secondo i quali il surriscaldamento globale non è prodotto dall’attività umana ma è un fenomeno ciclico che si ripete ogni 1500 anni. Il dibattito ormai ha assunto le dimensioni di un tornado e non sembra che a breve potrà es­ser declassato a “tempesta tropicale” come, do­po un po’, avviene con le perturbazioni reali. Stia­mo parlando delle polemiche sulle teorie, ormai dominanti dal punto di vista mediatico e poli­tico, secondo le quali il “surriscaldamento glo­bale” dipende dall’attività dell’uomo e secondo le quali – se non si fermerà il trend – tra poche decine di anni saremo confrontati con immen­se catastrofi naturali. Se sulle prime pagine dei giornali e ai summit internazionali l’allarmismo e il catastrofismo sono ormai un atteggiamen­to consolidato, non è così invece all’interno del­la comunità scientifica, dove le posizioni sono assai più diversificate. A dimostrarlo è un saggio controcorrente pubblicato negli Stati Uniti dal celebre scienziato Fred Singer e dal noto anali­sta Dennis T. Avery inti­tolato “Unstoppable Global Warming: Ever 1500 years”. Il testo rac­coglie le osservazioni e le scoperte di quei 500 ricercatori che, pur es­sendo non meno titola­ti dei colleghi catastrofi­sti, affermano che non vi siano evidenze scientifi­che che il surriscalda­mento globale derivi dall’attività umana e che, anzi, è un fenomeno naturale. Secondo questo consistente corpus di studi il nostro pianeta non è stato solo teatro di quattro grandi glaciazioni, durante periodi che variano tra i 100mila e i 40mila anni, ma continua a oscillare tra fasi di riscaldamento e raffreddamento di circa 1500 an­ni. «Abbiamo a disposizione – dice Singer – una Teo­ria sull’Effetto Serra ancora senza prove defini­tive, se si accetta l’attuale moderato riscaldamen­to, che diventa catastrofico con simulazioni al computer che non sono mai state verificate da eventi naturali». «Ci sono forti evidenze – con­tinua il professore di Sciente ambientali all’Uni­versity of Virginia e “guru” di illustri agenzie ame­ricane (dalla NOAA alla NASA) – di un ciclo di 1500 anni che si ripete da centinaia di migliaia di anni». Gli argomenti a favore di questa teoria vanno da quelli più “glamour” e ad alto impatto mediati­co a quelli più austeri, ma assai più convincen­ti dal punto di vista scientifico. Del primo tipo, ad esempio, è quello che chiama sul banco dei testimoni la presenza dei vigneti in Inghilterra. Gli antichi romani, che in Britannia sbarcarono nel 55 a.C., produssero buon vino per quasi 400 anni caratterizzati da un clima caldo. Le viti, nel frattempo scomparse per l’irrigidimento delle temperature, ricomparvero nel Medioevo, du­rante una seconda fase di riscaldamento tra il 950 e il 1300, per poi estinguersi ancora tra il 1300 e il 1850. Più decisivi dal punto di vista scientifico, inve­ce, sono i dati racchiusi in una “carota” di ghiac­cio estratta dall’Antartico e che indica in modo evidente il susseguirsi, negli ultimi 400 mila an­ni, del “ciclo dei 1500 anni”. A fare da “archivi del clima” ci sono poi altri campioni ghiacciati in­sieme con le alterazioni degli isotopi di ossige­no e degli ioni di berillio, oltre ai sedimenti ma­rini e lacustri, alle stalagmiti, ai pollini fossiliz­zati, agli anelli degli alberi e alle avanzate e alle ritirate di foreste e ghiacciai. In sintesi: dalla fi­ne dell’ultima era glaciale, 10mila anni fa, si so­no susseguiti sei cicli e quindi una dozzina di pe­riodi come quello che stiamo attraversando. Ep­pure da meno di un secolo l’uomo ha incomin­ciato a produrre le emissioni che, secondo la vul­gata, sarebbero responsabili del recente aumen­to della temperatura sulla crosta terreste. Sem­bra infatti più plausibile, secondo questi studi, che ad essere responsabile di questo surriscal­damento siano le variazioni dell’irradiazione so­lare e le sue conseguenze sull’atmosfera terrestre. Non l’uomo, dunque, ma il sole. Quelle esposte da Singer e da Avery sono modelli, teorie, non certezze, come del resto quelle su cui si fonda­no gli attuali allarmismi. Eppure a livello politi­co e mediatico le teorie catastrofiste sono spac­ciate per certezze tout court.&quot;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2007/05/10/come-l-onu-nuoce-alla-pace-mondiale.html</guid> <title>Come l'ONU nuoce alla pace mondiale</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2007/05/10/come-l-onu-nuoce-alla-pace-mondiale.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Politica internazionale</category>   <pubDate>Thu, 10 May 2007 18:15:00 +0200</pubDate> <description> &lt;p&gt;&lt;em&gt;&quot;Come l'ONU nuoce alla pace mondiale&quot;&lt;/em&gt; è il titolo del nuovo paper appena pubblicato dall' &lt;a href=&quot;http://www.institutconstant.ch/&quot;&gt;Institut Constant de Rebecque&lt;/a&gt; di Losanna.&amp;nbsp;&quot;A&amp;nbsp;la lumière d’une analyse étayée, il apparaît que l’ONU est non seulement inefficace dans la poursuite de ses buts &lt;em&gt;déclarés de par son mode de fonctionnement, elle a également été nuisible à la paix mondiale dès ses débuts en raison de son idéologie étatiste, de son relativisme moral et de son parti pris socialiste, qu’incarnent nombre de ses projets.&quot;,&lt;/em&gt; si legge nel comunicato di presentazione. La versione integrale la trovate &lt;a href=&quot;http://www.institutconstant.ch/pdf/IC-ONU.pdf&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2007/05/06/sarkozy-presidente.html</guid> <title>Sarkozy presidente</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2007/05/06/sarkozy-presidente.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Politica internazionale</category>   <pubDate>Sun,  6 May 2007 21:10:00 +0200</pubDate> <description> Ha vinto Sarkozy ed è quasi una non notizia. L'esito di queste presidenziali era scontato fin dall'inizio. Ora però viene il bello. Saprà &quot;Sarko&quot; essere la Margaret Teatcher di Francia? Qui lo speriamo, perché il nuovo presidente si ritrova alla guida di un paese che necessita di profonde riforme. </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/12/06/surriscaldamento-climatico-e-se-fosse-il-sole.html</guid> <title>Surriscaldamento climatico: e se fosse il sole?</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/12/06/surriscaldamento-climatico-e-se-fosse-il-sole.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Politica internazionale</category>   <pubDate>Wed,  6 Dec 2006 20:58:23 +0100</pubDate> <description> Faccio copia e incolla di un passaggio di &lt;a href=&quot;http://www.institutmolinari.org/editos/20061130.htm&quot;&gt;questo articolo&lt;/a&gt; di Céline Philippe, direttore dell'Institut Economique Molinari e ricercatore presso il Center for the new Europe: &lt;em&gt;&quot;Cette responsabilité (quella dell'uomo, ndr) est aussi remise en cause par un certain nombre de chercheurs au Canada, en particulier par Ian Clark, professeur en hydrogéologie et paléoclimatologie à l’Université d’Ottawa. Ces chercheurs pensent, en effet, que le réchauffement serait principalement le résultat d’une activité solaire plus importante. Ils ont notamment montré que le cycle de réchauffement et de refroidissement de notre planète correspond avec un petit décalage au cycle de l’activité solaire. Il n’est pas facile de se lever contre ce qui confine aujourd’hui la climatologie à l’alarmisme.