31/05/2010

Fumo passivo: menzogna di Stato

Pneumologo di fama mondiale, presidente del prestigioso Istituto di Ricerca Necker da un decennio, il professor Philippe Even, ora in pensione, si dice convinto che il fumo passivo non sia nocivo. Ecco l’intervista rilasciata a Le Parisien.

Cosa dicono gli studi effettuati sul fumo passivo ?
PHILIPPE EVEN. Sulla questione è disponibile un centinaio di studi. Prima sorpresa : il 40% di questi arriva alla conclusione che il fumo passivo non è nocivo per la salute. Il rimanente 60% ritiene che il rischio di contrarre il cancro sia moltiplicato per uno 0.02 nelle variante più ottimista e di un 0.15 in quella più pessimista....contro un rischio moltiplicato per 10 o 20 nel caso di fumo attivo. Sono cifre derisorie. In sintesi: o non è nocivo o lo è in modo estremamente debole.

E’ un dato scientifico incontestabile.  Le associazioni anti-tabacco sostegno che ogni anno in Francia ci siano tra i 3000 e i  6000 morti.

Sarei molto curioso di conoscere le loro fonti.  Nessuno studio è mai giunto a un simile risultato.
 
Numerosi specialisti affermanoche il tabagismo passivo è anche responsbile di malattie cardiovascolari e di crisi di asma. Che ne pensa?

Non si basano su alcun solido dato scientifico.  Prendiamo il caso delle malattie cardiovascolari: le quattro cause principali sono l’obesità, il colesterolo, l’ipertensione e il diabete.  Per sapere se il tabagismo passivo è un fattore aggravante dovrebbe essere fatto un studio su persone che non presentano nessuno di questi quattro sintomi.  Ora, questo non è mai stato fatto. Nel caso della brochite cronica, se il ruolo del tabagismo attivo è incontestabile, quello del fumo passivo resta, qui ancora, tutto da provare.  Per quanto concerne l’asma,  è effettivamente un fattore aggravante, ma non più dei pollini.

L’obiettivo dell’interdizione del fumo nei locali pubblici era quello di proteggere i non fumatori. Significa che alla base di queste norme non c’era nulla di solido?

Assolutamente niente. La psicosi è cominciata con la pubblicazione di un rapporto del’AIRC, l’Agenzia internazionale di ricerca sul cancro, che dipende dall’OMS (L’organizzazione mondiale della sanità).  Il rapporto, pubblicato nel 2002, afferma che è ormai provato che il fumo passivo comporta gravi rischi per la salute, ma non espone alcuna prova a sostegno di questa tesi. Dove sono i dati? Che metodologia è stata seguita?  E’ tutto salvo che un processo scientifico. Da tutto questo è stata alimentata ad arte una paura che si basa sul nulla.

Che interesse hanno le organizzazioni anti-tabacco a diffondere una minaccia che non esiste ?

Le campagne anti-tabacco e l’aumento del prezzo delle sigarette non hanno dato i risultati sperati. Era necessario trovare un nuovo modo di ridurre il numero dei fumatori.  Agitando lo spettro del fumo passivo è stato trovata una soluzione terribilmente efficace: la pressione sociale. In buona fede, i non fumatori si sono sentiti in pericolo e hanno cominciato a volerne ai fumatori. D’un tratto, il tabagismo passivo è diventato un problema di salute pubblica, favorendo l’accettazione della legge Evin e in seguito il decreto che vieta di fumare nei locali pubblici. Per quanto si tratti di una buona causa, non credo che sia un bene governare con la menzogna. E il peggio è che nemmeno funziona.  Dall’entrata in vigore del decreto le vendite delle sigarette hanno ripreso ad aumentare.

Perché non ha parlato prima di queste cose ?

In quanto funzionario, decano della più grande facoltà di medicina di Francia, ero tenuto ad un dovere di riserva. Se mi fossi allontanato dalle posizioni ufficiali ne avrei pagato le conseguenze. Oggi sono invece un uomo libero.