11/07/2006
I soliti festeggiamenti...le solite polemiche
Si dice che nella vita ci siano due certezze, la morte e le tasse da pagare. A queste due, in Ticino, si potrebbero tranquillamente aggiungere le tensioni tra svizzeri e italiani per i festeggiamenti nelle strade al termine di ormai ogni partita della Coppa del Mondo di calcio. In proposito, il blog di Ticinonline è stato in queste ultime settimane illuminante. In più di un caso la discussione è degenerata. Vorrei far rilevare qui la difficoltà a cui siamo confrontati al momento di schierarci per gli uni o per gli altri. Ognuno la vede a modo suo. C'è lo svizzero che soffre nel veder vincere l'Italia e a cui i festeggiamenti notturni danno ancor più fastidio, c'è quello a cui fanno piacere e li considera un segno di vitalità, ci sono gli italiani che semplicemente festeggiano la loro squadra e quelli che non si lasciano mai sfuggire l'occasione per togliersi qualche sassolino dalle scarpe. A questi gruppi di interesse aggiungiamo volentieri le persone che vanno al lavoro presto e vorrebbero dormire, gli anziani negli ospedali, i turisti negli alberghi, i gestori dei bar che sono invece felici di vendere ancora qualche birra, quelli a cui il calcio proprio non interessa, ecc.. E la polizia che fa? A un certo punto interviene in modo arbitrario stabilendo che è ora di andare a letto (lo ha fatto pare alle 03h00 di lunedì). Queste polemiche, che si ripetono regolarmente ogni 4 anni (2 se consideriamo anche gli Europei), hanno un primo responsabile che viene spesso ignorato. Stiamo parlando degli uomini dello Stato. Provate a immaginare cosa succederebbe nel vostro condomio se la maggioranza degli svizzeri o degli italiani festeggiasse per i corridoi la vittoria della propria nazionali. Simili atteggiamenti non durerebbero a lungo. Questo perché il condomio appartiene a qualcuno. Le strade sono invece di tutti e essendo di tutti non sono in definitiva di nessuno. E' quindi possibile impossessarsene senza prendere in considerazione i bisogni altrui. E' quella che alcuni hanno chiamato la tragedia dei beni pubblici. Siccome i diritti di proprietà non sono chiaramente definiti, nessuno può legittimamente escludere terzi dal penetrare in determinate zone o vietare di comportarsi in un determinato modo a partire da una determinata ora. In un condominio ogni residente firma un contratto di locazione, contratto che fissa anche le regole di condotta sulle scale (chiudere l'entrata principale dopo le 22h00, non sbattere le porte, non gridare nei corridoi). Chi prende l'appartamento in affitto accetta di rispettare queste norme. I trasgressori vengono subito richiamati alle loro responsabilità. Sulla strada è diverso. Ognuno si sente legittimato a fare ciò che vuole. Proprio perché manca un'intesa liberamente sottoscritta, ognuno esigerà dalle forze dell'ordine che facciano prevalere il loro punto di vista. Certo, si dirà che un po' di buonsenso e educazione dovrebbe bastare, ma le ricorrenti polemiche stanno lì a dimostrare che non è il caso. Se le strade fossero private, ci sarebbe una maggiore diversità. Ci sarebbero luoghi dove è vietato festeggiare e dove invece le esplosioni di gioia verrebbero non solo accettate, ma anche incoraggiate. Per buona pace di tutti.
PS: credo che si sia capito, ma lo scopo di questo post non è stabilire se siano più "frustrati" i ticinesi o "prevaricatori" gli italiani. Vi prego quindi di evitare di commentare in tal senso. :-)
09:45 Scritto in Società, Sports | Link permanente | Commenti (27) | Segnala | Tag: coppa del mondo, strade, festeggiamenti notturni
20/03/2006
Ambrì in vacanza a testa alta, ma...