&quot;&lt;/em&gt; A quando un dibattito serio sul tema? </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/11/04/il-negazionista-claude-allegre-non-cede.html</guid> <title>Il &quot;negazionista&quot; Claude Allégre non cede</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/11/04/il-negazionista-claude-allegre-non-cede.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Politica internazionale</category>   <pubDate>Sat,  4 Nov 2006 21:12:15 +0100</pubDate> <description> &lt;p&gt;&lt;em&gt;&quot;Negazionista&quot;:&lt;/em&gt; così l'ecologista francese Yves Cochet&amp;nbsp;ha definito Claude Allégre, reo di aver messo in dubbio le convinzioni di molti circa la catastrofe ecologica a cui staremmo&amp;nbsp;andando incontro. Allégre non si è però lasciato intimorire e su &quot;Le Monde&quot; del 26 ottobre a scritto questo testo: &lt;em&gt;&quot;A-t-on le droit d'émettre des doutes sur une théorie scientifique &quot;officielle&quot;, estampillée par les médias et les politiques ? A partir des années 1980, un groupe de scientifiques a défendu l'idée que l'augmentation de la teneur en gaz carbonique dans l'atmosphère allait conduire à un réchauffement généralisé du climat de la Terre, à partir d'un mécanisme physique bien connu, l'effet de serre. C'est-à-dire l'absorption par certaines molécules, dont le CO2, mais aussi l'eau et le méthane, des rayons infrarouges émis par la Terre chauffée par le Soleil. Ce groupe de scientifiques s'est organisé à l'échelon international sous l'égide des Nations unies pour rédiger des rapports officiels et promouvoir la recherche en climatologie. Sous-jacente à cette démarche, l'idée que l'homme est coupable et que nous courons à la catastrophe planétaire. Aujourd'hui, la climatologie est devenue une science à la mode, et ses budgets de recherche ont été multipliés par des facteurs importants (sans doute presque 10 aux Etats-Unis). Du point de vue médiatique et politique, cette théorie est devenue pour certains une certitude, une vérité incontestable. L'idée de réunir des experts pour connaître l'état de la science et permettre ensuite aux politiques de décider paraît logique. Malheureusement, lorsqu'on se trouve dans un domaine où la science est en pleine évolution, où les découvertes se succèdent, où rien n'est simple, les interprétations sont variées, et variables. La &quot;vérité&quot; scientifique - si tant est que cette expression ait un sens - ne s'établit que petit à petit, disons après une génération. La science est un processus de démocratie différée ! Or, aujourd'hui, on assiste à la mise en place d'un consensus s'appliquant à tout, à tous, et tout de suite ! Tous les quatre ans, un premier panel international de scientifiques réalise un premier rapport. Celui-ci est transmis à un second panel composé de représentants des gouvernements (certains sont scientifiques, d'autres non) qui établit le consensus sur un scénario. Le premier rapport, très volumineux, contient des points de vue assez nuancés, mais il n'est guère lu. C'est le second rapport, plus court, plus politique, plus affirmatif, quidevient de fait la vérité officielle. On imagine les effets de la même procédure appliquée aux OGM ou aux cellules souches ! Cette manière de faire ressemble à celle qui eut lieu autrefois dans certains régimes et qu'on ne veut pas revoir dans le monde libre. L'épisode actuel n'est qu'une petite manifestation de cette pratique de dictature intellectuelle. On nous dit que 99 % des scientifiques sont d'accord ! C'est faux. Quatre-vingts scientifiques canadiens, dont beaucoup de spécialistes du climat, ont écrit au premier ministre pour le mettre en garde contre le prétendu consensus. En France, des scientifiques et ingénieurs m'écrivent pour dire que, mettant en doute la vérité officielle, ils ont été empêchés de s'exprimer. Enfin, l'article publié dans le Wall Street Journal du 12 avril, &quot;Climat de peur&quot;, écrit par l'un des plus grands météorologues mondiaux, professeur au MIT, Richard Lindzen, raconte comment des scientifiques de talent ont perdu leur poste pour avoir contesté la vérité officielle, et comment d'autres ont perdu leurs moyens de recherche. Il ne parle pas de la campagne de calomnie que l'on a orchestrée pour le salir, l'accusant d'être à la solde des compagnies pétrolières, ce qui est infâme ! Heureusement, en France, on n'en est pas encore là ! Alors pourquoi ces réactions violentes face à mes doutes et mes questions ? Ces mêmes attaques que la médecine développait contre le chimiste Pasteur, ou que les géologues développaient contre le climatologue Wegener ! La raison de tout ce tintamarre est la peur. Car plus les recherches climatologiques avancent, plus la vérité officielle apparaît fragile. L'eau est le principal agent de l'effet de serre, 80 fois plus abondant que le CO2 dans l'atmosphère, or on arrive difficilement à modéliser le cycle de l'eau, notamment parce qu'il est difficile de modéliser les nuages, de déterminer la proportion de cirrus (qui contribuent à réchauffer) et celle de stratus (qui refroidissent). Le rôle des poussières naturelles, industrielles et agricoles est également mal compris, notamment dans la nucléation des nuages. De la même façon, on constate que les teneurs en composés soufrés dans l'atmosphère ont décru depuis trente ans, mais on connaît mal leur rôle, alors qu'ils sont des agents potentiels de refroidissement. Il apparaît aussi que le rôle du Soleil a été sous-estimé. Sans parler des effets possibles du rayonnement cosmique galactique, comme viennent de le proposer, avec expériences à l'appui, des scientifiques danois. Mon collègue Le Treut lui-même soulignait dans son discours devant les cinq Académies (Le Monde du 25 octobre) combien les modèles étaient entachés d'incertitudes. Ce qui est positif dans tout cela, c'est que l'Académie des sciences va organiser un débat contradictoire sur le sujet. Pour la première fois, il sera possible de comparer les opinions des uns et des autres. Ce débat entre scientifiques, et devant les autres membres de l'Académie, permettra dans la sérénité d'établir non pas la vérité, mais l'état des lieux. Ensuite, publication à l'appui, chacun pourra juger. J'ai connu des combats semblables lorsque, avec quelques collègues, je défendais la théorie de la tectonique des plaques, en France, au début des années 1970, face à une communauté scientifique majoritairement hostile. Je fus calomnié, accusé par certains d'être un agent de la CIA chargé de propager une théorie américaine d'autant plus qu'en même temps j'incitais les Français à publier en anglais dans les revues internationales ! Plus tard, j'ai défendu le rôle indispensable des observatoires volcanologiques pour prévoir les éruptions, plutôt que le secours des &quot;gourous&quot;. J'ai mené d'autres combats dans ma spécialité, souvent seul ou presque, critiqué un jour, honoré dix ans après. J'ai donc une certaine habitude de lutter contre les majorités et de m'opposer aux &quot;consensus&quot;, et je sais qu'historiquement la science n'a fait de grand progrès qu'à travers de grands débats. Je sais aussi que je peux avoir tort, et je n'aurai dans ce cas aucune peine à changer d'avis, mais je suis sûr que le doute est par essence porteur de progrès. Mais que personne ne se méprenne, je ne suis nullement un défenseur du productivisme. Je sais que l'homme malmène la planète, je sais que l'eau est un problème, que le CO2 acidifie l'océan, que la biodiversité est menacée, qu'il faut modifier nos pratiques, économiser la planète, respecter la Nature. Je dis, simplement, ne nous trompons pas de combat et prenons les mesures appropriées. Je revendique haut et fort l'écologie réparatrice par opposition à l'écologie dénonciatrice. Pour pratiquer la première, il faut séparer les problèmes et les résoudre un à un. Comme on l'a fait pour le plomb dans l'atmosphère, les chlorofluorocarbones pour la couche d'ozone, les composés soufrés pour les pluies acides, etc. Dans l'écologie dénonciatrice, on mélange tout : le réchauffement climatique, la biodiversité, la pollution des villes, la population mondiale, l'assèchement de la mer d'Aral, etc. Avec comme résultat de susciter la peur... et de ne finalement rien résoudre, écrasé par l'immensité des défis. Je revendique le droit de dire que j'émets des doutes sur le fait que le gaz carbonique est le principal responsable du changement climatique. Horreur, au pays de Descartes, je revendique le droit au doute !&quot;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Segnalazione:&lt;/strong&gt; pare che &lt;a href=&quot;http://cerclesliberaux.com/la_lettre_des_liberaux/03_11_2006/article3.htm&quot;&gt;stia scricchiolando anche la teoria del rallentamento del Gulf Strem&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/10/28/area7-sorprende-per-una-volta-in-bene.html</guid> <title>&quot;Area7&quot; sorprende, per una volta in bene</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/10/28/area7-sorprende-per-una-volta-in-bene.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Politica internazionale</category>   <pubDate>Sat, 28 Oct 2006 20:02:15 +0200</pubDate> <description> &lt;p&gt;In più di un'occasione mi è capitato di critirare &lt;a href=&quot;http://www.area7.ch/&quot;&gt;&quot;Area7&quot;&lt;/a&gt; il settimanale costruttivista e collettivista della sinistra ticinese. L'edizione online di questa settimana propone &lt;a href=&quot;http://www.area7.ch/dettagli.php?id_edizione=936&amp;amp;id_articolo=2075&amp;amp;rif=1266a7ce59&quot;&gt;una difesa di Papa Ratzinger&lt;/a&gt; e del suo ormai famoso discorso tenuto in Germania sulla relazione tra fede e ragione.&amp;nbsp;Complimenti a Marco Alloni.&lt;/p&gt; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/10/25/al-wwf.html</guid> <title>Al WWF</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/10/25/al-wwf.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Politica internazionale</category>   <pubDate>Wed, 25 Oct 2006 22:38:05 +0200</pubDate> <description> &lt;p&gt;&lt;em&gt;&quot;Il prezzo delle palle raccontate è pagato non da chi le racconta, ma da chi ci crede.&quot;&lt;/em&gt; Questa citazione di Piera Graffer si addice benissimo a sparate &lt;a href=&quot;http://www.tio.ch/common_includes/pagine_comuni/articolo_interna.asp?idarticolo=293967&amp;amp;idtipo=11&quot;&gt;come queste&lt;/a&gt;. Alberto Mingardi ci ricorda &lt;a href=&quot;http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=0000001708&quot;&gt;qui&lt;/a&gt; quanto questi fanatici siano molto ma molto poco credibili.&lt;/p&gt; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/10/23/a-ognuno-il-suo-bel-organismo-amministativo.html</guid> <title>A ognuno il suo bel organismo amministativo</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/10/23/a-ognuno-il-suo-bel-organismo-amministativo.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Politica internazionale</category>   <pubDate>Mon, 23 Oct 2006 22:20:28 +0200</pubDate> <description> In Francia, si sa, governa la destra, una destra talmente statalista che ha poco da invidiare ai socialisti ticinesi. Se non ci credete date un'occhiata alla lista degli organismi amministrativi che sono stati creati dal mese di giugno. Il link è &lt;a href=&quot;http://ifrap.cabestan.com/nl20061023.cfm?WL=252&amp;amp;WS=14438_195277&amp;amp;WA=147&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;. Non hanno il senso del ridicolo.&amp;nbsp;In compenso dimostrano, se ce ne fosse ancora bisogno, che quando Friedrich von Hayek parlava della &quot;presunzione fatale&quot; dei costruttivisti non aveva sbagliato bersaglio. </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/10/19/come-ti-manipolo-un-premio-nobel.html</guid> <title>Come ti manipolo un premio Nobel</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/10/19/come-ti-manipolo-un-premio-nobel.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Politica internazionale</category>   <pubDate>Thu, 19 Oct 2006 23:50:50 +0200</pubDate> <description> &lt;p&gt;&quot;Le Monde&quot; e, ma non è una novità, &quot;Libération&quot; ne hanno combinata un'altra delle loro. Sono riusciti a far passare il Nobel per l'economia in uno di loro, un keynesiano. Non lo dico io, ma uno dei professori di riferimento del liberalismo francese (quel poco che ne è rimasto), Jacques Garello, che in &lt;a href=&quot;http://www.libres.org/francais/editorial/phelps_nobel_e4206.htm&quot;&gt;questo articolo&lt;/a&gt; si chiede: &amp;nbsp;&lt;em&gt;&quot;les grossières erreurs commises par les médias et les intellectuels de gauche procèdent-elles de l’ignorance ou de la propagande?&quot;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Segnalazione:&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;qualcosa di liberale si sta muovendo in Francia. &lt;a href=&quot;http://www.alternative-liberale.fr/&quot;&gt;Alternative Libérale&lt;/a&gt;, l'unico partito autenticamente liberale del panorama politico francese, presenterà un candidato: Edouard Fillias.&amp;nbsp;E' meglio di &quot;Sarko&quot; ed è l'unica alternativa credibile allo statalismo imperante.&amp;nbsp;Tanti auguri.&lt;/p&gt; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/10/18/burundi.html</guid> <title>Burundi</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/10/18/burundi.