Copio incollo l'analisi che mi ha inviato un amico giornalista, esperto di hockey su ghiaccio, sulla stagione della nostra squadra del cuore. "Il sogno è ahimé svanito; la fortezza luganese pareva destinata a crollare sotto i colpi sferrati dal trio delle meraviglie biancoblù, ma la reazione d'orgoglio di una macchina costruita (a suon di milioni) per vincere ha fruttato un'incredibile rimonta. Incredibile? Davvero? …non ne sono così convinto. Certo, se Domenichelli non avesse fallito in gara-4 una clamorosa occasione a due soli secondi dalla sirena finale o se la sfortunata coppia Bäumle-Dubois non avesse confezionato un'altrettanto clamorosa autorete nel supplementare della medesima sfida, il capitolo Lugano si sarebbe chiuso con un sensazionale 4-0 in favore dei biancoblù, ma così non è stato. Anzi, col passare dei giorni i pessimi presagi -per i tifosi leventinesi- prendevano sembre più corpo, di pari passo con la fatica che attanagliava i pur volenterosi giocatori. L'Ambrì dei miracoli paga alla fine una panchina corta e alcune scelte tecniche (a posteriori) discutibili. Il voler sfruttare esclusivamente i migliori uomini ha sì consentito una partenza razzo, ma ha in seguito tolto loro la necessaria lucidità nei momenti topici di una contesa protrattasi ben oltre le previsioni. Va d'altra parte pur detto che, dopo aver cambiato timoniere, la formazione sottocenerina è indubbiamente andata in crescendo, trascinata da un Metropolit in stato di grazia (ed annunciato partente verso la NHL) e sorretta da un ritrovato rigore difensivo. Ed ecco allora che in sede di bilancio le sensazioni degli appassionati spaziano da una qual certa soddisfazione per aver portato il Lugano, anzi "il grande Lugano", sino alla settima partita, alla grande delusione per l'impresa "solo" sfiorata. E ora -consentitemi la battuta- tutti ad Igea Marina col pensiero già rivolto alla prossima stagione… Già, ma che stagione sarà per i colori biancoblù? Gli interrogativi sono legati soprattutto -ma non è una novità- alla situazione finanziaria del club e quindi alle reali possibilità di operare efficaciemente sul mercato, dato che Kobach, Camichel (Berna) e Züger (Lugano) sono già annunciati partenti (imitati da altri a cui il contratto non verrà rinnovato). Ma anche fra coloro che restano fedeli ai colori biancoblù non pochi sono quelli che hanno dimostrato (specialmente nei playoff) di avere il fiato corto a certi livelli; non mancano le nubi sul futuro di senatori quali Gianini, Celio, Baldi, Imperatori... Insomma, l'Ambrì ha bisogno di nuova linfa, di innesti che possano degnamente spalleggiare una colonia straniera costretta quest'anno ancora a cantare e a portar la croce, ma che proprio sul più bello ha (comprensibilmente) perso la voce. Sempre al capitolo stranieri, dopo alcuni acquisti steccati (eccezion fatta per il passaggio di Kim Johnsson), importante sarà pure trovare un vero padrone della difesa, come d'altronde chiesto domenica con un disperato appello in diretta tv dal tecnico Rautakallio al proprio presidente. Si invitano quindi i tifosi ad accrescere il consumo di caffé …aureo!" Personalmente non ho molto da aggiungere. Rimango però convinto che nei confronti del Lugano l'Ambrì soffra di sudditanza psicologica e che nei quarti dei playoff si siano i visti i limiti di una squadra che storicamente non è abituata a vincere.