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Politica internazionale</category>   <pubDate>Wed, 18 Oct 2006 10:18:23 +0200</pubDate> <description> &lt;p&gt;Nel Burundi, dal 1993 al 2005 c' è stata una feroce guerra civile che, ignorata dai media internazionali, ha fatto circa 250 mila morti. Una spaventosa tragedia per quel piccolo paese e per l'intera umanità. Ma la guerra ha prodotto anche un grandissimo numero di profughi che, stimati in circa 10 mila persone, sono accampati in condizioni disastrose in alcune località della Tanzania che ha aperto loro le sue frontiere. Ma la Tanzania è anch'essa un paese poverissimo e non è in grado di dar loro una sistemazione al di là di una stentata sopravvivenza. Sono intervenute le Nazioni unite che hanno chiesto aiuto agli Stati Uniti. E a chi altri se no? &amp;nbsp;Gli Americani, a differenza di tanti altri che potevano aiutare i profughi e si sono invece defilati, hanno deciso di accoglierli tutti&amp;nbsp;nel giro di due anni ed hanno deciso di concedergli lo status di rifugiati politici e poi di dare la cittadinanza a coloro, e si immagina che saranno tutti, che ne faranno richiesta.&amp;nbsp;Senza dubbio un grande gesto umanitario compiuto da un grande e generoso&amp;nbsp;paese. Ma non si creda che per questo gli Americani smetteranno di essre chiamati razzisti, schiavisti e fascisti dai &quot;democratici&quot; di mezzo mondo. Infatti è oltremodo comodo contestare gli Stai Uniti, tanto non si rischia nulla.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Lino Bignotti&lt;/p&gt; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/10/11/unifil.html</guid> <title>Unifil</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/10/11/unifil.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Politica internazionale</category>   <pubDate>Wed, 11 Oct 2006 18:49:46 +0200</pubDate> <description> &lt;p&gt;Prodi è in Libano e lì ha ricevuto gli elogi di Siniora, il primo ministro di quel paese. E' stato elogiato per il comportamento dei nostri soldati posizionati nel sud. I nostri militari, inseriti nel contingente Unifil, hanno il merito di aver permesso agli Hezbollah di ritornare sulle loro posizioni ante guerra con Israele e più armati di prima. Questo in base alla risoluzione 1701 dell'Onu ed alle conseguenti regole di ingaggio. Inoltre Iran e Siria provvedono a rifornire continuamente&amp;nbsp;di armi gli Hezbollah senza che l'Unifil intervenga in nessun modo. Uno dei capi (sempre Hezbollah) loda l'Italia in una intervista concessa a Lorenzo Cremonesi del Corsera perchè si è discostata dalle posizioni degli Usa in Iraq e perché non ha disturbato i suoi&amp;nbsp;combattenti. Tutto bene se i patti Onu sono questi. E' giusto rispettarli. Ma mi chiedo: a che servono i nostri soldati? A disarmare i combattenti, no di sicuro, come si è detto. A controllare gli Israeliani nemmeno perché non ce n'è più neanche uno. Stranamente ho notato che i nostri media non parlano più, o pochissimo, di loro. Solo il nostro primo ministro ha dichiarato di essere fiero di loro. D'accordo. Tutto bene. Ma ripeto: che fanno i nostri militari nel sud del Libano? E dato che la missione è a carico nostro e non dell'Onu: perché spendiamo questi soldi? Ho sentito dire da qualche parte che salvano la pace. Sarà. Ma la salvano da chi? Dagli Israeliani o dagli Hezbollah?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Lino Bignotti&lt;/p&gt; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/10/08/apriamo-un-dibattito-pubblico-sul-clima.html</guid> <title>Apriamo un dibattito pubblico sul clima</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/10/08/apriamo-un-dibattito-pubblico-sul-clima.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Politica internazionale</category>  <category>politica svizzera</category>   <pubDate>Sun,  8 Oct 2006 17:45:05 +0200</pubDate> <description> Mentre in Svizzera la teoria del cambiamento climatico e il Protocollo di Kyoto ci portano in dote la solita dose di nuove tasse, 61 esperti di questioni climatiche &lt;a href=&quot;http://www.institutmolinari.org/editos/20061005.htm&quot;&gt;scrivono una lettera&lt;/a&gt; al primo ministro canadese Stephen Harper e gli propongono di passare dalla parole ai fatti: &lt;em&gt;&quot;nous vous écrivons pour vous proposer que soient organisées des auditions extensives, impartiales et ouvertes au publics, afin d’examiner les fondements scientifiques des plans du gouvernement fédéral relatifs au changement climatique. Ceci serait parfaitement en ligne avec votre récent engagement à mener une évaluation du Protocole de Kyoto&quot;,&lt;/em&gt; si legge nella lettera aperta. Nel testo si sottolinea, tra l'altro, che, &lt;em&gt;&quot;les preuves expérimentales ne soutiennent pas les modèles climatologiques actuels, et il y a donc peu de raisons de faire confiance aux prédictions de ces modèles&quot;,&lt;/em&gt; che il ruolo del Protocollo di Kyoto è &lt;em&gt;&quot;insignificante&quot;&lt;/em&gt; &amp;nbsp;e che &lt;em&gt;&quot;les affirmations péremptoires de groupes environnementaux scientifiquement peu qualifiés fournissent sans doute à la presse des gros titres sensationnels, mais elles ne peuvent servir de base à l’élaboration prudente d’une politique.&quot;&lt;/em&gt; Perché la Svizzera non fa sua questa proposta? Sarebbe l'occasione di far ascoltare&amp;nbsp;ai cittadini anche l'altra campana. </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/09/16/papa.html</guid> <title>Campagna di intimidazione</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/09/16/papa.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Politica internazionale</category>   <pubDate>Sat, 16 Sep 2006 18:58:21 +0200</pubDate> <description> &lt;p&gt;Mesi fa siamo stati confrontati alle&amp;nbsp;violenze e alle proteste&amp;nbsp;per le famose vignette danesi, e siccome al&amp;nbsp;al peggio non c'è mai fine rieccoci da capo.&amp;nbsp;Questa volta ad essere preso di mira è Papa Bendetto XVI. L'accusa è quella di aver offeso l'Islam. Grazie alla &lt;a href=&quot;http://harry.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1165724&quot;&gt;segnalazione di Harry&lt;/a&gt; mi sono&amp;nbsp;letto&amp;nbsp;la &lt;a href=&quot;http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2006/september/documents/hf_ben-xvi_spe_20060912_university-regensburg_it.html&quot;&gt;lezione incriminata&lt;/a&gt;. E' lunga, ma&amp;nbsp;merita&amp;nbsp;di essere conosciuta.&amp;nbsp;A mio avviso c'è un abisso tra le parole del Pontefice e quanto sta accadendo in questi giorni. Non c'è relazione di causa e effetto.&amp;nbsp;Siamo di fronte ad una&amp;nbsp;campagna di intidimazione, cercata e voluta. C'è chi soffia sul fuoco approfittando della credudilità delle masse. Ogni pretesto è buono. Cerchiamo di non chiedere scusa troppo volte. Cerchiamo di non prenderci in giro, almeno tra di noi.&lt;/p&gt; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/09/12/la-guerra-al-terrorismo-cinque-anni-dopo.html</guid> <title>La guerra al terrorismo, cinque anni dopo</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/09/12/la-guerra-al-terrorismo-cinque-anni-dopo.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Iraq</category>  <category>Politica internazionale</category>  <category>Stati Uniti</category>   <pubDate>Tue, 12 Sep 2006 21:45:00 +0200</pubDate> <description> &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Di Lino Bignotti:&lt;/strong&gt; Nel quinto anniversario dell'11 settembre il bilancio della guerra al terrorismo islamico non è positivo. La parte di islam che ha dichiarato guerra all'Occidente e usa ogni risorsa disponibile (dall'indottrinamento in moschea al terrorismo kamikaze e al ricatto petrolifero) è un'idra dalle cento teste, un nemico sfuggente. La difficoltà di ricostruirne la fisionomia è tale che molti osservatori arrivano a negare la sua esistenza. Più facile, e più rassicurante, è attribuire a cause locali, oltre che ad errori degli Stati Uniti, i molti conflitti in corso. Il ritiro dall'Iraq ha lasciato dietro di sé molto veleno. Per la nuova maggioranza siamo usciti da una guerra sbagliata in cui non saremmo mai dovuti entrare. Per la vecchia maggioranza, ora opposizione, invece, abbiamo concluso in malo modo, fuggendo, una missione di pace condotta sotto l'egida dell'Onu.&lt;br /&gt; Oppure si guardi al caso del Libano. E' di due giorni fa la notizia secondo cui il leader dell'opposizione, Silvio Berlusconi, si riserva di decidere se votare o meno a favore della missione poiché teme che essa non abbia come finalità il disarmo di Hezbollah e sospetta che il governo la usi per rinsaldare i legami con Siria e Iran. Infine, si consideri il caso dell'Afghanistan ove occorrerebbero molti più soldati per vincere la guerra. La sinistra massimalista minaccia di non votare nemmeno il prossimo rifinanziamento della missione. Così come è pronta, nella questione del contenzioso con l'Iran sull'energia atomica, a scendere - lo dice Oliviero Diliberto - dall'autobus dell'Onu, a prendere le distanze persino da quella visione o ideologia «onusiana» (per la quale l'Onu è la suprema autorità internazionale) che informa il programma del governo Prodi.&lt;br /&gt; Le polemiche sull'Afghanistan, come le incertezze di fronte all'Iran o a Hezbollah, smentiscono chi nega l'esistenza in Italia di correnti tese all’appeasement , a venire a patti con l'islamismo radicale. Quelle correnti ci sono e sono forti. La sinistra massimalista ne è solo la componente più visibile. Dunque, come acutamente osserva Angelo Panebianco sul Corriere della Sera, ci sono correnti politiche (non quattro scalmanati, ma vere e proprie correnti politiche) che pensano di andare d’accordo con l’islamismo radicale, in altre parole con la Siria e con l’Iran che prepara l’uranio al fine di usarlo per fini civili (come dicono gli ayatollah) o per fini militari (come temono gli Stati Uniti e l’Unione europea). Ma allora queste correnti non danno già l’Occidente per sconfitto di fronte all’Islam più intransigente? A me pare di sì. Tutti sotto la tutela di Ahmadinejad&amp;nbsp; allora? Non mi pare un roseo futuro ed una bella prospettiva. Tanto più che bisogna mettere in conto la distruzione di Israele e la fine di valori come libertà e democrazia per tutti.&lt;/p&gt; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/09/11/il-tragico-8-settembre-italiano.html</guid> <title>Il tragico 8 settembre italiano</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/09/11/il-tragico-8-settembre-italiano.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Politica internazionale</category>   <pubDate>Mon, 11 Sep 2006 22:42:23 +0200</pubDate> <description> &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Pubblico con alcuni giorni di ritardo il contributo di Lino Bignotti dedicato all'8 settembre italiano:&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;Oggi, 8 settembre, per gli Italiani che ricordano il passato e che hanno una coscienza, è obbligo morale fare una riflessione amara che ben si addice al triste anniversario odierno della Nazione italiana. Infatti, 63 anni fa, l’Italia dichiarava la sua sconfitta, chiedendo l’armistizio alle Nazioni alleate angloamericane che aveva aggredito nel 1940. Ma se essere sconfitti può capitare a tutti quelli che combattono, l’Italia usciva dalla guerra con grande disonore. Prima di tutto perché l’armistizio l’aveva già segretamente firmato giorni prima ed aveva poi mentito ai Tedeschi assicurandoli che non era vero. In secondo luogo perché lasciava quasi un milione di soldati sparsi per la Penisola e per il Mediterraneo senza ordini ed in completa balìa di Hitler che naturalmente si affrettò a farne prigionieri il maggior numero possibile. Ed infine perché il Re, la Corte e tanti Generali abbandonarono vilmente Roma per rifugiarsi a Brindisi, vicino ai nuovi “alleati”. Insomma l’Italia perdeva la guerra, ma i primi a scappare erano i suoi Capi. E chi scrive non può non ricordare che, per la viltà dei comandi, due vecchi suoi zii soldati finirono nel lager tedesco di Oranienburg.&amp;nbsp; Uno vi lasciò la vita a vent’anni.Triste giorno che, però, ha avuto anche un grande risvolto positivo: ha segnato la fine della vergognosa dittatura fascista, ha spazzato via tutte le pretese di una monarchia irresponsabile e, forse, ha acceso il primo piccolo lume della futura democrazia.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/09/07/iran-intervento-ormai-inevitabile.html</guid> <title>Iran, intervento ormai inevitabile...</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/09/07/iran-intervento-ormai-inevitabile.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Politica internazionale</category>   <pubDate>Thu,  7 Sep 2006 22:25:00 +0200</pubDate> <description> &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Questo post è stato scritto dall'amico Lino Bignotti, che ringrazio:&lt;/strong&gt; Un attacco preventivo contro l'Iran? È l'unica soluzione possibile contro il regime di Teheran che vuole la bomba atomica. Le parole che per ora i governi occidentali non vogliono pronunciare sono sulla bocca degli esperti di strategia da mesi. Efraim Inbar, direttore del Centro di studi strategici Begin-Sadat (Besa Center) dell'università israeliana di Bar-Ilan, non ama i giri di parole: &lt;em&gt;«Ora nell'agenda internazionale ci sono le sanzioni economiche a cui l'Iran è vulnerabile certo, ma siamo di fronte a un'illusione. Le sanzioni economiche infatti non funzionano con quel tipo di regime. Ricordate Saddam? Ricordate Castro? Hanno continuato a perseguire i loro piani. E il regime iraniano non cambierà la sua politica»&lt;/em&gt; ha spiegato il professor Inbar durante una conferenza a porte chiuse che si è tenuta alla Summer School di Magna Carta. Inbar è stato advisor del governo israeliano nel settore strategico, è considerato uno dei più importanti esperti del Medio Oriente, è columnist del Jerusalem Post e i suoi studi sono letti con grande attenzione nel mondo politico e militare. Il Besa Center che dirige inoltre è un'istituzione non-partisan la cui autorevolezza è indiscussa. Inbar non lascia spazio alla diplomazia delle parole: &lt;em&gt;«L'unica via che rimane è l'opzione militare. Ci sono abbastanza notizie di intelligence sullo sviluppo nucleare iraniano, sufficienti per consentire l'eliminazione di parte delle installazioni nucleari iraniane».