12:08 Scritto in Sports | Link permanente | Commenti (29) | Segnala | Tag: Swiss Blog
17/11/2005
Turchia - Svizzera: calcio incivile
E' finita con il pestaggio dei giocatori svizzeri ad opera di alcuni giocatori turchi, sostenuti per l'occasione dagli uomini del servizio di sicurezza, la partita di ritorno dello spareggio Mondiale tra la Turchia e la Svizzera, che ha visto l'unidici elvetico staccare il biglietto per la Germania. Grichting è finito all'ospedale. Su quanto accaduto non ci sono immagini. Il servizio di sicurezza ha impedito alle televisioni di filmare. Che dire? Che è stato vergognoso e che di fronte ad atti simili il minimo che si possa chiedere sono sanzioni degne di questo nome. Non solo a livello sportivo, ma anche da parte della giustizia penale turca. Sarà anche una partita di calcio, sottoposto alla giustizia sportiva, ma picchiare la gente è un atto che qualsiasi paese civile dovrebbe punire ricorrendo alla giustizia penale. Ci auguriamo che i giocatori svizzeri picchiati abbiamo il coraggio di denunciare alla giustizia turca i loro aggressori.
Piaccia o non piaccia, quanto accaduto si ripercuoterà sulla comunità turca presente in Svizzera. La loro integrazione subirà per qualche tempo una battuta d'arresto. E' innegabile che da oggi verrano guardati con maggiore diffidenza. In fondo sono loro i veri perdenti di questa doppia sfida.
Per la cronaca: la Turchia ha vinto la partita 4-2. La Svizzera ha faticato a tenere e far circolare la palla a centrocampo. Davanti è mancata freddezza e lucidità in almeno 3 grosse occasioni. Dietro abbiamo sofferto moltissimo le palle alte, siamo stati approssimativi nelle marcature e abbiamo avuto l'ennesima conferma di disporre di un portiere che non sa farsi rispettare nell'area piccola. Detto questo, va sottolineato che qualche anno fa non ci saremmo qualificati. A Istanbul saremmo affondati. Ciò lascia ben sperare per il futuro.
Aggiornamento: un amico mi ha inviato stamane unne video l quale si vede Huggel tirare un calcio a un membro dello staff turco mentre corre verso l'uscita del campo. Qui non si fanno distinzioni sulla nazionalità dei cretini, speriamo quindi che la Federazione svizzera punisca l'ex giocatore del Basilea.
Aggiornamento 2: esiste un'altra versione del video che chiama in causa Huggel. La persona a cui dà un calcio è la stessa che qualche secondo prima ha tentato di sgambettare un giocatore svizzero che stava correndo verso gli spogliatoi. Questo è l'ultimo aggiornamento sulla vicenda, a meno che non venga a conoscenza di video particolarmente "compromettenti".
09:30 Scritto in Sports | Link permanente | Commenti (23) | Segnala | Tag: Swiss Blog
24/08/2005
E' storico: il Thun in Champions League
Il Thun si è aggiudicato l'accesso alla Champions League eliminando il Malmöe. In precedenza si era sbarazzato della Dinamo Kiev. Il club bernese, che ancora nove anni fa disputava i tornei di prima Lega, entra così nella storia della Champions League. Mai un club con un budget così basso, 5,5 milioni di franchi, meno di 4 milioni di euro, è riuscito in una simile impresa. Nelle casse del Thun pioveranno ora 7 milioni di franchi, come dire che questa stagione e parte della prossima sono già pagate. Grazie e auguri ragazzi. Indipendentemente da come andrà a finire questa bella avventura, la vostra Champions League l'avete già vinta.
09:55 Scritto in Sports | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | Tag: Swiss Blog
06/07/2005
Olimpiadi: Blair prende nuovamente a schiaffi Chirac
Questo blog non è un giornale e si può quindi permettere qualche caduta di stile. Come si dice: quando ci vuole ci vuole. La favoritissima Francia si è vista passare le Olimpiadi sotto il naso. Pinocchio non è solo soddisfatto. E' entusiasta!!!! Chirac è stato nuovamente ridicolizzato dai britannici. Sta diventando una piacevole abitudine. Piccole soddisfazioni crescono. A quanto stiamo? 10-0? Boh. In ogni caso palla al centro e forza Blair. Fine dell'approfondita e articolata analisi.