&lt;/em&gt; - Così scrive oggi Mario Sechi sul Giornale di Milano ed aggiunge che il compito terribile spetterebbe prima di tutto agli Stati Uniti oppure ad Israele che dispone ovviamente di meno mezzi meno potenti. C'è di che proccupare l'opinione pubblica mondiale. E c'è di che far cambiare idea a coloro che pensano che, risolta la crisi libanese, il Medio-Oriente si avvii alla pace. Siamo sull'orlo di un'altra guerra? Stando a queste parole, sembrerebbe di sì.&lt;/p&gt; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/09/03/europeismo-e-questo-che-volete.html</guid> <title>Europeismo: è questo che volete?</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/09/03/europeismo-e-questo-che-volete.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Aix en Provence</category>  <category>Politica internazionale</category>  <category>politica svizzera</category>   <pubDate>Sun,  3 Sep 2006 21:29:53 +0200</pubDate> <description> L' &lt;a href=&quot;http://www.libres.org/francais/universite_d_ete/universite.htm&quot;&gt;&quot;Université d'été de la nouvelle économie&quot;&lt;/a&gt; di Aix en Provence ha avuto in Vaclav Klaus il suo ospite più illustre. Il presidente ceco ha tenuto un discorso durante la cena inaugurale, nel corso della quale ha tentato di definire quello che oggi è &quot;l'europeismo&quot;. A suo avviso sono cinque gli elementi costitutivi:&lt;br /&gt; a) l'economia sociale di mercato, vale a dire una scelta a favore della regolamentazione e delle redistribuzione per correggere le presunte debolezze del mercato.&lt;br /&gt; b) l'integrazione tramite l'armonizzazione e la centralizzazione, che condurrà i paesi membri verso un'autorità sovra-nazionale, regolamentata e allineata sui paesi con i costi più elevati e a debole competitività.&lt;br /&gt; c) una democrazia senza popolo: gli europesti si dicono democratici, ma non hanno alcun rispettto per i diritti individuali. Ciò che interessa loro è l'interazione tra gruppi sociali, tra corporazioni, tra grandi aziende, tra grandi sindacati e tra grandi amministazioni. Amministrazioni che gestiscono i conflitti sociali. Il cittadino, l'individuo, non ha nessun controllo su queste dinamiche.&lt;br /&gt; d) la diplomazia: ciò che pensano i cittadini è ininfluente.&amp;nbsp; L'idea di una diplomazia nazionale, più vicina al volere del singolo, è scartata dai vertici dell'UE.&lt;br /&gt; e) una visione costruttivista: gli europeisti non credo che le società evolvano nell'ambito di un ordine spontaneo, sulla base quindi delle infinite iniziative individuali degli uomini.&amp;nbsp; Gli europeisti sono convinti che l'ordine sociale non può essere che creato da una élite illuminata. In questo senso l'europeismo è la nuova utopia, la nuova &quot;presunzione fatale&quot; di cui parlava Friedrich von Hayek quasi 20 anni fa.&lt;br /&gt; Diciamocelo: anche se questo europeismo va tanto di moda tra le élite svizzere, in realtà possiamo e dobbiamo farne a meno. In un'intervista a &lt;a href=&quot;http://www.agefi.ch/&quot;&gt;&quot;L'Agefi&quot;&lt;/a&gt; , lo stesso Klaus ha dichiarato: &lt;em&gt;&quot;mi considero un eurorealista, confrontato agli eurofanatici&quot;.&lt;/em&gt; Eurofanatici. Chissà se la stampa adotterà un giorno questo termine. Nel frattempo teniamo bene a mente quanto lo stesso presidente ceco ha affermato a proposito della Svizzera: &lt;em&gt;&quot;la Svizzera è un paese libero (...) Essa non ha assolutamente bisogno di essere membro dell'UE per essere legittimata in quanto paese democratico. Ben al contrario&quot;.&lt;/em&gt; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/08/31/si-scrive-solidarieta-si-legge-corruzione.html</guid> <title>Si scrive solidarietà, si legge corruzione</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/08/31/si-scrive-solidarieta-si-legge-corruzione.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Aix en Provence</category>  <category>Politica internazionale</category>  <category>politica svizzera</category>   <pubDate>Thu, 31 Aug 2006 21:16:48 +0200</pubDate> <description> Sono appena tornato dall' &lt;a href=&quot;http://www.libres.org/francais/universite_d_ete/inscription_2006/programme_francais_2006.htm&quot;&gt;&quot;Université de la Nouvelle Economie&quot;&lt;/a&gt; di Aix-en-Provence dedicata al futuro dell'Europa. Tra i numerosi interventi ci sono stati pure quelli di studiosi cechi, romeni, bulgari, lituani. La legislazione europea, spesso volta ad ottenere un livellamento generale, e gli aiuti europei, se non sbaglio meglio noti come fondo di coesione, sono stati unanimemente criticati. Mi ha colpito soprattutto l'argomentazione di Elena Leontjeva del Free Market Institute quando ha cominciato ricordando che il suo paese non si è liberato dal centralismo sovietico di Mosca per trasferirsi sotto il collettivismo centralista di Bruxelles (il paragone tra comunismo e costruttivismo europeo è stato proposto più volte e da più di un oratore). Per alcuni anni la Lituania ha accarezzato il profumo della libertà, un profumo che ora sta lentamente svanendo sotto i colpi del diritto comunitario. In questo processo i sussidi UE sono particolarmente perversi perché illudono la gente (non è necessario impegnarsi per creare ricchezza) e perché favoriscono la corruzione (molti si candidano alle elezioni al solo scopo di mettere le mani sui trasferimenti finanziari provenienti da Bruxelles). Anche per i Paesi dell'Est vale la vecchia regola liberale. Ciò che è fondamentale è definire e tutelare al meglio i diritti di proprietà degli individui. A soddisfare i bisogno ci pensano poi da soli.&lt;br /&gt; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/08/22/obiettivi-ognuno-ha-i-suoi.html</guid> <title>Obiettivi...ognuno ha i suoi</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/08/22/obiettivi-ognuno-ha-i-suoi.