17:05 Scritto in Sports | Link permanente | Commenti (5) | Segnala
14/04/2005
Calcio: privatizzare la sicurezza
Dopo i fatti di San Siro, con la partita di Champions League tra Inter e Milan sospesa dall'arbitro a causa del vergognoso comportamento dei tifosi nerazzurri, Il Riformista propone qui di ricorrere alle privatizzazioni per risolvere il problema della violenza negli stadi: "La forza pubblica non può mantenere l’ordine in curva per la semplice ragione che in curva non può nemmeno entrare, e se ci entrasse sarebbe peggio perché ci scapperebbe il morto. In curva la sovranità appartiene agli ultras, sulla base di un patto tacito con le società, nelle cui vicende i teppisti pesano esercitando l’arma del ricatto e della violenza. Sarebbe dunque bene sciogliere questo nodo rendendolo trasparente. Le società si assumono la responsabilità delle curve con vigilantes privati, come avviene in Gran Bretagna e anche in Usa (vengono pudicamente definiti stewarts). Metteranno a contratto la parte migliore degli ultras dando loro una divisa e la licenza di espellere chi vogliono in qualunque momento; esattamente come avviene nelle discoteche con i buttafuori. Il rapporto incestuoso già esiste, meglio dunque contrattualizzarlo, assegnando così le relative responsabilità. Tutto il resto, ahinoi, sono chiacchiere, buone per riempire i talk show televisivi".
11:10 Scritto in Politica internazionale, Società, Sports | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
08/04/2005
Dopo George un terzo Bush alla Casa Bianca?
Camillo guarda già al 2008 e spiega in questo articolo che un terzo Bush potrebbe accedere alla Casa Bianca. Il suo nome è Jeb Bush. Fratello di George, Jeb è l'attuale governatore della Florida.
09:29 Scritto in Sports | Link permanente | Commenti (1) | Segnala
17/02/2005
L'Ambrì conserva i due punti di Losanna
Un amico giornalista, esperto di questioni relative al mondo dell'hockey, ci ha appena inviato la sua analisi sulla fine del caso Vitolinsh. Volentieri la pubblichiamo.E così, la vicenda relativa al caso Vitolinsh ha visto il finale tingersi di liete tinte biancoblù, con la restituzione dei due punti conquistati dall'Ambrì-Piotta sul ghiaccio di Losanna il 9 gennaio scorso. Punti in un primo tempo assegnati ai vodesi -malgrado la sconfitta per 6-2 - in quanto il lettone schierato dai leventinesi non era stato considerato giocatore comunitario dalla Lega svizzera di hockey su ghiaccio. Il caso aveva però gettato lo scompiglio fra i vertici federali, consci di essere nel torto in quanto la Lettonia, dal primo maggio scorso, fa ormai parte dell'Unione europea. Poco importa che fra le società ci fosse un accordo teso ad escludere gli atleti provenienti dal "blocco dell'est"; davanti a qualsiasi tribunale civile, la società leventinese avrebbe avuto partita vinta, con conseguenze ciclopiche sull'organizzazione dell'hockey professionistico elvetico. La Federazione sarebbe probabilmente stata chiamata ad abolire l'attuale limite posto al numero di stranieri e ad aprire completamente le frontiere. Spaventata forse dall'idea di veder giostrare un giorno l'Ambrì composto di soli giocatori stranieri (è di pochi giorni fa l'esempio, nel calcio, dell'Arsenal sceso in campo privo di giocatori inglesi), la camera dei ricorsi della Lega ha così scelto il male minore: perdere ancora una volta la faccia, dando l'ennesima prova di assoluto dilettantismo della nostra dirigenza, ma preservare la quiete del nostro campionato. Già, ma fino a quando?
17:30 Scritto in Sports | Link permanente | Commenti (0) | Segnala