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Politica internazionale</category>   <pubDate>Tue, 22 Aug 2006 21:44:45 +0200</pubDate> <description> &lt;em&gt;&quot;E l’equivicinanza di qua, e l’equidistanza di là, e i buoni rapporti con entrambi i contendenti da una parte, e l’orrore per l’uso sproporzionato della forza dall’altra, e l’Onu, e il nobile ruolo della Francia, e quante ne abbiamo sentite, sotto l’ombrellone. Perciò. La Dichiarazione di indipendenza di Israele (1948) dice: “Richiamiamo gli abitanti arabi di Israele a tornare alle vie della pace e a svolgere la loro parte nella costruzione dello stato sulla base di una piena e uguale cittadinanza e di una dovuta rappresentanza in tutte le sue istituzioni. Porgiamo una mano di pace e unità a tutti gli stati vicini e li invitiamo a stabilire legami di cooperazione e mutuo aiuto”. La Carta di fondazione di Hamas (1988, art. 7) recita: “Il Profeta, Allah lo benedica e gli assicuri salvazione, ha detto: il giorno del giudizio non verrà finché i musulmani non combatteranno gli ebrei, quando l’ebreo si nasconderà dietro le pietre e dietro gli alberi. Le pietre e gli alberi diranno: oh musulmano, oh servo di Allah, vi è un ebreo dietro di me, vieni e uccidilo”. Parole, è evidente. E io le ho ricopiate così, perché bisogna pur ricominciare in souplesse, dopo le vacanze.&quot;&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;Fonte:&lt;/strong&gt; &lt;a href=&quot;http://www.ilfoglio.it/&quot;&gt;Andrea's version su &quot;Il Foglio&quot;&lt;/a&gt; del 22 agosto.&lt;br /&gt; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/08/09/informazione-o-disinformazione.html</guid> <title>Informazione...o disinformazione?</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/08/09/informazione-o-disinformazione.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Politica internazionale</category>   <pubDate>Wed,  9 Aug 2006 22:20:00 +0200</pubDate> <description> &lt;p&gt;Potrei&amp;nbsp;parlare del&quot;solito&quot; dibattito sulla situazione in Medio Oriente e alla fine ci si dividerebbe sempre e comunque tra chi sostiene il diritto di Israele a difendersi e l'Hezbollah un pericolo e coloro che vedono in nello Stato ebraico la lunga mano dell'imperialismo americano nella regione. Lasciamo quindi da parte questo tema per segnalare a tutti coloro che passano da qui in questo periodo di ferie che laggiù in Libano gli organi di informazione si stanno comportando in modo piuttosto strano. Vale quindi la pena andarsi a leggere i post degli ultimi giorni di ottimi blogger quali sono&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.wellington.ilcannocchiale.it/&quot;&gt;Wellington&lt;/a&gt;&amp;nbsp;, &lt;a href=&quot;http://www.mariosechi.net/&quot;&gt;Mario Sechi&lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;http://ideazione.blogspot.com/&quot;&gt;The Right Nation&lt;/a&gt;. Per approfondire non dimentica di dare un'occhiata anche ai rinvii agli altri blog.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Segnalazione:&lt;/strong&gt; ho appena letto &lt;a href=&quot;http://www.ilcannocchiale.it/blogs/style/gemelli/dettaglio.asp?id_blog=8606&amp;amp;id_blogdoc=1114143&quot;&gt;questo&lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;http://www.ilcannocchiale.it/blogs/style/gemelli/dettaglio.asp?id_blog=8606&amp;amp;id_blogdoc=1113072&quot;&gt;questo&lt;/a&gt; post di &lt;a href=&quot;http://oggettivista.ilcannocchiale.it/&quot;&gt;Oggettivista&lt;/a&gt;. Conferme...su cui riflettere.&lt;/p&gt; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/07/30/tre-ottavi-di-centimetro.html</guid> <title>Tre ottavi di centimetro</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/07/30/tre-ottavi-di-centimetro.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Politica internazionale</category>  <category>politica svizzera</category>  <category>Società</category>   <pubDate>Sun, 30 Jul 2006 23:25:00 +0200</pubDate> <description> &lt;p&gt;Trascorrere le ferie in Italia ha un vantaggio. Capita di entrare in una libreria di una località turistica e di trovare la versione tascabile di libri come &lt;a href=&quot;http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=1&amp;amp;c=JCRQQDR305PXS&quot;&gt;&quot;Stato di paura&quot;&lt;/a&gt; di Michael Chrichton. La storia di per sè non è delle migliori. Il libro parte bene, ma è piuttosto ripetetitivo e il finale francamente deludente. Ciò nonostante, la denuncia dell'ecologismo radicale e del ruolo dei media quale becera cassa di risonanza è particolarmente efficace. Il merito di Chrichton è a mio avviso quello di aver scritto un romanzo leggero e di facile lettura, in grado però ti scuotere le convinzioni della gente comune, quella che sotto gli ombrelloni non cerca altro che un po' di lettura leggera e distensiva, e che, impegnata a guadagnarsi da vivere, tende a credere a quanto gli raccontano radio, TV e giornali. Sono anni che ci ripetono che siamo in una fase di surriscaldamento globale e che la colpa va attribuita all'attività umana che incrementa il CO2 presente nell'atmosfera. Sono anni che dicono che dobbiamo fare qualcosa subito per evitare la catastrofe. Chrichton ci dimostra che la questione è molto è più complessa di quanto ci si voglia far credere e ci racconta che molti dati dicono il contario di quanto i giornalisti ci raccontano. Il pregio del libro è quello di dire chiaramente&amp;nbsp; che qualcuno sta cercando di manipolarci, che non tutto quanto ci raccontano gli organi di informazioni è vero, che è ora di finirla, insomma, di credere a quello che dice la radio. &lt;em&gt;&quot;Immaginate la composizione dell'atmosfera come un campo da football americano. La maggior parte dell'atmosfera è costituita da azoto. Perciò, partendo dalla linea di porta, l'azoto arriva fino alla linea nei 78 metri. Quasi tutto il resto è ossigeno. L'ossigeno arriva fino alla linea nei 99 metri. Rimane un solo metro. Ma la quasi totalità di quello che rimane è argo, un gas inerte. L'argo arriva fino a sette centimentri e mezzo dalla linea di porta. Proprio quanto è spessa la striscia di gesso, più o meno. E quanto di quei sette centimentri e mezzo è anidride carbonica? Due e mezzo. Questa è la quantità di CO2 che è presente nell'atmosfera. Due centimetri e mezzo di un campo da football americano da cento metri. (...) Vi è stato detto che negli ultimi 50 anni l'anidride carbonica è aumentata. Sapete di quanto è aumentata nel nostro campo di calcio? E' aumentata di tre ottavi di centimetro - meno dello spessore di una matita. E' un mucchio di anidride carbonica in più, ma è un cambiamento minuscolo nella nostra atmosfera. Eppure vi viene chiesto di credere che questo minuscolo cambiamento abbia portato l'intero pianeta a una situazione di massima allerta&quot;.&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;(Michael Chrichton, Stato di paura, Grazanti, pagine 446-447 dell'edizione tascabile)&lt;/strong&gt; Per fronteggiare questa situazione ci si è inventati il protocollo di Kyoto, per rispettare il quale le autorità federali si sono recentemente inventate la solita serie di nuove tasse. E'&amp;nbsp; veramente eccessivo chiarmarli ladri?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;PS:&lt;/strong&gt; caro Bruno, ovviamente sei perdonato. A mio avviso dovresti avere maggiore fiducia nelle tue capacità :-) Ciao e a presto.&lt;/p&gt; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/07/12/irlanda-nessun-miracolo-e-solo-il-liberalismo.html</guid> <title>Irlanda: nessun miracolo, è &quot;solo&quot; il liberalismo</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/07/12/irlanda-nessun-miracolo-e-solo-il-liberalismo.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Politica internazionale</category>   <pubDate>Wed, 12 Jul 2006 09:30:00 +0200</pubDate> <description> &lt;p&gt;Qualcuno lo ha chiamato &quot;il miracolo irlandese&quot;. Sul sito &lt;a href=&quot;http://www.libres.org/&quot;&gt;&quot;Libres&quot;&lt;/a&gt; ho trovato un articolo di qualche mese fa in cui si spiega che in Irlanda non c'è stato nessun miracolo. Si è semplicemente adottata la &quot;vecchia&quot; e sempre valida dottrina liberale: meno&amp;nbsp; Stato e più libertà. &lt;em&gt;&quot;Le gouvernement irlandais, après quinze années de stagnation, a su réunir patronat, syndicats et partis politiques pour examiner la situation objectivement et tous ont opté (...)&amp;nbsp;pour &quot;la méthode Reagan-Thatcher&quot;. Non pas un miracle, mais tout simplement une politique franchement libérale. « Déréglementation, baisses massives des impôts, réduction des dépenses publiques, stabilisation des salaires », ouverture internationale&quot;&lt;/em&gt;. E' possibile leggere l'intero articolo &lt;a href=&quot;http://www.libres.org/francais/conjoncture/economie_irlande_c2706.htm&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Segnalazione:&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;in nome dell'interesse generale le lobby sono presenti in massa a Bruxelles. Su &lt;a href=&quot;http://www.ticinolibero.ch/blog/?p=32&quot;&gt;Ticino Liberista&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/07/10/clima-di-paura.html</guid> <title>Clima di paura</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/07/10/clima-di-paura.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Politica internazionale</category>   <pubDate>Fri,  7 Jul 2006 09:00:00 +0200</pubDate> <description> &lt;p&gt;Ovvero come ti metto a tacere chi contesta la tesi allarmiste degli ecologisti sui cambiamenti climatici: &lt;em&gt;&quot;Mais cette frénésie auto-entretenue a un aspect plus sinistre. Les scientifiques qui manifestent leur désaccord avec l’alarmisme ambiant ont vu leurs crédits de recherche disparaître, leurs travaux discrédités et ont été traités de suppôts de l’industrie, d’escrocs scientifiques ou pire encore. En conséquence, les mensonges sur les changements climatiques gagnent de la crédibilité alors même qu’ils sont en total désaccord avec la science qui est pourtant supposée être leur base.&quot;&lt;/em&gt; La versione integrale dell'articolo di Richard Lindzen, professore di scienza atmosferica al MIT, lo trovate in francese &lt;a href=&quot;http://www.institutmolinari.org/editos/20060629.htm&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;,&amp;nbsp; in inglese &lt;a href=&quot;http://pqasb.pqarchiver.com/wsj/access/1019854971.html?dids=1019854971:1019854971&amp;amp;FMT=ABS&amp;amp;FMTS=ABS:FT&amp;amp;date=Apr+12,+2006&amp;amp;author=Richard+Lindzen&amp;amp;type=8_1984&amp;amp;desc=Climate+of+Fear&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;&amp;nbsp;(ma è a pagamento). Vale la pena dargli una lettura e&amp;nbsp;farlo circolare...prima che lo statalismo rosso riemerga dai suoi fallimenti&amp;nbsp;come&amp;nbsp;costruttivismo verde.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; </description>  </item>  <item> <guid isPermaLink="true">http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/06/30/i-socialisti-francesi-piu-statalisti-che-mai.html</guid> <title>I socialisti francesi, più statalisti che mai</title> <link>http://pinocchio.blogspirit.com/archive/2006/06/30/i-socialisti-francesi-piu-statalisti-che-mai.html</link> <author>noreply@blogspirit.com (Gabriele Lafranchi)</author>   <category>Politica internazionale</category>   <pubDate>Fri, 30 Jun 2006 10:21:52 +0200</pubDate> <description> &lt;p&gt;A meno di anno dalle presidenziali il Partito socialista francese ha elaborato il suo programma economico. Ancora una volta a trionfare è lo statalismo, tanto che secondo alcuni calcoli l'applicazione di questo progetto di società potrebbe anche tradursi in un aumento annuo dell'intervento pubblico pari al 7% del PIL. Le spese statali raggiungerebbero il 61% del prodotto interno lordo. Tradotto in soldoni: aumento di 100-115 miliardi di euro per gli esponenti del centro-destra, &quot;solo&quot; di&amp;nbsp; 35-50 miliardi di euro per la sinistra. Il progetto prevede tra l'altro l'estensione delle 35 ore a tutte le imprese, l'innalzamento dello SMIC (il reddito minimo), l'aumento delle tasse per le categorie benestanti, il rafforzamento dei servizi pubblici, la creazione di nuovi alloggi sovvenzionati e misure per rendere ancora più difficili i licenziamenti. Per l'economista liberale Pascal Salin &lt;em&gt;&quot;au-delà du chiffrage, il est clair que les socialistes français ne sont pas arrivés à se débarrasser d'un mode de pensée de type marxiste. Ils sont, en cela, des dinosaures de la pensée et de l'action politique. Dans leur vision dichotomique et simpliste de la société française, il y a les spoliateurs et les spoliés. A la première catégorie appartiennent évidemment les capitalistes dont les profits proviennent de l'exploitation des travailleurs. Il conviendrait donc que l'Etat rétablisse l'équilibre en protégeant les seconds et en pratiquant une politique de redistribution à grande échelle. Incapables de se renouveler, contrairement à tant d'autres, les socialistes français restent habités par les fantômes de Marx et de Keynes, ces deux auteurs à qui l'on doit certains des pires ravages du XXe siècle.&quot;&amp;nbsp;&lt;/em&gt; Difficilmente in Francia emergerà nei prossimi mesi un politico autenticamente liberale in grado di imporsi sulla scena. La candidatura di Nicolas Sarkozy dovrebbe costituire il male minore per impedire ai socialisti di andare al potere. Va detto che nelle ultime settimane &lt;a href=&quot;http://fr.wikipedia.org/wiki/S%C3%A9gol%C3%A8ne_Royal&quot;&gt;Ségolène Royal&lt;/a&gt;, la favorite tra i potenziali candidati del PS, ha assunto posizioni divergenti rispetto a quelle del partito.Una sua vittoria alle presidenziali potrebbe anche non tradursi nell'applicazione di questo progetto economico. Affaire à suivre...dunque.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Informazioni sul programma le trovate &lt;a href=&quot;http://www.les4verites.com/articles/Politique%20Projet+socialiste+pour+2007+%3A+toujours+l%92%E9galitarisme-1081.html&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;, l'opinione di Pascal Salin &lt;a href=&quot;http://cerclesliberaux.com/la_lettre_des_liberaux/23_06_2006/article10.htm&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;. I calcoli di Jean-François Copé li trovate &lt;a href=&quot;http://cerclesliberaux.com/la_lettre_des_liberaux/23_06_2006/article5.htm&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt; </description>  </item>  </channel> </rss> 